Il 3 marzo è la Giornata mondiale dell’udito, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2007 e diventata World Hearing Day nel 2016. La data è una scelta grafica: 3.3 ricorda la forma di due orecchie. In Italia circa sette milioni di persone hanno problemi di udito, una su dieci, e tra gli over 65 una su tre; ma meno di un terzo degli adulti ha fatto un esame dell’udito negli ultimi cinque anni e solo una persona su quattro tra quelle che ne avrebbero bisogno usa un apparecchio acustico. La perdita di udito non curata è oggi considerata il principale fattore di rischio modificabile per la demenza. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, come funziona lo screening dei neonati, cosa passa il Servizio sanitario tra apparecchi e impianti, e cosa dicono le regole su cuffie e rumore. Viene aggiornata ogni anno.
Che cos’è la Giornata mondiale dell’udito
L’OMS stima che nel mondo 430 milioni di persone abbiano una perdita di udito che richiede riabilitazione, 34 milioni dei quali bambini, e che nel 2050 saranno 700 milioni; oltre un miliardo di giovani rischia danni per l’ascolto a volumi troppo alti con cuffie e auricolari. La Giornata chiede ai governi di includere la cura dell’udito nei servizi di base, con il motto “Hearing care for all”. In Italia le attività ricorrenti sono gli screening gratuiti dell’udito negli ospedali e nelle piazze, promossi dalle società scientifiche di otorinolaringoiatria e audiologia e dalle associazioni, le campagne nelle scuole sull’ascolto sicuro, le iniziative per le persone sorde dell’Ente nazionale sordi e della FIADDA, e la presentazione di dati e indagini sulla sordità in Italia.
La Giornata cade il 3 marzo ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- Le persone con problemi di udito sono circa 7 milioni, il 10 per cento della popolazione; dopo i 65 anni ne soffre una persona su tre, dopo i 75 una su due. Le persone sorde dalla nascita o dall’infanzia sono alcune decine di migliaia, e circa un neonato su mille nasce con una sordità grave.
- Lo screening: meno di un italiano su tre ha fatto un esame dell’udito negli ultimi cinque anni, più della metà non lo ha mai fatto. Tra chi avrebbe bisogno di un apparecchio acustico lo usa solo uno su quattro, e tra il momento in cui ci si accorge del problema e la prima visita passano in media sette anni.
- I costi: la sordità non trattata costa all’Italia, tra spese sanitarie e produttività perduta, circa 36 miliardi di euro l’anno.
- I giovani: l’ascolto in cuffia a volume alto per molte ore è ormai la prima causa di danno uditivo evitabile sotto i 35 anni, insieme ai concerti e alle discoteche.
Lo screening dei neonati
Dal 2017 lo screening uditivo neonatale è un livello essenziale di assistenza, obbligatorio in tutti i punti nascita: nei primi giorni di vita un esame indolore, le otoemissioni acustiche, verifica che l’orecchio risponda ai suoni, e in caso di dubbio si procede con i potenziali evocati. Scoprire una sordità congenita entro i primi mesi cambia la vita del bambino, perché l’apparecchio acustico o l’impianto cocleare, impiantato entro il primo anno, permettono uno sviluppo del linguaggio quasi normale. La copertura dello screening supera il 95 per cento dei nati, ma in alcune regioni il percorso successivo, dalla diagnosi alla riabilitazione, resta lento. Un secondo controllo è previsto in età prescolare, e il pediatra può chiederlo ogni volta che un bambino ritarda nel parlare.
Cosa passa il Servizio sanitario
- Gli apparecchi acustici sono forniti gratuitamente dal Servizio sanitario alle persone con invalidità civile riconosciuta per ipoacusia, ai minori e, in alcune regioni, agli anziani con ipoacusia grave; il nomenclatore dei livelli essenziali di assistenza prevede apparecchi digitali di base, e chi vuole un modello superiore paga la differenza. Le tariffe sono state aggiornate nel 2024.
- L’impianto cocleare, per le sordità profonde che gli apparecchi non correggono, è un intervento del SSN per bambini e adulti, con circa mille impianti l’anno in Italia; oggi è indicato anche per gli anziani con sordità grave, con buoni risultati sulla memoria e sull’isolamento.
- La visita audiologica e l’esame audiometrico sono prestazioni specialistiche con ricetta del medico di famiglia; l’esenzione dal ticket spetta per invalidità e, per i lavoratori esposti al rumore, la sorveglianza è a carico del datore di lavoro.
- La sordità grave dà diritto all’invalidità civile e, per i sordi prelinguali, all’indennità di comunicazione; la lingua dei segni italiana è riconosciuta per legge dal 2021.
Udito, demenza e rumore
Secondo la commissione Lancet sulla demenza, la perdita di udito non corretta a metà della vita è il fattore di rischio modificabile più rilevante, perché isola, riduce gli stimoli e affatica il cervello; chi usa l’apparecchio acustico ha un rischio di declino cognitivo sensibilmente più basso. Per questo le società scientifiche chiedono di inserire l’esame dell’udito nei controlli periodici dopo i 50 anni, come la vista e la pressione. Sul rumore valgono poche regole: ascoltare con cuffie e auricolari a non più del 60 per cento del volume e per non più di un’ora al giorno, usare i tappi ai concerti e nei lavori rumorosi, e fare un controllo quando si alza il volume della televisione, si fatica a seguire le conversazioni nei locali o si sente un fischio persistente nelle orecchie, l’acufene, che riguarda un italiano su dieci.
Fonti
- Organizzazione mondiale della sanità, World Hearing Day; World Report on Hearing (2021); standard per l’ascolto sicuro
- Società italiana di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale e Società italiana di audiologia e foniatria, dati e campagne per la Giornata
- Udito Italia Onlus, indagini sulla percezione dell’udito in Italia; FIADDA e Ente nazionale sordi
- DPCM 12 gennaio 2017, livelli essenziali di assistenza, screening audiologico neonatale e nomenclatore dell’assistenza protesica; decreto tariffe 2024
- Lancet Commission on dementia prevention, intervention and care (2024)
- Legge 21 maggio 2021 n. 69, riconoscimento della lingua dei segni italiana
Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale della vista, Giornata internazionale delle persone con disabilità, Giornata mondiale della prematurità.








