giovedì, 8 Ottobre 2026

Giornata mondiale della zanzara (20 agosto): West Nile, dengue e chikungunya in Italia, i numeri, i sintomi e come proteggersi

Centinaia di casi di West Nile ogni estate, focolai di dengue e chikungunya nati in Italia: cosa rappresenta il 20 agosto, quali virus trasmettono le zanzare nel nostro Paese, i numeri ISS, i sintomi e le regole per difendersi
Quando
20 agosto
Prossima edizione
20 agosto 2027
Tipo
Giornata
Promotore
Ricorrenza nata nel Regno Unito in ricordo della scoperta di Ronald Ross (20 agosto 1897); in Italia Istituto superiore di sanità, Ministero della Salute, Istituti zooprofilattici, regioni e comuni
Aggiornato il
6 Ottobre 2026
Giornata mondiale della zanzara, 20 agosto

Il 20 agosto è la Giornata mondiale della zanzara, che ricorda il giorno del 1897 in cui il medico britannico Ronald Ross dimostrò che la malaria è trasmessa dalle zanzare, una scoperta che gli valse il premio Nobel. La zanzara è l’animale che causa più morti nel mondo, oltre 700.000 l’anno tra malaria, dengue e altre infezioni. Per l’Italia non è più un tema lontano: il virus West Nile è ormai endemico in gran parte del Paese, e negli ultimi anni dengue e chikungunya hanno provocato focolai nati sul territorio nazionale, trasmessi dalla zanzara tigre. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali malattie portano le zanzare in Italia, cosa dicono i numeri della sorveglianza, quali sono i sintomi e come ci si protegge. Viene aggiornata ogni anno con i bollettini dell’Istituto superiore di sanità.

Che cos’è la Giornata mondiale della zanzara

Non è una giornata ufficiale dell’OMS, ma una ricorrenza celebrata dagli anni Trenta dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine e adottata dalle organizzazioni che si occupano di malaria e di malattie trasmesse da vettori. In Italia cade nel pieno della stagione di trasmissione, e coincide con i bollettini settimanali dell’Istituto superiore di sanità, con le ordinanze dei comuni sulla disinfestazione, con le campagne delle regioni e delle ASL sulla prevenzione delle punture e con i richiami ai viaggiatori che rientrano dalle aree tropicali. La Giornata mondiale della malaria, quella ufficiale dell’OMS, è invece il 25 aprile.

La Giornata cade il 20 agosto ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • West Nile: il 2025 è stato tra gli anni peggiori, con oltre 700 casi confermati e una cinquantina di decessi, e con una novità geografica: le regioni più colpite sono state il Lazio e la Campania, non più solo la Pianura padana. Nel 2026, all’8 settembre, i casi erano 594, di cui 306 nella forma neuroinvasiva, con 41 decessi in 19 regioni.
  • Chikungunya: nel 2025 i casi sono stati 469, di cui 384 autoctoni, cioè contratti in Italia, il numero più alto dall’epidemia romagnola del 2007; nel 2026 i casi sono tornati quasi tutti importati.
  • Dengue: 217 casi nel 2025, quasi tutti in viaggiatori; nel 2024 i casi autoctoni erano stati 213, con il grande focolaio di Fano. Nel 2026 sono stati segnalati due focolai locali, in Toscana e in Puglia.
  • Malaria: l’Italia ne è libera dal 1970, ma ogni anno si registrano alcune centinaia di casi in persone rientrate da zone endemiche, soprattutto dall’Africa, con alcuni decessi evitabili.
  • Altri virus: Usutu, Toscana virus trasmesso dai pappataci, e l’encefalite da zecche, che non riguarda le zanzare ma segue la stessa sorveglianza.

Due zanzare, malattie diverse

La zanzara comune, la Culex, punge dal tramonto all’alba e trasmette il virus West Nile, che ha come serbatoio gli uccelli selvatici: l’uomo e il cavallo si infettano ma non contagiano altri. La zanzara tigre, la Aedes albopictus, arrivata in Italia nel 1990 e ormai presente ovunque, punge di giorno e può trasmettere dengue, chikungunya e Zika: il virus arriva con un viaggiatore infetto, la zanzara lo punge e lo passa ad altre persone, ed è così che nascono i focolai autoctoni. La Aedes aegypti, il vettore principale della dengue nel mondo, non è stabilmente presente in Italia. Il cambiamento climatico allunga la stagione delle zanzare, ormai attive da maggio a novembre, e ne allarga l’area.

I sintomi da riconoscere

  • West Nile: otto infezioni su dieci non danno sintomi; le altre provocano febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, a volte un’eruzione cutanea. In meno di un caso su cento, soprattutto negli anziani e nelle persone fragili, il virus raggiunge il sistema nervoso con encefalite o meningite: febbre alta, confusione, rigidità del collo, debolezza, tremori. Non esistono vaccino né cura specifica.
  • Dengue: febbre alta improvvisa, forte mal di testa e dolore dietro gli occhi, dolori intensi a muscoli e ossa, eruzione cutanea. In una minoranza di casi, soprattutto alla seconda infezione, compaiono sanguinamenti e un peggioramento dopo la scomparsa della febbre: è il segnale per andare in ospedale. Vanno evitati aspirina e antinfiammatori.
  • Chikungunya: febbre e dolori articolari molto forti, che possono durare settimane o mesi.
  • Malaria: febbre in chi è rientrato da un’area a rischio, anche dopo mesi, è un’urgenza: va detto subito al medico dove si è stati.

Chi ha la febbre al ritorno da un viaggio ai tropici, o in estate dopo molte punture in una zona con casi segnalati, deve riferirlo al medico: la segnalazione attiva la disinfestazione intorno all’abitazione.

Come proteggersi

  • Eliminare l’acqua stagnante: sottovasi, secchi, annaffiatoi, teli, grondaie intasate. La zanzara tigre depone le uova in pochi centimetri d’acqua, e la gran parte dei focolai larvali è in aree private.
  • Trattare con prodotti larvicidi i tombini e i ristagni non eliminabili, da aprile a ottobre.
  • Usare repellenti con principi attivi registrati (DEET, icaridina, citrodiol) sulla pelle scoperta, rispettando le dosi per i bambini; indossare abiti chiari e coprenti, mettere zanzariere alle finestre e sulle culle.
  • Per chi viaggia: informarsi prima sulla profilassi antimalarica, e ricordare che esistono vaccini contro la dengue e la chikungunya indicati in casi specifici, da valutare in un centro di medicina dei viaggi.
  • Le donazioni di sangue: nelle province con circolazione di West Nile il sangue viene testato, e chi ha soggiornato in zone con focolai può essere sospeso per alcune settimane.

Cosa fa la sanità pubblica

Il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi, adottato nel 2020, prevede una sorveglianza integrata su zanzare, uccelli, cavalli e persone, affidata all’Istituto superiore di sanità e agli Istituti zooprofilattici: quando il virus West Nile viene trovato nelle zanzare o negli animali di una provincia, scattano i controlli sulle donazioni di sangue e di organi. Per dengue e chikungunya ogni caso viene segnalato entro poche ore e il comune effettua la disinfestazione nel raggio di 200 metri dall’abitazione. Il punto debole è la prevenzione ordinaria, cioè i trattamenti larvicidi e l’informazione ai cittadini, che dipendono dai bilanci dei singoli comuni.

Fonti

Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale del donatore di sangue, Giornata mondiale dell’epatite, Giornata mondiale della salute.

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