Novembre è il mese della salute maschile: Movember, dalla fusione di moustache e november, nasce in Australia nel 2003 come scommessa tra amici e oggi è il movimento mondiale che finanzia la ricerca sul tumore della prostata, sul tumore del testicolo e sulla salute mentale degli uomini. In Italia è diventato il mese in cui ospedali, società scientifiche e fondazioni ricordano che gli uomini si curano meno e più tardi delle donne. Questa pagina spiega cosa rappresenta Movember, quali sono i numeri dei tumori maschili, cosa dicono davvero le linee guida sul PSA e cosa offre il Servizio sanitario nazionale. Viene aggiornata ogni anno.
Che cos’è Movember
La regola del gioco è semplice: ci si rade il 31 ottobre e per trenta giorni ci si fa crescere i baffi, come pretesto per parlare di prevenzione e raccogliere fondi. La Movember Foundation ha finanziato in vent’anni oltre 1.300 progetti di ricerca in tutto il mondo su tre fronti: tumore della prostata, tumore del testicolo, salute mentale e prevenzione del suicidio maschile.
In Italia il mese si è riempito di iniziative proprie. La Fondazione Umberto Veronesi porta la prevenzione maschile negli stadi e nelle piazze, la LILT apre i suoi ambulatori per visite urologiche gratuite, le campagne con il patrocinio delle società scientifiche invitano a “mettere un baffo” e a prenotare una visita. Dal 2024 l’11 novembre è anche la Giornata nazionale sulla salute dell’uomo, promossa dalla Società italiana di andrologia: non è istituita per legge, ma ha il sostegno del Ministero della Salute.
Movember occupa tutto novembre, ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
I tumori maschili in cifre
- Tumore della prostata: circa 40.000 nuovi casi l’anno in Italia, il tumore più frequente negli uomini. La sopravvivenza a cinque anni è del 91 per cento, una delle più alte in oncologia, e oltre mezzo milione di italiani vive dopo una diagnosi.
- Tumore del testicolo: circa 2.400 casi l’anno, in crescita del 2 per cento annuo. È il tumore solido più frequente tra i 15 e i 49 anni e guarisce nella quasi totalità dei casi se preso in tempo; l’autopalpazione è il primo strumento di diagnosi.
- Il dato che spiega tutto il resto: otto uomini su dieci non sono mai andati da un urologo, e meno del 5 per cento dei giovani fa una visita andrologica prima dei vent’anni.
Il PSA: cosa dicono le linee guida
Il PSA è l’esame più discusso della prevenzione maschile. In Italia non esiste uno screening organizzato come per il seno o il colon, e il documento di consenso dell’Osservatorio nazionale screening e delle società scientifiche sconsiglia il test di popolazione: su larga scala porta a una quota rilevante di sovradiagnosi, cioè tumori che non avrebbero mai dato problemi ma che vengono trattati con effetti collaterali reali, dall’incontinenza alla disfunzione erettile.
Il test resta però indicato su base individuale, dopo i 50 anni (dai 45 in caso di familiarità), con un colloquio informato con il medico e con l’eventuale integrazione della risonanza magnetica prima della biopsia. Il quadro è in evoluzione: la raccomandazione del Consiglio europeo del 2022 chiede ai Paesi di valutare programmi di screening basati su PSA e risonanza per gli uomini tra 50 e 69 anni, e in Italia un progetto coordinato dall’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica della Toscana, finanziato dal Ministero con cinque regioni, sta sperimentando modelli alternativi. La Lombardia dal 2024 offre il PSA gratuito agli over 50. Il PSA, con prescrizione del medico, è comunque a carico del Servizio sanitario con il ticket ordinario.
L’andrologia nel Servizio sanitario
Fino al 2005 la visita di leva era l’unico controllo andrologico di massa: con la sua fine, una generazione di ragazzi è cresciuta senza che nessuno guardasse mai testicoli e apparato riproduttivo. Secondo l’Istituto superiore di sanità il 27 per cento dei maschi in età pediatrica ha un problema riproduttivo, dal varicocele al criptorchidismo, e il 40 per cento degli adulti una patologia andrologica. L’infertilità riguarda 15 coppie su 100 e nella metà dei casi il fattore è maschile.
La visita andrologica o urologica si prenota con impegnativa del medico di famiglia e si paga il ticket ordinario; non esiste un programma pubblico di prevenzione andrologica per i giovani, ed è una delle richieste ricorrenti delle società scientifiche. Molte ASL e ospedali organizzano in novembre visite gratuite: le iniziative vengono riprese tra le notizie di AgenSalute.
La salute mentale maschile
È il terzo pilastro di Movember e il meno visibile. In Italia circa tre suicidi su quattro riguardano uomini, con un tasso quattro volte superiore a quello femminile, e gli uomini chiedono aiuto meno e più tardi. I numeri di ascolto sono nella pagina sulla Giornata mondiale della salute mentale.
Cosa fare, in pratica
- Dai 18 anni: autopalpazione mensile dei testicoli; qualsiasi nodulo o cambiamento di volume va fatto vedere subito.
- Una visita andrologica almeno una volta tra i 18 e i 25 anni, soprattutto in presenza di varicocele, dolore o problemi di fertilità.
- Dai 50 anni (45 con familiarità): parlare con il medico del PSA, decidendo insieme se farlo e come interpretarlo.
- A qualsiasi età: non aspettare per i sintomi urinari, e non considerare la disfunzione erettile un fatto privato, perché è spesso la prima spia di una malattia cardiovascolare.
Fonti
- Movember Foundation
- AIOM-AIRTUM, “I numeri del cancro in Italia”, edizioni 2024 e 2025; AIRC
- Osservatorio nazionale screening e società scientifiche, documento di consenso sul PSA; Raccomandazione del Consiglio UE sullo screening oncologico, 9 dicembre 2022
- Istituto superiore di sanità, Bollettino epidemiologico nazionale, prevenzione dell’infertilità maschile (2023)
- Società italiana di andrologia, Giornata nazionale sulla salute dell’uomo; Fondazione Umberto Veronesi; LILT
- ISTAT e ISS, dati sui suicidi per sesso
Le altre pagine del calendario di novembre: Giornata nazionale delle cure palliative, Giornata mondiale del diabete, Giornata mondiale del tumore al pancreas.







