Il 20 agosto è la Giornata mondiale della zanzara, che ricorda il giorno del 1897 in cui il medico britannico Ronald Ross dimostrò che la malaria è trasmessa dalle zanzare, una scoperta che gli valse il premio Nobel. La zanzara è l’animale che causa più morti nel mondo, oltre 700.000 l’anno tra malaria, dengue e altre infezioni. Per l’Italia non è più un tema lontano: il virus West Nile è ormai endemico in gran parte del Paese, e negli ultimi anni dengue e chikungunya hanno provocato focolai nati sul territorio nazionale, trasmessi dalla zanzara tigre. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali malattie portano le zanzare in Italia, cosa dicono i numeri della sorveglianza, quali sono i sintomi e come ci si protegge. Viene aggiornata ogni anno con i bollettini dell’Istituto superiore di sanità.
Che cos’è la Giornata mondiale della zanzara
Non è una giornata ufficiale dell’OMS, ma una ricorrenza celebrata dagli anni Trenta dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine e adottata dalle organizzazioni che si occupano di malaria e di malattie trasmesse da vettori. In Italia cade nel pieno della stagione di trasmissione, e coincide con i bollettini settimanali dell’Istituto superiore di sanità, con le ordinanze dei comuni sulla disinfestazione, con le campagne delle regioni e delle ASL sulla prevenzione delle punture e con i richiami ai viaggiatori che rientrano dalle aree tropicali. La Giornata mondiale della malaria, quella ufficiale dell’OMS, è invece il 25 aprile.
La Giornata cade il 20 agosto ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- West Nile: il 2025 è stato tra gli anni peggiori, con oltre 700 casi confermati e una cinquantina di decessi, e con una novità geografica: le regioni più colpite sono state il Lazio e la Campania, non più solo la Pianura padana. Nel 2026, all’8 settembre, i casi erano 594, di cui 306 nella forma neuroinvasiva, con 41 decessi in 19 regioni.
- Chikungunya: nel 2025 i casi sono stati 469, di cui 384 autoctoni, cioè contratti in Italia, il numero più alto dall’epidemia romagnola del 2007; nel 2026 i casi sono tornati quasi tutti importati.
- Dengue: 217 casi nel 2025, quasi tutti in viaggiatori; nel 2024 i casi autoctoni erano stati 213, con il grande focolaio di Fano. Nel 2026 sono stati segnalati due focolai locali, in Toscana e in Puglia.
- Malaria: l’Italia ne è libera dal 1970, ma ogni anno si registrano alcune centinaia di casi in persone rientrate da zone endemiche, soprattutto dall’Africa, con alcuni decessi evitabili.
- Altri virus: Usutu, Toscana virus trasmesso dai pappataci, e l’encefalite da zecche, che non riguarda le zanzare ma segue la stessa sorveglianza.
Due zanzare, malattie diverse
La zanzara comune, la Culex, punge dal tramonto all’alba e trasmette il virus West Nile, che ha come serbatoio gli uccelli selvatici: l’uomo e il cavallo si infettano ma non contagiano altri. La zanzara tigre, la Aedes albopictus, arrivata in Italia nel 1990 e ormai presente ovunque, punge di giorno e può trasmettere dengue, chikungunya e Zika: il virus arriva con un viaggiatore infetto, la zanzara lo punge e lo passa ad altre persone, ed è così che nascono i focolai autoctoni. La Aedes aegypti, il vettore principale della dengue nel mondo, non è stabilmente presente in Italia. Il cambiamento climatico allunga la stagione delle zanzare, ormai attive da maggio a novembre, e ne allarga l’area.
I sintomi da riconoscere
- West Nile: otto infezioni su dieci non danno sintomi; le altre provocano febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, a volte un’eruzione cutanea. In meno di un caso su cento, soprattutto negli anziani e nelle persone fragili, il virus raggiunge il sistema nervoso con encefalite o meningite: febbre alta, confusione, rigidità del collo, debolezza, tremori. Non esistono vaccino né cura specifica.
- Dengue: febbre alta improvvisa, forte mal di testa e dolore dietro gli occhi, dolori intensi a muscoli e ossa, eruzione cutanea. In una minoranza di casi, soprattutto alla seconda infezione, compaiono sanguinamenti e un peggioramento dopo la scomparsa della febbre: è il segnale per andare in ospedale. Vanno evitati aspirina e antinfiammatori.
- Chikungunya: febbre e dolori articolari molto forti, che possono durare settimane o mesi.
- Malaria: febbre in chi è rientrato da un’area a rischio, anche dopo mesi, è un’urgenza: va detto subito al medico dove si è stati.
Chi ha la febbre al ritorno da un viaggio ai tropici, o in estate dopo molte punture in una zona con casi segnalati, deve riferirlo al medico: la segnalazione attiva la disinfestazione intorno all’abitazione.
Come proteggersi
- Eliminare l’acqua stagnante: sottovasi, secchi, annaffiatoi, teli, grondaie intasate. La zanzara tigre depone le uova in pochi centimetri d’acqua, e la gran parte dei focolai larvali è in aree private.
- Trattare con prodotti larvicidi i tombini e i ristagni non eliminabili, da aprile a ottobre.
- Usare repellenti con principi attivi registrati (DEET, icaridina, citrodiol) sulla pelle scoperta, rispettando le dosi per i bambini; indossare abiti chiari e coprenti, mettere zanzariere alle finestre e sulle culle.
- Per chi viaggia: informarsi prima sulla profilassi antimalarica, e ricordare che esistono vaccini contro la dengue e la chikungunya indicati in casi specifici, da valutare in un centro di medicina dei viaggi.
- Le donazioni di sangue: nelle province con circolazione di West Nile il sangue viene testato, e chi ha soggiornato in zone con focolai può essere sospeso per alcune settimane.
Cosa fa la sanità pubblica
Il Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi, adottato nel 2020, prevede una sorveglianza integrata su zanzare, uccelli, cavalli e persone, affidata all’Istituto superiore di sanità e agli Istituti zooprofilattici: quando il virus West Nile viene trovato nelle zanzare o negli animali di una provincia, scattano i controlli sulle donazioni di sangue e di organi. Per dengue e chikungunya ogni caso viene segnalato entro poche ore e il comune effettua la disinfestazione nel raggio di 200 metri dall’abitazione. Il punto debole è la prevenzione ordinaria, cioè i trattamenti larvicidi e l’informazione ai cittadini, che dipendono dai bilanci dei singoli comuni.
Fonti
- Istituto superiore di sanità, EpiCentro, bollettini della sorveglianza integrata delle arbovirosi (West Nile, Usutu, dengue, chikungunya, Zika), anni 2025 e 2026
- Ministero della Salute, Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi; circolari annuali
- Organizzazione mondiale della sanità, Vector-borne diseases; World malaria report
- ECDC, mappe sulla distribuzione delle zanzare invasive e sui casi autoctoni in Europa
- Centro nazionale sangue, misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale del virus West Nile
- London School of Hygiene and Tropical Medicine, World Mosquito Day
Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale del donatore di sangue, Giornata mondiale dell’epatite, Giornata mondiale della salute.








