domenica, 11 Ottobre 2026

Zecche e passeggiate: come proteggersi nei prati e nei boschi, come togliere una zecca, le malattie che trasmette e quando andare dal medico

Con la primavera tornano le zecche, in collina come nei parchi di città. Le regole per le gite, come controllarsi, come rimuovere una zecca senza errori, i sintomi della malattia di Lyme e dell'encefalite, il vaccino
Zecche e passeggiate: come proteggersi, la guida di AgenSalute

Le zecche si svegliano con le prime giornate miti e da aprile a ottobre sono attive nei prati, nei boschi, lungo i sentieri e sempre più spesso anche nei parchi urbani e nei giardini, dove arrivano con caprioli, cinghiali, uccelli e animali domestici. Un morso di zecca nella maggior parte dei casi non ha conseguenze, ma le zecche possono trasmettere alcune malattie, la più diffusa delle quali è la malattia di Lyme, con alcune migliaia di casi l’anno in Italia, e in alcune zone del nord-est l’encefalite da zecca, contro cui esiste un vaccino. La prevenzione è semplice e sta in tre gesti: proteggersi, controllarsi e togliere subito la zecca nel modo corretto. Questa guida spiega dove si trovano le zecche, come vestirsi e cosa usare, come fare il controllo al rientro, come rimuoverle senza errori, quali sintomi tenere d’occhio nelle settimane successive e quando è necessario il medico.

Dove si trovano le zecche e come si attaccano

Le zecche non saltano e non volano: aspettano sull’erba alta, sui cespugli e sulle foglie secche fino a un metro da terra e si attaccano a chi passa, poi cercano una zona di pelle sottile e calda, dietro le ginocchia, all’inguine, alle ascelle, sull’ombelico, dietro le orecchie e tra i capelli nei bambini. Il morso non fa male e non si sente, ed è per questo che molte zecche restano attaccate per giorni. Le zone a rischio in Italia sono le aree collinari e prealpine del nord-est, dal Friuli al Veneto al Trentino, dove circola anche il virus dell’encefalite, ma le zecche sono presenti ovunque, dalle Alpi alla Sicilia, e si trovano anche nei giardini con siepi e nelle aree verdi delle città. Il periodo di attività va da marzo-aprile a ottobre-novembre, con il picco tra maggio e giugno e una ripresa a settembre.

Prima e durante la passeggiata

  • Vestiti chiari, che rendono le zecche visibili, con pantaloni lunghi infilati nei calzini e maniche lunghe nei sentieri con erba alta; scarpe chiuse.
  • Repellenti sulla pelle scoperta a base di DEET, icaridina o IR3535, gli stessi delle zanzare, con le concentrazioni indicate per età; la permetrina si applica sui vestiti e non sulla pelle, e protegge per diversi lavaggi.
  • Camminare al centro dei sentieri, evitare di sedersi direttamente sull’erba e di strusciare contro i cespugli; nei prati usare un telo.
  • Per i cani, la protezione con collare, pipette o compresse prescritte dal veterinario, perché portano le zecche in casa e si ammalano anche loro.
  • I bambini sono i più esposti perché giocano a terra: controllare la testa e il collo con cura.

Il controllo al rientro

Al ritorno da una gita, da un’escursione o anche da un pomeriggio nel parco, controllare tutto il corpo, meglio sotto la doccia, con attenzione alle pieghe, all’inguine, all’ombelico, dietro le orecchie e nel cuoio capelluto; una zecca giovane è grande come un seme di papavero e si vede a fatica, quindi serve luce buona e, per i bambini, qualcuno che guardi. I vestiti vanno scossi fuori e lavati; dieci minuti in asciugatrice a temperatura alta uccidono le zecche rimaste. Il controllo va ripetuto il giorno dopo, perché le zecche possono vagare sul corpo per ore prima di attaccarsi. Il rischio di trasmissione della malattia di Lyme è basso nelle prime 24 ore e cresce dopo 36-48 ore di attacco: togliere la zecca presto è la misura di prevenzione più efficace.

Come togliere una zecca

  • Usare una pinzetta a punte sottili o un cavazecche, da tenere nello zaino e nella farmacia di casa.
  • Afferrare la zecca il più vicino possibile alla pelle, dalla testa, e tirare con un movimento continuo verso l’alto, senza ruotare, schiacciare o strattonare.
  • Non usare olio, alcol, vaselina, calore, benzina o altri rimedi “per farla staccare”: la zecca soffre e rigurgita nella ferita, aumentando il rischio di infezione.
  • Disinfettare la pelle e lavarsi le mani; se resta un pezzo del rostro nella pelle, non scavare: il corpo lo espelle da solo in pochi giorni, basta disinfettare.
  • Annotare la data e il punto del morso, e fotografare la zona: servirà se compaiono sintomi.
  • La zecca si può conservare in un barattolo con un pezzo di carta umida, in caso serva identificarla; l’analisi della zecca per cercare il batterio non è raccomandata, perché un risultato positivo non significa che ci sia stata trasmissione.
  • Gli antibiotici dopo il morso non si prendono per prevenzione, salvo casi particolari valutati dal medico.

Cosa osservare nelle settimane dopo

Un piccolo arrossamento nel punto del morso che scompare in due o tre giorni è normale. La malattia di Lyme si manifesta da 3 a 30 giorni dopo con l’eritema migrante, una chiazza rossa che si allarga lentamente fino a superare i 5 centimetri, spesso con il centro più chiaro, come un bersaglio, non dolorosa e a volte accompagnata da stanchezza, febbre lieve, mal di testa e dolori muscolari e articolari. In questa fase la cura è un antibiotico per due o tre settimane, che guarisce la malattia; non curata, può dare dopo mesi dolori alle articolazioni, soprattutto al ginocchio, paralisi del nervo facciale, disturbi del ritmo cardiaco e problemi neurologici. L’encefalite da zecca, o TBE, è una malattia virale presente nel nord-est: nella prima fase, una o due settimane dopo il morso, dà febbre e sintomi simili all’influenza, che possono essere seguiti dopo qualche giorno di benessere da febbre alta, mal di testa forte, rigidità del collo e confusione; non esiste una cura specifica e i sintomi vanno in pronto soccorso. Altre infezioni trasmesse dalle zecche in Italia, più rare, sono l’anaplasmosi, le rickettsiosi, con febbre e una crosta nera nel punto del morso, e la febbre bottonosa del Mediterraneo, legata alla zecca del cane.

Quando andare dal medico

  • Se compare una chiazza rossa che si allarga nel punto del morso o altrove, anche settimane dopo.
  • Se nei 30 giorni successivi compaiono febbre, stanchezza insolita, dolori articolari, mal di testa forte, rigidità del collo o paralisi di una parte del viso.
  • Se la zecca era attaccata da più di due giorni o non si riesce a toglierla.
  • Se il morso è in un bambino piccolo o in una persona in gravidanza, per una valutazione.
  • In pronto soccorso se, dopo un periodo di febbre, compaiono mal di testa intenso, vomito, confusione, difficoltà a parlare o a muoversi.

Il vaccino contro l’encefalite da zecca

Il vaccino contro la TBE è sicuro ed efficace, si fa in tre dosi, con richiami ogni tre-cinque anni, ed è offerto gratuitamente in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige a chi vive, lavora o frequenta le zone a rischio, dall’anno di età; altrove è a pagamento nei centri vaccinali. È consigliato a chi fa escursioni, raccoglie funghi, lavora nei boschi o va in vacanza in quelle aree e nei Paesi dell’Europa centrale e orientale dove il virus è diffuso. Non esiste un vaccino contro la malattia di Lyme, per cui la prevenzione resta il controllo e la rimozione rapida.

Fonti

Le altre guide di AgenSalute sono nella pagina Guide di AgenSalute.

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