Ogni anno, in una domenica di aprile stabilita dal Ministero della Salute, l’Italia celebra la Giornata nazionale della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. È una ricorrenza con numeri in crescita costante: nel 2025 le donazioni e i trapianti hanno toccato il record storico, oltre 2.100 donatori e quasi 4.700 trapianti, e il sistema italiano è tra i primi in Europa per qualità e sicurezza. Ma la stessa Giornata serve a ricordare il dato che non migliora: quattro persone su dieci, quando rinnovano la carta d’identità, dicono no alla donazione di organi, e migliaia di pazienti restano in lista d’attesa. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, come funziona il sistema dei trapianti, chi aspetta e come si dichiara la propria volontà. Viene aggiornata ogni anno con il rapporto del Centro nazionale trapianti.
Che cos’è la Giornata della donazione di organi
La Giornata nazionale è stata istituita per decreto nel 1999 ed è coordinata dal Centro nazionale trapianti con le associazioni di donatori e trapiantati. Le attività ricorrenti sono i banchetti informativi dell’AIDO nelle piazze, le iniziative nelle scuole, gli incontri negli ospedali con i coordinatori della donazione, le testimonianze dei trapiantati, la campagna nazionale del Ministero e la presentazione dei dati dell’anno precedente. Nello stesso periodo si tengono la Giornata europea della donazione, in ottobre, e il 14 giugno la Giornata mondiale del donatore di sangue.
Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- Le donazioni: 2.164 donatori nel 2025, pari a 30,2 per milione di abitanti, il valore più alto di sempre; il Veneto supera i 49 per milione, la Toscana i 47, mentre diverse regioni del Sud restano sotto i 20.
- I trapianti: 4.697 nel 2025, 73 per milione di abitanti: 2.347 di rene, 1.770 di fegato, 461 di cuore, 150 di polmone, 33 di pancreas; 382 da donatore vivente. A questi si aggiungono oltre 27.000 trapianti di tessuti (cornee, ossa, cute, valvole) e circa 500 donazioni di cellule staminali emopoietiche, per pazienti con leucemie e linfomi.
- Le opposizioni: nel 2025 ha detto no alla donazione il 40 per cento di chi si è espresso al rinnovo della carta d’identità, una quota in aumento, soprattutto tra i giovani; le opposizioni dei familiari in rianimazione, al momento della morte, sono invece stabili intorno al 30 per cento.
- Le liste d’attesa: circa 8.000 pazienti aspettano un organo, in grande maggioranza un rene; l’attesa media per un rene supera i tre anni, e ogni anno alcune centinaia di persone muoiono in lista.
- Le dichiarazioni di volontà registrate nel sistema informativo trapianti sono oltre 20 milioni, in gran parte raccolte nei comuni.
Come funziona il sistema
In Italia la donazione da persona deceduta avviene dopo l’accertamento della morte cerebrale, con criteri neurologici fissati dalla legge e verificati da un collegio di tre medici per sei ore, o, più di recente, dopo la morte per arresto cardiaco. Il coordinamento è a tre livelli: il coordinatore locale in ogni ospedale con rianimazione, i centri regionali e interregionali, il Centro nazionale trapianti presso l’Istituto superiore di sanità, che gestisce le liste, le urgenze nazionali e il programma per i bambini. Gli organi vanno al paziente più compatibile e più urgente, con criteri pubblici. L’Italia è tra i primi Paesi al mondo per i trapianti da donatore in asistolia, per lo scambio incrociato di reni tra coppie donatore-ricevente e per i trapianti pediatrici. Il trapianto è gratuito, e le terapie antirigetto sono a carico del Servizio sanitario per tutta la vita.
Come si dichiara la propria volontà
La legge 91 del 1999 prevede che ogni cittadino possa esprimersi in vita; in assenza di una dichiarazione, decidono i familiari. I modi per dichiararsi sono quattro:
- al comune, quando si fa o si rinnova la carta d’identità: l’impiegato chiede se si vuole esprimere la volontà, e la risposta viene registrata nel sistema informativo trapianti. È il canale che raccoglie quasi tutte le dichiarazioni, ed è dove si concentrano i no;
- alla ASL, con un modulo firmato;
- con l’iscrizione all’AIDO, che vale come dichiarazione;
- con una dichiarazione scritta di proprio pugno, con data e firma, da tenere con i documenti.
La volontà si può cambiare in ogni momento, e vale l’ultima dichiarazione in ordine di tempo. Non ci sono limiti di età per donare: l’idoneità degli organi viene valutata caso per caso, e i donatori più anziani hanno superato i novant’anni. Chi dice no non viene escluso dalla possibilità di ricevere un trapianto. Le associazioni insistono su una cosa sola: parlarne in famiglia, perché la decisione dei parenti, quando non c’è una dichiarazione, dipende da quello che la persona aveva detto.
Le domande più frequenti
Donare ha un costo per la famiglia? No: tutte le procedure sono a carico del Servizio sanitario e il corpo viene restituito ai familiari senza segni visibili per il funerale. La religione lo permette? La Chiesa cattolica definisce la donazione un atto di carità, e la posizione è analoga nelle altre grandi confessioni. Chi ha una malattia può donare? L’idoneità viene valutata al momento, organo per organo: anche persone con diabete, ipertensione o tumori guariti da anni hanno donato. Si può donare da vivi? Sì, un rene o una parte del fegato, a un familiare o, con il programma di donazione samaritana, a uno sconosciuto, dopo una valutazione clinica e psicologica.
Fonti
- Centro nazionale trapianti, rapporto sull’attività di donazione e trapianto, anno 2025; sistema informativo trapianti
- Ministero della Salute, Giornata nazionale della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule
- Legge 1 aprile 1999 n. 91, disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti; legge 29 dicembre 1993 n. 578 sull’accertamento di morte
- AIDO, Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule; ADMO, Associazione donatori midollo osseo
- SIAARTI, Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, dati sulle opposizioni in rianimazione
- Consiglio d’Europa, Newsletter Transplant, confronto europeo sui tassi di donazione
Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale del donatore di sangue, Giornata nazionale leucemie, linfomi e mieloma, Giornata nazionale delle cure palliative.







