martedì, 6 Ottobre 2026

Giornata internazionale dell’infermiere (12 maggio): quanti sono, quanti mancano, quanto guadagnano e perché lasciano

Mezzo milione di iscritti, 65.000 mancanti, stipendi tra i più bassi d'Europa e un flusso costante verso l'estero: cosa rappresenta il 12 maggio e i numeri della professione sanitaria più numerosa e più in crisi del SSN
Quando
12 maggio
Prossima edizione
12 maggio 2027
Tipo
Giornata
Promotore
International Council of Nurses dal 1965 (nascita di Florence Nightingale); in Italia FNOPI, Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, e i sindacati di categoria
Aggiornato il
5 Ottobre 2026
Giornata internazionale dell'infermiere, 12 maggio

Il 12 maggio è la Giornata internazionale dell’infermiere, celebrata dal 1965 dall’International Council of Nurses nel giorno della nascita di Florence Nightingale, la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna. Gli infermieri sono la professione sanitaria più numerosa, in Italia oltre 470.000 iscritti agli ordini, e quella da cui dipende più direttamente la tenuta del Servizio sanitario: ne mancano almeno 65.000, le domande per i corsi di laurea sono scese sotto i posti disponibili, gli stipendi sono tra gli ultimi in Europa e ogni anno migliaia lasciano il pubblico o il Paese. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata e mette in fila i numeri della professione: quanti sono, dove lavorano, quanto guadagnano, cosa possono fare e cosa chiedono. Viene aggiornata ogni anno con i dati della FNOPI e dell’OCSE.

Che cos’è la Giornata internazionale dell’infermiere

L’ICN sceglie ogni anno un tema, dall’investimento nella professione alla salute degli stessi infermieri, e pubblica un rapporto sullo stato della professione nel mondo, dove mancano quasi sei milioni di infermieri. In Italia le attività ricorrenti sono gli eventi della FNOPI e degli ordini provinciali, con la presentazione dei dati e delle indagini sugli iscritti, le iniziative negli ospedali e nelle università, la consegna dei riconoscimenti, le campagne per far conoscere la professione nelle scuole superiori, e la giornata di mobilitazione dei sindacati sulle condizioni di lavoro. Il 20 febbraio è invece la Giornata nazionale del personale sanitario, dedicata a tutte le professioni.

La Giornata cade il 12 maggio ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • Gli iscritti agli ordini sono oltre 470.000, per tre quarti donne, con un’età media che supera i 47 anni; nel Servizio sanitario nazionale lavorano circa 290.000 infermieri, gli altri nel privato, nelle RSA, come liberi professionisti o all’estero.
  • Il rapporto con la popolazione: 6,5 infermieri ogni mille abitanti, contro oltre 9 della media OCSE e più di 12 in Germania; per allinearsi servirebbero circa 175.000 infermieri in più. La stima della FNOPI sulla carenza immediata è di 65.000.
  • La formazione: i posti nei corsi di laurea sono circa 20.000 l’anno, ma le domande sono scese sotto i posti, con meno di un candidato per posto nel 2025; il tasso di abbandono durante il corso è alto.
  • Gli stranieri: sono circa uno su cinque tra i nuovi iscritti, soprattutto da India, America Latina ed Europa dell’Est, con il reclutamento diretto da parte delle regioni e il riconoscimento dei titoli accelerato dal 2022.
  • Le uscite: ogni anno migliaia di infermieri si dimettono dal SSN prima della pensione, e diverse migliaia chiedono il certificato per lavorare all’estero, dove gli stipendi sono anche doppi.
  • Le aggressioni: gli infermieri sono le vittime del 55 per cento delle violenze contro il personale sanitario.

Quanto guadagnano

Un infermiere del Servizio sanitario guadagna in media circa 1.700 euro netti al mese a inizio carriera, con le indennità di turno e di notte; secondo l’OCSE la retribuzione degli infermieri italiani è tra le più basse dei Paesi avanzati in rapporto al salario medio nazionale. Il contratto 2022-2024, firmato nel 2025, ha portato aumenti medi intorno ai 170 euro lordi, una nuova indennità per chi lavora in pronto soccorso e il riconoscimento delle competenze avanzate; il contratto 2025-2027 è in trattativa. Le richieste della FNOPI e dei sindacati sono il superamento del tetto di spesa per il personale, un’indennità di specificità più alta, lo sviluppo di carriera per gli infermieri specialisti e l’estensione della libera professione intramoenia.

Cosa fa un infermiere oggi

Dal 1994 l’infermiere è un professionista con responsabilità propria, laureato dal 2001, con l’albo e la laurea magistrale per i ruoli di coordinamento e ricerca. Negli ultimi anni le competenze si sono allargate: l’infermiere di famiglia e di comunità, previsto dal PNRR con uno ogni 3.000 abitanti, che segue i pazienti cronici a domicilio e nelle case di comunità; gli infermieri delle centrali operative territoriali e della telemedicina; il triage e il “see and treat” in pronto soccorso; la prescrizione di presidi e, in alcune regioni, la vaccinazione autonoma. Il decreto sulle competenze avanzate del 2025 e la riforma delle lauree magistrali a indirizzo clinico, con le specializzazioni in area critica, pediatrica, psichiatrica, geriatrica e di comunità, sono le novità più attese dalla professione.

Cosa chiedono gli infermieri

Le richieste del 12 maggio sono le stesse da anni e si sono fatte più urgenti: assunzioni e stipendi adeguati per fermare le uscite, la laurea magistrale abilitante e le specializzazioni, il riconoscimento del lavoro usurante per i turnisti, la sicurezza nei luoghi di cura, gli alloggi a prezzo calmierato nelle città dove gli stipendi non bastano per vivere, e una comunicazione pubblica che faccia conoscere la professione ai giovani. Senza infermieri, ricordano gli ordini, non c’è né l’ospedale né la sanità territoriale che il PNRR ha costruito.

Come si diventa infermieri

La laurea triennale in infermieristica, a numero programmato, si tiene nelle università in convenzione con gli ospedali, con tre anni di tirocinio in corsia; il titolo è abilitante e dà accesso all’iscrizione all’ordine provinciale, obbligatoria per esercitare. Dopo la triennale ci sono i master di primo livello per le specializzazioni, come l’area critica e le cure palliative, e la laurea magistrale in scienze infermieristiche per il coordinamento, la formazione e la ricerca. Gli infermieri formati all’estero devono chiedere il riconoscimento del titolo al Ministero della Salute e dimostrare la conoscenza dell’italiano. Le borse di studio regionali, gli alloggi e i contratti di formazione-lavoro sono gli strumenti con cui le regioni provano ad attirare nuovi iscritti.

Fonti

  • International Council of Nurses, International Nurses Day; State of the World’s Nursing (OMS, 2025)
  • FNOPI, dati sugli iscritti agli albi, stime sulla carenza di infermieri, indagini sulle condizioni di lavoro e sulle aggressioni
  • OCSE, Health at a Glance: Europe 2024, infermieri per abitante e retribuzioni
  • Ministero dell’Università, posti e domande per i corsi di laurea in infermieristica, anno accademico 2025-2026
  • Contratto collettivo nazionale del comparto sanità 2022-2024, ARAN; decreto ministeriale 77/2022 sull’assistenza territoriale
  • Fondazione GIMBE, 8° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale (2025)

Le altre pagine del calendario: Giornata nazionale del personale sanitario, Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, Giornata della copertura sanitaria universale.

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