Il 12 ottobre è la Giornata mondiale delle malattie reumatiche, il World Arthritis Day istituito nel 1996 e oggi coordinato dalla lega europea EULAR. Sotto il nome di malattie reumatiche stanno oltre duecento patologie diverse, dall’artrite reumatoide al lupus, dalle spondiloartriti alla fibromialgia, che in Europa riguardano circa 120 milioni di persone e in Italia tra cinque e sei milioni. Hanno un tratto comune: si diagnosticano tardi, e ogni anno perso senza cura si paga in danno articolare e disabilità. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, quali diritti hanno i pazienti nel Servizio sanitario nazionale e a che punto è il riconoscimento della fibromialgia. Viene aggiornata ogni anno.
Che cos’è la Giornata mondiale delle malattie reumatiche
L’obiettivo della ricorrenza è far conoscere malattie che nell’immaginario riguardano solo gli anziani e invece colpiscono a tutte le età, con un picco di esordio tra i 30 e i 50 anni e una netta prevalenza femminile. Il messaggio ricorrente è la diagnosi precoce: per l’artrite reumatoide esiste una “finestra di opportunità” di pochi mesi dall’esordio in cui la terapia può cambiare il decorso della malattia.
In Italia la Giornata è presidiata dalla Società italiana di reumatologia, dal Collegio dei reumatologi CReI e dalle associazioni dei pazienti APMARR e ANMAR, che ogni anno promuovono campagne di sensibilizzazione, indagini sui bisogni dei malati, incontri istituzionali in Parlamento e open day negli ospedali. Nel 2023 società scientifiche e associazioni hanno sottoscritto un manifesto in dieci punti che chiede diagnosi precoce, percorsi di cura uniformi in tutte le regioni e presa in carico multidisciplinare. Sul territorio molte reumatologie ospedaliere organizzano visite gratuite e incontri con i pazienti nella settimana della ricorrenza.
La Giornata cade il 12 ottobre ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- Persone con una malattia reumatologica: tra 5,4 e 6,5 milioni secondo le stime della Società italiana di reumatologia, di cui oltre 700.000 con forme severe.
- Pazienti senza diagnosi: oltre un milione.
- Ritardo diagnostico medio: due anni per l’artrite reumatoide, cinque per la spondilite anchilosante, sette per l’artrite psoriasica, tre per la sclerosi sistemica, otto per la fibromialgia.
- Fibromialgia: circa tre milioni di persone, con un rapporto di sette donne per ogni uomo.
- Costi: la sola artrite reumatoide costa oltre due miliardi di euro l’anno tra spese sanitarie e perdita di produttività; le malattie reumatiche croniche nel complesso superano i quattro miliardi e pesano per oltre un quarto delle pensioni di invalidità.
Sono cifre che le società scientifiche aggiornano di anno in anno e che divergono tra le fonti: per questo AgenSalute cita sempre l’ente e l’anno.
Cosa offre il Servizio sanitario nazionale
La visita reumatologica
La visita si prenota con impegnativa del medico di famiglia. Il problema è il tempo: secondo il monitoraggio condotto da APMARR con la SIR in quattro grandi regioni, l’attesa media per una prima visita reumatologica è di sei-sette mesi. La carenza di specialisti è strutturale, e le proposte di legge in discussione chiedono uno standard minimo di ore di reumatologia per abitante. In alcune regioni esistono reti reumatologiche e percorsi diagnostico-terapeutici (PDTA) che assegnano al medico di famiglia il compito di riconoscere i segnali d’allarme e attivare una corsia preferenziale; altrove il percorso dipende dal singolo ospedale.
Le esenzioni
Le principali malattie reumatiche danno diritto all’esenzione dal ticket per le prestazioni correlate, con i codici delle malattie croniche invalidanti: 006 per l’artrite reumatoide, 028 per il lupus eritematoso sistemico, 054 per la spondilite anchilosante, 045 per l’artrite psoriasica. La sclerosi sistemica e altre connettiviti rientrano tra le malattie rare. L’esenzione si richiede alla ASL con la certificazione dello specialista.
I farmaci
I farmaci biologici e le piccole molecole che hanno cambiato la storia dell’artrite reumatoide, delle spondiloartriti e dell’artrite psoriasica sono rimborsati con piano terapeutico rilasciato dai centri autorizzati. L’arrivo dei biosimilari ha ridotto i costi e allargato l’accesso, ma i centri prescrittori non sono distribuiti in modo uniforme e in molte aree il paziente deve spostarsi di provincia.
La fibromialgia: il nodo dei LEA
La fibromialgia è la malattia reumatica più diffusa e la meno riconosciuta: non ha un codice di esenzione, non rientra nei livelli essenziali di assistenza e chi ne soffre paga per intero visite, esami e riabilitazione, dopo una diagnosi che arriva in media a otto anni dai primi sintomi.
Nell’ottobre 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’aggiornamento dei LEA che inserisce per la prima volta la fibromialgia, limitatamente alle forme gravi, circa un paziente su sei: esenzione per la visita reumatologica, dieci sedute l’anno di riabilitazione e la visita psichiatrica. Il provvedimento deve ancora completare l’iter con i pareri parlamentari e il decreto attuativo. In Senato giacciono intanto sette disegni di legge per il riconoscimento pieno della malattia, presentati nel 2024. Le associazioni chiedono che il riconoscimento non si fermi ai casi più gravi.
Le iniziative della settimana
Nella settimana del 12 ottobre le reumatologie ospedaliere e le sezioni territoriali delle associazioni organizzano visite di orientamento gratuite, incontri con i pazienti sulla gestione della malattia, corsi sull’attività fisica adattata e sportelli informativi sui diritti, dalle esenzioni all’invalidità civile. Le società scientifiche presentano in quei giorni i dati aggiornati su diagnosi, attese e costi. AgenSalute raccoglie le iniziative delle ASL e delle associazioni tra le notizie della settimana.
I segnali che non vanno ignorati
Dolore e gonfiore a più articolazioni per oltre sei settimane, rigidità al mattino che dura più di mezz’ora, mal di schiena che migliora con il movimento e peggiora a riposo in una persona giovane, stanchezza sproporzionata, febbricola senza causa: sono i segnali che il medico di famiglia dovrebbe indirizzare a una visita reumatologica senza aspettare. Per le forme infiammatorie, il tempo che passa tra i sintomi e la terapia è il fattore che più incide sul danno articolare permanente.
Fonti
- EULAR, World Arthritis Day
- Società italiana di reumatologia, dati presentati per la Giornata mondiale 2025 e manifesto in dieci punti (2023)
- APMARR, Osservatorio sui bisogni dei pazienti e monitoraggio delle liste d’attesa con SIR
- DPCM 12 gennaio 2017, allegato 8, malattie croniche invalidanti
- Conferenza Stato-Regioni, intesa sull’aggiornamento dei LEA, 23 ottobre 2025
- Cittadinanzattiva e ANMAR, PDTA e indagini sui costi delle malattie reumatiche
Le altre pagine del calendario di ottobre: Giornata mondiale dell’osteoporosi, Giornata mondiale della psoriasi, Giornata mondiale della menopausa.






