giovedì, 1 Ottobre 2026

Ottobre rosa: la prevenzione del tumore al seno e lo screening mammografico in Italia

Chi ha diritto alla mammografia gratuita, a che età, in quali regioni e quante donne aderiscono davvero: la guida di AgenSalute all'ottobre rosa, aggiornata ogni anno con i dati dello screening
Quando
Tutto il mese di ottobre
Prossima edizione
1 ottobre 2026 - 31 ottobre 2026
Tipo
Mese
Promotore
Campagne LILT Nastro Rosa, Komen Italia, AIRC; mese internazionale della prevenzione del tumore al seno
Aggiornato il
30 Settembre 2026
Ottobre rosa: prevenzione del tumore al seno

Ottobre è il mese internazionale della prevenzione del tumore al seno, l’ottobre rosa. Per trentuno giorni monumenti illuminati, nastri rosa e visite gratuite riportano l’attenzione su una malattia che in Italia colpisce quasi 56.000 donne l’anno. Questa pagina spiega che cosa c’è dietro la campagna: a chi spetta la mammografia gratuita, come funziona lo screening del Servizio sanitario nazionale, quante donne aderiscono davvero e cosa cambia nel 2026. Viene aggiornata ogni anno con i nuovi dati.

Che cos’è l’ottobre rosa

L’ottobre rosa nasce negli Stati Uniti nel 1985 come Breast Cancer Awareness Month e arriva in Italia nel 1992 con la campagna Nastro Rosa della LILT, la Lega italiana per la lotta contro i tumori. Non è una giornata istituita per legge: è una convenzione internazionale a cui aderiscono ministeri, regioni, ospedali, associazioni e aziende. In Italia le tre campagne principali sono la Nastro Rosa della LILT, “La prevenzione è il nostro capolavoro” di Komen Italia e la comunicazione di AIRC, che a ottobre pubblica i dati annuali sui tumori.

L’ottobre rosa 2026 va dal 1° al 31 ottobre. Nel 2027 cadrà nelle stesse date. Il calendario completo delle ricorrenze della salute è nel Calendario della Salute di AgenSalute.

Il tumore al seno in Italia in cifre

I dati più recenti sono quelli del rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025” di AIOM e AIRTUM.

  • Nuovi casi: circa 55.900 stimati nel 2025, contro 53.686 nel 2024. È il tumore più frequente in assoluto nella popolazione italiana, uomini compresi.
  • Sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi: 86 per cento, contro una media europea dell’83.
  • Probabilità di guarigione: 73 per cento nel complesso, ma la differenza la fa lo stadio alla diagnosi. Si guarisce nel 99 per cento dei casi individuati al primo stadio, nell’81 al secondo, nel 36 al terzo e quarto.
  • Donne vive dopo una diagnosi: oltre 925.000.
  • Mortalità: resta la prima causa di morte oncologica nelle donne, ma è in calo costante, circa il 6 per cento in meno in cinque anni.
  • Chirurgia: 66.351 interventi nel 2023. L’8 per cento delle pazienti è stato operato fuori dalla propria regione, quota che al Sud sale al 15 per cento e in Calabria sfiora il 50.

Il quadro ha una lettura semplice: la diagnosi precoce è ciò che trasforma un tumore potenzialmente mortale in una malattia guaribile. Ed è esattamente il compito dello screening.

Screening mammografico: chi ha diritto e a che età

Lo screening mammografico organizzato è un livello essenziale di assistenza. Il Servizio sanitario nazionale garantisce a tutte le donne tra 50 e 69 anni una mammografia gratuita ogni due anni, senza impegnativa del medico e senza ticket, compresi gli eventuali esami di approfondimento.

Le regioni possono allargare la fascia, e molte lo hanno fatto:

  • 45-74 anni (annuale tra 45 e 49, biennale dopo i 50): Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Veneto, Marche, Sicilia e Valle d’Aosta.
  • 45-69 anni: Friuli Venezia Giulia.
  • 50-74 anni: Lazio e Calabria. Il Lazio da ottobre 2026 apre anche alle donne tra 45 e 49 anni, con richiesta del medico e codice di esenzione D01.

Le raccomandazioni europee (ECIBC) sostengono con forza lo screening biennale tra 50 e 69 anni, in modo condizionato l’estensione a 45-49 e 70-74, e sconsigliano l’intervallo annuale. Le due ultime leggi di bilancio hanno stanziato circa 485 milioni di euro per estendere lo screening alle fasce 45-49 e 70-74 in tutte le regioni, ma i LEA nazionali non sono ancora stati aggiornati: per ora l’estensione dipende da dove si vive.

Come si accede

Lo screening funziona per chiamata attiva: la ASL invia una lettera con l’appuntamento già fissato, che si può spostare. Chi rientra nella fascia d’età e non ha ricevuto l’invito deve contattare il centro screening della propria ASL; i numeri sono regionali, non esiste un numero verde nazionale. Chi ha meno di 45 anni o ha familiarità per il tumore al seno non rientra nello screening di popolazione e segue un percorso diverso, con visita senologica e mammografia su prescrizione.

Tomosintesi, seno denso e rischio ereditario

La mammografia con tomosintesi è ammessa nei programmi di screening in alternativa a quella tradizionale ed è indicata soprattutto nelle donne con seno denso. La risonanza magnetica è riservata alle donne ad alto rischio. Su questo fronte arriva la novità più importante del 2026: i nuovi LEA, approvati in Conferenza Stato-Regioni il 23 ottobre 2025 e in attesa dei decreti attuativi, introducono un programma per le donne con mutazione BRCA1 e BRCA2. Il test genetico sarà offerto alle pazienti e lo screening intensivo, con visite, mammografie, ecografie e risonanza, alle familiari sane portatrici della mutazione: oltre 10.000 donne l’anno, con un costo stimato di 11 milioni.

Quante donne aderiscono davvero

È il dato che ogni ottobre rosa dovrebbe mettere al centro. Secondo l’Osservatorio nazionale screening, nel 2025 i programmi hanno invitato il 96,1 per cento delle donne in fascia, poco più di 4 milioni, e ha aderito il 58,4 per cento, quattro punti in più dell’anno precedente. La copertura effettiva, cioè le donne che hanno fatto la mammografia nel programma pubblico, è del 53,1 per cento.

Le medie nascondono un’Italia divisa in due:

  • Nord: inviti al 101,8 per cento della popolazione bersaglio, adesione al 66 per cento.
  • Centro: inviti al 99,6, adesione al 55,9.
  • Sud e isole: inviti all’85,6, adesione al 47,9 per cento, in crescita di sette punti.

La provincia di Trento ha l’adesione più alta, 78,7 per cento. La Calabria la più bassa, 39,4, e soprattutto invita solo un terzo delle donne aventi diritto. Basilicata, Campania, Marche, Sardegna e Valle d’Aosta restano sotto il 90 per cento degli inviti.

La sorveglianza PASSI dell’Istituto superiore di sanità, che conta anche le mammografie fatte privatamente, alza la copertura tra le 50-69enni al 75 per cento nel biennio 2023-2024: 86 al Nord, 80 al Centro, 62 al Sud. Una donna su dieci non ha mai fatto una mammografia. Il punto è che dove il programma pubblico funziona, la prevenzione raggiunge anche chi non potrebbe pagarla; dove non funziona, la mammografia resta un esame per chi ha i mezzi.

Il Covid aveva fermato tutto: tra gennaio 2020 e maggio 2021 sono saltate 817.000 mammografie di screening, con circa 3.500 diagnosi mancate. Nel 2024 i livelli pre-pandemia sono stati superati, ma il divario Nord-Sud è rimasto quello di prima.

Le liste d’attesa fuori dallo screening

Chi fa la mammografia su prescrizione, fuori dal programma organizzato, incontra i tempi delle liste d’attesa ordinarie. Il rapporto PiT Salute di Cittadinanzattiva del giugno 2026 ha raccolto per il 2025 il caso limite di 480 giorni di attesa per una mammografia programmata, contro i 120 previsti. Il monitoraggio Agenas del primo quadrimestre 2026 indica che gli esami diagnostici erogati nei tempi sono l’84,7 per cento, in leggero miglioramento. Per questo la via dello screening organizzato, che ha percorsi e agende dedicate, resta la più rapida.

Le campagne dell’ottobre rosa 2026

La campagna Nastro Rosa della LILT è stata presentata il 29 settembre 2026 con il claim “Il primo passo”, dedicato all’autopalpazione come primo gesto di consapevolezza. Per tutto il mese le 105 associazioni provinciali della LILT offrono visite senologiche gratuite in circa 400 ambulatori; le prenotazioni passano dal numero SOS LILT 800 998877.

Komen Italia porta avanti la settima edizione di “La prevenzione è il nostro capolavoro”, con il Ministero della Salute e il Ministero della Cultura: 49 giorni di iniziative in oltre 100 città, sei tappe della Carovana della prevenzione (Milano, Parma, L’Aquila, Salerno, Taranto e Reggio Calabria), 96 Walk for the Cure e 4 Race, esami gratuiti per oltre 6.000 donne e 173 musei coinvolti. La chiusura è al Colosseo il 9 novembre.

Anche molte ASL e aziende ospedaliere organizzano aperture straordinarie dei centri screening nei fine settimana di ottobre: le date vengono pubblicate sui siti regionali e riprese tra le notizie di AgenSalute nel corso del mese.

Cosa può fare ogni donna

  • Se ha tra 50 e 69 anni (o rientra nella fascia estesa della propria regione): rispondere alla lettera della ASL o, se non è arrivata, chiamare il centro screening.
  • Se ha meno di 45 anni: conoscere il proprio seno con l’autopalpazione mensile e parlare con il medico di qualsiasi cambiamento, senza aspettare l’età dello screening.
  • Se ha una madre, una sorella o una figlia con tumore al seno o all’ovaio: chiedere una valutazione del rischio ereditario; con i nuovi LEA il percorso BRCA diventa un diritto.
  • Sempre: attività fisica regolare, peso nella norma, consumo limitato di alcol. Sono i fattori di rischio modificabili che pesano di più.

Fonti

  • AIOM-AIRTUM, “I numeri del cancro in Italia 2025” e comunicati 2024-2025
  • Osservatorio nazionale screening, dati di attività 2025 (adesioni al 30 aprile 2026)
  • Istituto superiore di sanità, sorveglianza PASSI 2023-2024, screening mammografico
  • ONS, rapporto sulla ripartenza degli screening dopo il Covid
  • Raccomandazioni ECIBC sull’età e l’intervallo dello screening mammografico
  • Conferenza Stato-Regioni, intesa sui nuovi LEA del 23 ottobre 2025
  • Regione Lazio, campagna ottobre rosa 2026
  • LILT, campagna Nastro Rosa 2026; Komen Italia, campagna 2026
  • Cittadinanzattiva, rapporto PiT Salute 2026; Agenas, monitoraggio liste d’attesa primo quadrimestre 2026

Le altre pagine del calendario di ottobre: Settimana mondiale dell’allattamento, Giornata mondiale della vista, Giornata mondiale della salute mentale.

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