Il sole fa bene all’umore e alle ossa, ma la pelle ricorda ogni scottatura: i tumori della pelle sono i più frequenti in assoluto, e il melanoma, il più pericoloso, in Italia colpisce ogni anno circa 12.000 persone, con un’incidenza raddoppiata in vent’anni e un’età media che si abbassa. La causa principale sono i raggi ultravioletti, e in particolare le esposizioni intense e intermittenti con scottature, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza. La buona notizia è che la protezione solare è semplice e che il melanoma, se scoperto presto, guarisce in oltre nove casi su dieci. Questa guida spiega come esporsi, come leggere ed usare la crema solare, le regole per i bambini, quali farmaci rendono la pelle più sensibile, cosa fare per una scottatura e come controllare i nei.
Protezione solare: le regole di base
- Evitare il sole tra le 11 e le 16, quando arriva il 60-70 per cento della radiazione ultravioletta della giornata; la regola dell’ombra è semplice: se l’ombra è più corta dell’altezza, il sole è troppo forte.
- Cercare l’ombra, che riduce i raggi ma non li elimina: sotto l’ombrellone arriva ancora fino alla metà degli UV, riflessi da sabbia e acqua.
- Vestiti, cappello a tesa larga e occhiali da sole con filtro UV marcato CE sono la protezione più efficace, più della crema; le magliette scure e a trama fitta proteggono di più, quelle bagnate molto meno.
- Crema solare sulle parti scoperte, applicata prima di uscire e rinnovata ogni due ore e dopo ogni bagno o sudata.
- Le nuvole fanno passare fino all’80 per cento degli UV, e in montagna la radiazione aumenta del 10 per cento ogni mille metri; la neve e l’acqua la riflettono.
- L’indice UV, riportato dalle app meteo, indica il rischio del giorno: da 3 in su serve protezione, da 8 in su l’esposizione va limitata.
- Niente lampade abbronzanti: aumentano il rischio di melanoma del 20 per cento, e del 60 per cento se usate prima dei 35 anni; in Italia sono vietate ai minori, alle donne in gravidanza e a chi ha la pelle molto chiara.
Come scegliere e usare la crema solare
Il fattore di protezione, SPF, misura la protezione dagli UVB, quelli delle scottature: 30 è il minimo per tutti, 50+ per bambini, pelli chiare, montagna e prime esposizioni. Sull’etichetta deve esserci anche il cerchio con la scritta UVA, che garantisce la protezione dagli UVA, quelli dell’invecchiamento e, insieme agli UVB, dei tumori. “Resistente all’acqua” significa che mantiene metà della protezione dopo due bagni di venti minuti, non che non va rinnovata. L’errore più comune è la quantità: per un adulto servono circa 35 millilitri, sei cucchiaini, per tutto il corpo, e la maggior parte delle persone ne usa meno della metà, ottenendo una protezione da SPF 30 pari a quella di un SPF 10. Va applicata 15-20 minuti prima di uscire, senza dimenticare orecchie, nuca, piedi, dorso delle mani e la scriminatura dei capelli; per le labbra esistono stick con SPF. Gli spray vanno spruzzati generosamente e distribuiti con le mani, non sul viso dei bambini. La crema dell’anno scorso si può usare se è stata conservata al fresco e non ha cambiato odore o consistenza; la data dopo l’apertura è sul barattolo. Nessuna crema permette di stare al sole senza limiti: la protezione “totale” non esiste e l’etichetta non può più riportarla.
I bambini
Sotto i sei mesi i bambini non vanno esposti al sole diretto: ombra, cappellino, vestiti leggeri che coprano, passeggino con parasole e, sulle piccole parti scoperte, una crema minerale per neonati. Dai sei mesi, crema 50+ specifica per bambini, applicata spesso, magliette anti UV in spiaggia, cappello con la visiera e la protezione del collo, occhiali da sole. Le ore sono le stesse degli adulti, non in spiaggia tra le 11 e le 16, e i bambini vanno fatti bere spesso. Le scottature nell’infanzia sono quelle che pesano di più: cinque scottature prima dei 20 anni raddoppiano il rischio di melanoma nella vita, e una sola scottatura con bolle in un bambino è un fattore di rischio. Gli adolescenti sono i meno protetti e i più esposti: l’abbronzatura come obiettivo è l’abitudine da cambiare.
Pelle chiara, farmaci e condizioni particolari
Chi ha pelle chiara, capelli rossi o biondi, occhi chiari, lentiggini, chi si scotta sempre e non si abbronza mai, chi ha molti nei, oltre 50, o nei grandi e irregolari, e chi ha avuto un melanoma in famiglia è a rischio alto e deve proteggersi di più e farsi controllare dal dermatologo ogni anno. Molti farmaci rendono la pelle fotosensibile, con scottature e reazioni anche dopo poca esposizione: diversi antibiotici, come le tetracicline e i chinoloni, alcuni antinfiammatori, i diuretici, l’amiodarone, alcuni antidiabetici, antidepressivi e antistaminici, i retinoidi, le creme con acido retinoico o perossido di benzoile e alcuni profumi; chi li prende deve leggere il foglietto e chiedere al medico o al farmacista. Chi ha avuto un tumore della pelle, chi è in terapia immunosoppressiva o chi ha avuto un trapianto deve evitare il sole con cura. Le cicatrici recenti e la pelle dopo trattamenti estetici si pigmentano con il sole e vanno coperte per mesi.
La scottatura: cosa fare
L’eritema solare compare da due a sei ore dopo l’esposizione e raggiunge il massimo in 24 ore: pelle rossa, calda, dolente, nei casi più seri gonfiore e bolle, febbre, brividi e mal di testa. Si tratta con docce o impacchi di acqua fresca, creme idratanti o lenitive, aloe o dopo-sole senza profumi e alcol, acqua da bere in abbondanza, un antinfiammatorio per il dolore e stare all’ombra per almeno due o tre giorni, fino alla guarigione; le bolle non vanno rotte e la pelle che si spella non va tirata. Burro, olio, dentifricio e gli altri rimedi casalinghi peggiorano la situazione. Serve il medico se le bolle sono estese, se c’è febbre alta, confusione, vomito o segni di disidratazione, se la scottatura è in un bambino piccolo, o se compaiono segni di infezione.
Controllare i nei: la regola ABCDE
Il melanoma si può scoprire presto guardandosi: una volta al mese, con uno specchio o con l’aiuto di qualcuno, su tutto il corpo, compresi cuoio capelluto, piante dei piedi, spazi tra le dita, genitali e sotto le unghie. I segnali della regola ABCDE sono: Asimmetria, una metà diversa dall’altra; Bordi irregolari, frastagliati o sfumati; Colore disomogeneo, con sfumature di nero, marrone, rosso, bianco o blu; Diametro oltre i 6 millimetri, anche se i melanomi iniziali sono più piccoli; Evoluzione, un neo che cambia forma, colore, dimensione o che prude, sanguina o si rialza. Vale anche la regola del “brutto anatroccolo”: un neo diverso da tutti gli altri. Ogni neo nuovo dopo i 30 anni e ogni cambiamento vanno fatti vedere al dermatologo, che con la dermatoscopia distingue in pochi minuti. Chi è a rischio alto fa la mappatura dei nei ogni anno; per gli altri una visita dermatologica ogni uno o due anni dopo i 40 è un buon investimento. Il melanoma riconosciuto allo stadio iniziale si cura con una piccola asportazione e guarisce nella quasi totalità dei casi.
Fonti
- Ministero della Salute, campagna sulla prevenzione dei tumori della pelle e indicazioni sull’esposizione solare
- Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e AIRTUM, I numeri del cancro in Italia, dati sul melanoma
- Società italiana di dermatologia (SIDeMaST) e Intergruppo melanoma italiano (IMI), raccomandazioni per la prevenzione e l’autoesame dei nei
- Commissione europea, raccomandazione 2006/647/CE sull’efficacia dei prodotti solari e sull’etichettatura
- Organizzazione mondiale della sanità, indice UV e linee guida sulla protezione dai raggi ultravioletti
- Società italiana di pediatria, raccomandazioni sull’esposizione al sole dei bambini; Agenzia italiana del farmaco, elenco dei farmaci fotosensibilizzanti
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