Il 29 settembre è la Giornata mondiale del cuore, promossa dal 2000 dalla World Heart Federation e celebrata in oltre cento Paesi. Le malattie cardiovascolari, cioè l’infarto, l’ictus, lo scompenso cardiaco e le altre malattie del cuore e dei vasi, sono la prima causa di morte nel mondo e in Italia, dove provocano oltre 200.000 decessi l’anno, quasi uno su tre. Ma sono anche le malattie su cui la prevenzione funziona meglio: secondo le stime, otto casi su dieci di infarto e ictus precoci si potrebbero evitare agendo su pochi fattori di rischio. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, quali sono i fattori di rischio, quali controlli fare e a che età, e cosa fare davanti a un infarto o a un arresto cardiaco. Viene aggiornata ogni anno con i dati ISTAT.
Che cos’è la Giornata mondiale del cuore
La World Heart Federation, che riunisce le società di cardiologia e le fondazioni per il cuore di tutto il mondo, sceglie ogni anno un tema e invita a illuminare di rosso monumenti ed edifici. In Italia le attività ricorrenti sono coordinate dalla Fondazione Italiana per il Cuore con le società scientifiche: le giornate di controllo gratuito di pressione, colesterolo e glicemia nelle piazze, nelle farmacie e negli ospedali, gli elettrocardiogrammi e le consulenze con i cardiologi, le camminate e le iniziative nelle scuole, i corsi sulle manovre di rianimazione. Dal 2026 la Giornata è seguita, nei primi giorni di ottobre, dalla Settimana europea dello screening cardiovascolare, prevista dal piano dell’Unione europea che punta a ridurre di un quarto le morti premature entro il 2035.
La Giornata cade il 29 settembre ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- I decessi per malattie del sistema circolatorio sono stati 206.119 nel 2023, il 31 per cento del totale, secondo l’ISTAT: restano la prima causa di morte davanti ai tumori, anche se la mortalità è in calo da quarant’anni grazie alle cure e alla prevenzione.
- Nel mondo le malattie cardiovascolari causano quasi 20 milioni di morti l’anno, un terzo del totale; l’85 per cento è dovuto a infarto e ictus.
- L’infarto: oltre 100.000 ricoveri l’anno; la mortalità in ospedale è scesa sotto il 10 per cento grazie all’angioplastica d’urgenza, ma una parte dei pazienti muore prima di arrivare in ospedale.
- L’arresto cardiaco improvviso colpisce circa 60.000 persone l’anno, e la sopravvivenza resta sotto il 10 per cento, perché dipende da chi interviene nei primi minuti.
- Lo scompenso cardiaco riguarda circa un milione di persone ed è la prima causa di ricovero dopo i 65 anni.
- I fattori di rischio: quasi un adulto su tre è iperteso e una parte non lo sa; uno su quattro ha il colesterolo alto; il 45 per cento è in eccesso di peso; un adulto su tre è sedentario.
- Le donne: le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte anche per loro, ma il rischio è sottovalutato e i sintomi dell’infarto sono riconosciuti più tardi.
I fattori di rischio
Alcuni non si possono cambiare: l’età, il sesso, la familiarità per infarto o ictus in età precoce. Gli altri sì, e sono quelli che contano di più: la pressione alta, il colesterolo LDL elevato, il diabete, il fumo e gli altri prodotti con nicotina, il sovrappeso soprattutto addominale, la sedentarietà, un’alimentazione ricca di sale, grassi saturi e zuccheri, l’eccesso di alcol. Negli ultimi anni se ne sono aggiunti altri: lo stress cronico, il sonno insufficiente, l’inquinamento dell’aria, e alcune condizioni come la lipoproteina(a) elevata, che è ereditaria e si misura una sola volta nella vita. I fattori di rischio non si sommano, si moltiplicano: per questo i medici non guardano il singolo valore ma il rischio complessivo.
I controlli da fare
- La pressione: almeno una volta l’anno dai 18 anni, più spesso dopo i 40; il valore di riferimento è sotto 140 su 90, e sotto 130 su 80 per molte persone a rischio. Si può misurare anche a casa e in farmacia.
- Colesterolo e glicemia: un primo controllo da giovani adulti e poi periodicamente dai 40 anni, o prima se in famiglia ci sono infarti precoci o colesterolo molto alto.
- Il rischio cardiovascolare globale: il medico di famiglia lo calcola con le carte del rischio, che stimano la probabilità di un infarto o di un ictus nei dieci anni successivi a partire da età, sesso, pressione, colesterolo, fumo e diabete, e decide con il paziente se servono farmaci.
- L’elettrocardiogramma e la visita cardiologica non servono a tutti: sono indicati in presenza di sintomi, di familiarità per morte improvvisa o per l’attività sportiva agonistica.
- Chi ha già avuto un infarto o un ictus ha obiettivi più severi e una terapia da non interrompere: la sospensione dei farmaci è una delle prime cause di un secondo evento.
Riconoscere l’infarto e intervenire
Il sintomo tipico dell’infarto è un dolore o un senso di peso al centro del petto che dura più di qualche minuto, a volte esteso al braccio sinistro, alla mandibola, alla schiena o allo stomaco, spesso con sudorazione fredda, nausea e affanno. Nelle donne, negli anziani e nei diabetici può presentarsi in modo meno chiaro, con mancanza di respiro, stanchezza improvvisa o dolore alla bocca dello stomaco. La regola è una: chiamare subito il 112 o il 118 e non andare in ospedale con mezzi propri, perché l’ambulanza fa l’elettrocardiogramma sul posto e porta direttamente al centro dove si riapre l’arteria. Ogni minuto perso è muscolo cardiaco che muore.
Se una persona crolla a terra, non risponde e non respira normalmente, è un arresto cardiaco: si chiama il 112, si inizia il massaggio cardiaco seguendo le istruzioni dell’operatore e si manda qualcuno a prendere un defibrillatore. La legge 116 del 2021 permette a chiunque di usarlo, anche senza formazione, e ne prevede la diffusione nei luoghi pubblici, nelle scuole e sui mezzi di trasporto, insieme all’insegnamento delle manovre a scuola.
Cosa fare ogni giorno
- Non fumare, nemmeno poco: il rischio comincia a scendere dal giorno in cui si smette.
- Muoversi almeno 150 minuti a settimana a passo svelto, e stare seduti meno ore di seguito.
- Mangiare secondo il modello mediterraneo: verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce, olio d’oliva; poco sale, pochi salumi e pochi prodotti confezionati.
- Tenere sotto controllo il peso e il girovita, dormire a sufficienza, limitare l’alcol.
- Prendere con regolarità i farmaci prescritti per pressione, colesterolo e diabete, anche quando ci si sente bene.
Fonti
- World Heart Federation, World Heart Day; World Heart Report
- ISTAT, Cause di morte in Italia, anno 2023 (maggio 2026)
- Istituto superiore di sanità, Progetto Cuore e carte del rischio cardiovascolare; sorveglianza PASSI
- Organizzazione mondiale della sanità, Cardiovascular diseases; Commissione europea, piano per la salute cardiovascolare
- Fondazione Italiana per il Cuore, Società italiana di cardiologia e ANMCO, materiali della Giornata; linee guida ESC sulla prevenzione cardiovascolare
- Legge 4 agosto 2021 n. 116, disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori; Italian Resuscitation Council
Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale dell’ictus, Giornata mondiale del diabete, Giornata mondiale senza tabacco.








