Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in Italia nota come Giornata contro la violenza sulle donne, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 nel giorno in cui, nel 1960, furono uccise nella Repubblica Dominicana le tre sorelle Mirabal, oppositrici della dittatura. Questa pagina la guarda da un punto di vista preciso: quello della sanità. Il pronto soccorso è spesso il primo e unico luogo pubblico in cui una donna che subisce violenza arriva, e da come viene accolta dipende se quella violenza emerge o resta invisibile. Qui trovi i numeri italiani, cosa prevedono le linee guida nazionali per gli ospedali, cosa dice la legge agli operatori sanitari e dove rivolgersi. Viene aggiornata ogni anno.
Che cosa rappresenta la Giornata contro la violenza sulle donne
In Italia la Giornata è presidiata dalle istituzioni, dai centri antiviolenza e, in misura crescente, dagli ospedali. Le attività ricorrenti in sanità sono l’Open Week di Fondazione Onda negli ospedali con i Bollini Rosa, oltre duecento strutture che nella settimana del 25 novembre offrono colloqui, sportelli e incontri gratuiti; le panchine rosse nei cortili e nei reparti; la formazione straordinaria del personale di pronto soccorso; le campagne con il numero 1522 esposte negli ambulatori e nei consultori. Molte ASL presentano in quei giorni i dati dei propri percorsi per le vittime di violenza.
La Giornata cade il 25 novembre ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- Donne che hanno subito violenza fisica o sessuale nella vita: il 31,9 per cento tra i 16 e i 75 anni, quasi una su tre, secondo l’indagine ISTAT 2025; il 12,6 per cento da un partner o ex partner; quasi due stupri su tre sono commessi dal partner o dall’ex.
- Femminicidi: 106 nel 2024 secondo la classificazione delle Nazioni Unite, su 116 donne uccise; 62 per mano del partner o dell’ex, 37 di un altro familiare.
- Pronto soccorso: nel 2024 sono stati 19.518 gli accessi di donne con indicazione di violenza, il 13 per cento in più dell’anno precedente, pari a 20 ogni 10.000 accessi; il tasso tra le donne straniere è più del doppio di quello delle italiane.
- Il 1522, numero antiviolenza e stalking: oltre 72.000 chiamate nel 2025, con quasi 26.000 richieste di aiuto per violenza.
- La rete: 409 centri antiviolenza e 503 case rifugio, oltre 36.000 donne che nel 2024 hanno avviato un percorso di uscita dalla violenza; una su cinque di loro era passata dal pronto soccorso.
Il percorso in pronto soccorso
Le linee guida nazionali per il soccorso e l’assistenza alle donne vittime di violenza, adottate con il decreto del presidente del Consiglio del 24 novembre 2017, dicono cosa ogni pronto soccorso deve garantire:
- un triage che riconosca i segnali di violenza anche quando la donna non la dichiara, e che assegni un codice di priorità che eviti attese in sala comune (in molte regioni è il “codice rosa”);
- un’area protetta e riservata per la visita, separata dall’accompagnatore, con personale formato;
- la raccolta della documentazione clinica e fotografica utile anche in sede giudiziaria, con il consenso della donna;
- il collegamento con il centro antiviolenza del territorio, i servizi sociali e, se necessario, le forze dell’ordine, e la dimissione protetta;
- la trasmissione dei dati all’ISTAT, resa obbligatoria dal 2024 con nuovi campi nel flusso informativo del pronto soccorso.
Secondo il Ministero circa l’80 per cento dei pronto soccorso ha attivato il percorso, ma la qualità varia molto e non esiste l’obbligo di uno sportello fisico. Le linee guida valgono anche per i consultori familiari e i medici di famiglia, che sono spesso i primi a cogliere i segnali.
Cosa dice la legge agli operatori sanitari
Medici e infermieri hanno l’obbligo di referto per le lesioni da reato perseguibile d’ufficio, e dal Codice rosso del 2019 le lesioni e i maltrattamenti in famiglia lo sono anche quando la vittima non sporge querela: il referto va trasmesso all’autorità giudiziaria, e la donna va informata di questo. Il Codice rosso impone inoltre alla magistratura di ascoltare la vittima entro tre giorni dalla denuncia; la legge 168 del 2023 ha esteso l’ammonimento, il braccialetto elettronico e i tempi rapidi per le misure cautelari. Per i sanitari questo significa documentare con precisione, perché la cartella del pronto soccorso è spesso l’unica prova.
I segnali che gli operatori devono cogliere
Le linee guida elencano gli indicatori che devono far pensare alla violenza anche quando la donna racconta una caduta: lesioni in sedi diverse e in stadi diversi di guarigione, lesioni al volto, al collo, agli avambracci (le posizioni di difesa), accessi ripetuti per traumi, una storia che non spiega le ferite, un accompagnatore che risponde al posto della donna e non la lascia sola, ritardo tra il trauma e l’arrivo in ospedale, sintomi ansiosi o depressivi, richieste di contraccezione d’emergenza o di test per infezioni. Il colloquio va fatto da soli con la donna, senza fretta, con domande dirette e senza giudizio, e con un mediatore quando serve. La violenza in gravidanza è frequente e spesso inizia proprio allora: i consultori e i reparti di ostetricia sono un punto di osservazione privilegiato.
Dove rivolgersi
- 1522, numero antiviolenza e stalking, gratuito, 24 ore su 24, in più lingue, anche via chat dal sito 1522.eu.
- 112 in emergenza.
- Il pronto soccorso più vicino, dove chiedere del percorso per le vittime di violenza o del codice rosa.
- I centri antiviolenza, l’elenco è sul sito del Dipartimento per le pari opportunità e viene fornito dal 1522; i consultori familiari delle ASL.
Fonti
- Nazioni Unite, risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999
- ISTAT, “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”, primi risultati 2025; “Le vittime di omicidio”, anno 2024; accessi in pronto soccorso delle donne con indicazione di violenza, anno 2024; il numero verde 1522, anno 2025; centri antiviolenza e case rifugio, anno 2024
- DPCM 24 novembre 2017, linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere sul soccorso alle donne vittime di violenza; decreto ministeriale 5 luglio 2024 sul flusso EMUR-PS
- Legge 19 luglio 2019 n. 69 (Codice rosso); legge 24 novembre 2023 n. 168
- Fondazione Onda, Open Week contro la violenza sulle donne negli ospedali Bollini Rosa
Le altre pagine del calendario di novembre: Giornata nazionale delle cure palliative, Giornata mondiale della salute mentale, Movember e salute maschile.






