domenica, 11 Ottobre 2026

Farmacia da viaggio e vaccini per le vacanze: cosa mettere in valigia, quali vaccinazioni servono per Paese, la tessera sanitaria europea e come curarsi all’estero

Il kit di farmaci da portare in vacanza, come trasportare le terapie croniche, i vaccini da fare per l'estero e con quanto anticipo, la diarrea del viaggiatore, la tessera europea e l'assicurazione, e cosa fare se ci si ammala lontano da casa
Farmacia da viaggio e vaccini per le vacanze, la guida di AgenSalute

La farmacia da viaggio è la cosa che si prepara per ultima e che in vacanza serve quasi sempre: una febbre nel fine settimana in un paese straniero, una diarrea in un villaggio senza farmacia vicina, una terapia cronica dimenticata a casa. Prepararla bene richiede mezz’ora e, per chi va fuori dall’Europa, una visita in un ambulatorio di medicina dei viaggi almeno un mese prima, per i vaccini e la profilassi. Questa guida indica cosa mettere nel kit, come trasportare i farmaci in aereo e all’estero, i vaccini consigliati e obbligatori per le mete più comuni, come prevenire e curare la diarrea del viaggiatore, cosa copre la tessera sanitaria europea e quando serve un’assicurazione, e dove rivolgersi se ci si ammala.

La farmacia da viaggio: cosa mettere in valigia

  • Un antidolorifico e antifebbrile: paracetamolo e, per chi può prenderlo, ibuprofene; per i bambini le formulazioni pediatriche con il dosatore.
  • Un antidiarroico come la loperamide, solo per adulti e senza febbre o sangue nelle feci, e le bustine di sali per la reidratazione orale, che sono la cura vera della diarrea e servono soprattutto ai bambini.
  • Un antiacido e un farmaco per la nausea, anche per il mal d’auto e di mare, nella forma consigliata dal farmacista.
  • Un antistaminico per bocca per allergie e punture, e una crema al cortisone a bassa potenza.
  • Disinfettante, cerotti di varie misure, garze sterili, benda elastica, cerotti per le vesciche, pinzette, forbicine, termometro, guanti.
  • Crema solare, dopo-sole, repellente per zanzare, un collirio lubrificante.
  • I farmaci personali abituali, in quantità sufficiente per tutta la vacanza più una settimana di scorta, con le ricette o un certificato del medico in inglese con i nomi dei principi attivi, perché i nomi commerciali cambiano da Paese a Paese.
  • Per chi ha allergie gravi, l’adrenalina autoiniettabile; per chi ha l’asma, il broncodilatatore anche se non lo usa da mesi.

Gli antibiotici si portano solo se prescritti dal medico per una situazione specifica, come la diarrea del viaggiatore in mete a rischio, e non si prendono “per sicurezza”. Il kit va in una borsa separata, facile da trovare, al riparo dal caldo: in auto non si lascia nel bagagliaio al sole e l’insulina e i farmaci da frigorifero viaggiano in una borsa termica.

Trasportare i farmaci in aereo e all’estero

In aereo i farmaci vanno nel bagaglio a mano, sia perché la stiva può andare perduta sia perché nella stiva fa freddo: i liquidi e le siringhe sono consentiti oltre i 100 millilitri se accompagnati dalla prescrizione, e conviene avvisare al controllo di sicurezza. Alcuni Paesi hanno regole severe su farmaci che in Italia sono comuni: gli oppioidi e le benzodiazepine, alcuni farmaci per l’attenzione, gli stupefacenti a uso medico sono vietati o richiedono autorizzazioni negli Emirati, in Giappone, a Singapore e in altri Paesi, e la pseudoefedrina dei decongestionanti è vietata in alcuni. Per i farmaci stupefacenti serve il certificato del medico e, nell’area Schengen, l’attestato previsto dalla convenzione, rilasciato dalla ASL. Le informazioni Paese per Paese sono sul sito Viaggiare sicuri del Ministero degli Esteri e presso le ambasciate.

I vaccini per viaggiare

Il primo controllo è quello dei vaccini di base: tetano, difterite, pertosse, poliomielite, morbillo, epatite B, che vanno aggiornati a ogni età. Per i viaggi all’estero i vaccini si fanno negli ambulatori di medicina dei viaggi delle ASL, a pagamento, e vanno prenotati con quattro-sei settimane di anticipo, perché alcuni richiedono più dosi:

  • Epatite A: consigliata per quasi tutte le mete fuori dall’Europa occidentale e dal Nord America, due dosi, la prima protegge già dopo due settimane.
  • Febbre tifoide: per Asia meridionale, Africa, America latina, in particolare per viaggi lunghi o in condizioni igieniche incerte.
  • Febbre gialla: obbligatoria per l’ingresso in diversi Paesi dell’Africa subsahariana e del Sud America, o se si proviene da uno di essi; si fa solo nei centri autorizzati, almeno dieci giorni prima, con certificato internazionale valido a vita.
  • Meningite ACWY: obbligatoria per il pellegrinaggio in Arabia Saudita, consigliata per la “cintura della meningite” africana.
  • Rabbia, encefalite giapponese, colera, encefalite da zecca: per mete, durate e attività specifiche, da valutare con il medico.
  • Dengue: disponibile il vaccino per chi viaggia in aree endemiche, con due dosi a tre mesi di distanza.

La malaria non ha un vaccino per i viaggiatori: nelle zone a rischio, soprattutto Africa subsahariana, si fa la profilassi con farmaci, da iniziare prima della partenza e proseguire dopo il ritorno, insieme alla protezione dalle punture di notte, zanzariera e repellenti. Una febbre nei mesi dopo il ritorno da una zona malarica è un’emergenza fino a prova contraria.

La diarrea del viaggiatore

Colpisce dal 20 al 50 per cento di chi viaggia in Asia, Africa, America latina e Medio Oriente, in genere nei primi giorni, e dura da due a quattro giorni. La prevenzione è nel piatto: acqua solo in bottiglia sigillata o bollita, anche per lavarsi i denti, niente ghiaccio, niente verdure crude e frutta non sbucciata personalmente, niente latte e latticini non pastorizzati, cibo cotto e servito caldo, attenzione ai venditori di strada e ai buffet tiepidi. La cura è la reidratazione, con le bustine di sali in acqua sicura, e una dieta leggera; la loperamide riduce le scariche negli adulti nei viaggi in cui non ci si può fermare, ma non va presa con febbre alta o sangue nelle feci. Serve il medico se la diarrea dura più di tre giorni, se c’è febbre alta, sangue, vomito che impedisce di bere, segni di disidratazione o se riguarda un bambino piccolo o un anziano; gli antibiotici, se prescritti prima della partenza, si usano in questi casi.

Tessera sanitaria europea e assicurazione

Nei Paesi dell’Unione europea, in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e, con accordi specifici, nel Regno Unito, la tessera sanitaria italiana vale come Tessera europea di assicurazione malattia, TEAM: dà diritto alle cure necessarie durante il soggiorno nelle strutture pubbliche del Paese ospitante, alle stesse condizioni dei residenti, quindi con eventuali ticket locali, e non copre le strutture private, il rimpatrio sanitario e le spese anticipate in alcuni Paesi. La tessera va controllata nella data di scadenza prima di partire; per i bambini vale la loro. Fuori dall’Europa, salvo i pochi Paesi con convenzioni, le cure sono a pagamento e in alcuni, come Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia, un ricovero costa decine di migliaia di euro: l’assicurazione sanitaria di viaggio con massimali alti e rimpatrio è indispensabile, e va letta per le esclusioni su malattie preesistenti, gravidanza e sport. Chi ha una malattia cronica deve dichiararla, altrimenti la polizza non copre.

Se ci si ammala in vacanza

In Italia, la guardia medica turistica è attiva nelle località di villeggiatura, e i cittadini fuori regione possono rivolgersi alla guardia medica e al pronto soccorso con la tessera sanitaria; le farmacie di turno e i numeri utili sono sulle app delle regioni. In Europa, il 112 è il numero di emergenza ovunque; per le cure non urgenti ci si rivolge ai medici e agli ospedali pubblici mostrando la TEAM. Fuori dall’Europa, l’assicurazione ha una centrale operativa attiva 24 ore che indica le strutture convenzionate e organizza i rimborsi e il rimpatrio: il numero va salvato nel telefono prima di partire. Il consolato o l’ambasciata aiutano a trovare medici e ospedali e a contattare la famiglia, ma non pagano le cure. Al ritorno, una febbre, una diarrea persistente o un’eruzione cutanea nei due mesi successivi vanno riferite al medico dicendo dove si è stati.

Fonti

Le altre guide di AgenSalute sono nella pagina Guide di AgenSalute.

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