Le ondate di calore sono il rischio ambientale che in Italia uccide di più: nelle estati più calde dell’ultimo decennio il sistema di sorveglianza del Ministero della Salute ha contato diverse migliaia di morti in eccesso tra giugno e agosto, in grande maggioranza persone sopra i 75 anni, sole, con malattie croniche, nelle città. Il caldo non ammala solo chi sta al sole: fa scompensare cuore, reni e polmoni di chi è fragile, altera l’effetto dei farmaci e rende pericolose le case senza aria condizionata nelle notti che non scendono sotto i 25 gradi. Il Ministero pubblica ogni giorno da maggio a settembre i bollettini con i livelli di rischio per 27 città, e le regole per proteggersi sono poche e note. Questa guida le raccoglie: come leggere i bollettini, cosa fare in casa e fuori, le attenzioni per anziani, bambini, lavoratori e malati cronici, i farmaci da controllare, e come riconoscere e trattare i malori da caldo.
I bollettini sulle ondate di calore
Il sistema nazionale di previsione e allarme pubblica ogni giorno, sul sito del Ministero della Salute e con l’app Caldo e Salute, un bollettino per 27 città con tre livelli: bollino giallo, pre-allerta; arancione, condizioni che possono avere effetti sulla salute delle persone fragili; rosso, ondata di calore con rischio per tutta la popolazione, che persiste per tre o più giorni. I livelli non dipendono solo dalla temperatura massima ma dalla combinazione di temperatura, umidità e temperatura notturna, ed è la notte calda, che impedisce al corpo di recuperare, a fare la differenza. Con il bollino arancione e rosso si attivano nelle città i piani di emergenza dei comuni: il numero verde 1500 del Ministero, i servizi sociali che chiamano gli anziani soli, le sale climatizzate aperte al pubblico, la consegna a casa di spesa e farmaci. Chi ha un familiare anziano in una città con il bollino rosso dovrebbe guardare il bollettino ogni mattina.
In casa
- Tenere la casa fresca: finestre e persiane chiuse di giorno sul lato esposto al sole, aperte di notte e al mattino presto; tende esterne o teli chiari; i ventilatori muovono l’aria ma sopra i 32-35 gradi non raffreddano e non bastano per chi è fragile.
- L’aria condizionata è la misura più efficace per gli anziani: tra 25 e 27 gradi, non di più in basso, pulita nei filtri, e una stanza sola climatizzata è sufficiente. Chi non ce l’ha può passare le ore centrali in un luogo climatizzato, un centro commerciale, una biblioteca, le sale messe a disposizione dai comuni.
- Docce o bagni tiepidi, non freddi, panni umidi su polsi, collo e fronte, piedi in acqua fresca.
- Spegnere forni e fornelli nelle ore calde e limitare l’uso di lampade e apparecchi che scaldano.
- La stanza più fresca è in genere quella a nord e ai piani bassi; dormire lì nelle notti peggiori.
Fuori casa
- Non uscire tra le 11 e le 18 nei giorni con bollino arancione e rosso; programmare spesa, commissioni e passeggiate al mattino presto o dopo il tramonto.
- Cappello a tesa larga, occhiali da sole, vestiti leggeri, chiari, larghi e di fibre naturali; crema solare.
- Niente sport e sforzi nelle ore calde: le attività all’aperto si fanno all’alba o alla sera, con acqua ogni 15-20 minuti.
- In auto: mai lasciare bambini o animali, nemmeno per pochi minuti, perché l’abitacolo supera i 50 gradi in meno di mezz’ora; rinfrescare l’auto prima di partire; nei viaggi lunghi, acqua a bordo e soste.
- I lavoratori all’aperto, in edilizia e agricoltura soprattutto, hanno diritto alla riorganizzazione dei turni e alle pause, e con il bollino rosso le ordinanze regionali vietano il lavoro nelle ore più calde; l’INAIL mette a disposizione la piattaforma Worklimate per la valutazione del rischio.
Bere e mangiare
Bere almeno due litri di acqua al giorno, a piccoli sorsi e senza aspettare la sete, che negli anziani arriva tardi; l’acqua fresca ma non ghiacciata. Evitare alcol, che disidrata e altera la termoregolazione, bibite zuccherate e gassate, e limitare il caffè. Mangiare leggero e spesso: frutta e verdura ricche d’acqua, come anguria, melone, pesche, cetrioli, pomodori, insalate, pasta fredda, pesce; evitare pasti abbondanti, fritti e insaccati. Chi segue una dieta povera di sale per motivi medici non deve aumentarlo da solo; gli integratori di sali minerali servono a chi suda molto per il lavoro o lo sport, e per gli altri bastano acqua e frutta. Attenzione alla conservazione: con il caldo le intossicazioni alimentari aumentano, e i cibi deperibili non restano fuori dal frigorifero più di un’ora.
Anziani, bambini, malati cronici e farmaci
Gli anziani sentono meno la sete e il caldo, sudano meno e spesso prendono farmaci che peggiorano le cose: i diuretici e alcuni antipertensivi, che aumentano la perdita di liquidi e sali; i betabloccanti; gli antidepressivi, gli antipsicotici e gli anticolinergici, che riducono la sudorazione; i sedativi; la metformina e alcuni antidiabetici, che con la disidratazione fanno male ai reni. La regola è non sospendere nulla da soli ma chiedere al medico, prima dell’estate, se la terapia va adattata nei giorni di caldo; i farmaci vanno conservati sotto i 25-30 gradi, e l’insulina in frigorifero. Chi ha scompenso cardiaco, insufficienza renale, BPCO, diabete, demenza o Parkinson è più a rischio, come chi è allettato o non autosufficiente. I bambini sotto i quattro anni si disidratano in fretta: al seno o al biberon più spesso, acqua a volontà, mai al sole nelle ore calde, mai in auto, passeggino con parasole e non coperto da teli che bloccano l’aria. In gravidanza il caldo aumenta il rischio di parto pretermine, e le regole valgono di più.
Il gesto che salva più vite è la telefonata: chi ha un parente, un vicino o un conoscente anziano che vive solo deve sentirlo ogni giorno e passare a vederlo nei giorni di bollino rosso, controllando che beva, che la casa sia fresca e che non sia confuso.
I malori da caldo e cosa fare
I crampi muscolari dopo uno sforzo si trattano con riposo all’ombra, acqua e sali. L’esaurimento da calore dà stanchezza intensa, debolezza, mal di testa, nausea, sudorazione abbondante, pelle fredda e umida, battito veloce e pressione bassa: portare la persona al fresco, sdraiarla con le gambe sollevate, togliere i vestiti pesanti, bagnarla e ventilarla, farla bere se è cosciente; se non migliora in mezz’ora, chiamare il 112. Il colpo di calore è un’emergenza: temperatura corporea sopra i 40 gradi, pelle calda e spesso secca, confusione, parola impastata, convulsioni, perdita di coscienza. Chiamare subito il 112 e, nell’attesa, raffreddare la persona con ogni mezzo, acqua, panni bagnati, ghiaccio su collo, ascelle e inguine, ventilazione, senza dare da bere a chi non è cosciente. Negli anziani il colpo di calore può presentarsi solo con confusione e sonnolenza, senza sudore: ogni cambiamento improvviso del comportamento nei giorni di caldo va considerato un segnale di allarme. Il 1500 del Ministero della Salute risponde tutti i giorni, in estate, per informazioni e consigli.
Fonti
- Ministero della Salute, Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, bollettini sulle ondate di calore e opuscoli per anziani, bambini e malati cronici
- Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera e rapporti estivi
- Istituto superiore di sanità, EpiCentro, caldo e salute, farmaci e ondate di calore
- INAIL e CNR, progetto Worklimate sul rischio da caldo per i lavoratori
- Organizzazione mondiale della sanità Europa, Heat-health action plans e linee guida sulla prevenzione degli effetti del caldo
- Società italiana di gerontologia e geriatria e Società italiana di pediatria, raccomandazioni per anziani e bambini nei periodi di caldo
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