giovedì, 8 Ottobre 2026

Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio (10 settembre): i numeri in Italia, i segnali da non ignorare e a chi chiedere aiuto

Quasi 4.000 morti l'anno in Italia, quattro su cinque uomini, e richieste di aiuto in forte aumento tra i giovani: cosa rappresenta il 10 settembre, cosa dicono i dati, i segnali da riconoscere, come parlarne e i numeri da chiamare
Quando
10 settembre
Prossima edizione
10 settembre 2027
Tipo
Giornata
Promotore
International Association for Suicide Prevention (IASP) con l'Organizzazione mondiale della sanità, dal 2003; in Italia Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Telefono Amico Italia, società scientifiche di psichiatria
Aggiornato il
6 Ottobre 2026
Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, 10 settembre

Il 10 settembre è la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, promossa dal 2003 dall’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio insieme all’Organizzazione mondiale della sanità. Nel mondo si tolgono la vita oltre 700.000 persone l’anno; in Italia quasi 4.000, con un tasso tra i più bassi d’Europa ma con numeri che non scendono tra i più giovani. Il messaggio della Giornata è che il suicidio si può prevenire: la crisi è quasi sempre temporanea, i segnali spesso ci sono, e parlarne nel modo giusto non mette l’idea in testa a nessuno, ma apre una via d’uscita. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, quali segnali non vanno ignorati, come si parla con una persona in difficoltà e a chi rivolgersi. Viene aggiornata ogni anno con i dati ISTAT.

Se stai attraversando un momento di crisi o sei preoccupato per qualcuno, puoi chiamare Telefono Amico Italia allo 02 2327 2327, attivo tutti i giorni a tutte le ore, o il 112 in caso di pericolo immediato.

Che cos’è la Giornata per la prevenzione del suicidio

Il simbolo è un nastro giallo e arancione, e il gesto proposto in tutto il mondo è accendere una candela alla finestra la sera del 10 settembre, in ricordo di chi non c’è più e a sostegno di chi resta. In Italia le attività ricorrenti sono le campagne di Telefono Amico Italia e delle altre linee di ascolto, con la diffusione dei dati sulle richieste di aiuto; i convegni delle società di psichiatria e degli ordini degli psicologi; le iniziative nelle scuole e nelle università; gli incontri dei gruppi di auto-aiuto per i familiari; e il punto sulle politiche pubbliche, dal Piano di azione nazionale per la salute mentale alle proposte di legge per una strategia nazionale dedicata.

La Giornata cade il 10 settembre ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • I decessi: 3.934 nel 2022, e circa 3.700 nel 2023 secondo gli ultimi dati ISTAT, in calo rispetto all’anno precedente. Quasi quattro su cinque sono uomini.
  • L’età: i tassi più alti sono tra gli anziani, soprattutto gli uomini sopra i 75 anni; ma sotto i 50 anni i valori sono rimasti ai livelli elevati raggiunti nel 2021. Tra i 15 e i 29 anni il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.
  • Il confronto: l’Italia ha uno dei tassi più bassi dell’Unione europea, dove i decessi sono stati circa 48.000 nel 2023; i valori sono più alti nel Nord-Est e nelle aree montane e più bassi al Sud.
  • Le richieste di aiuto: nei primi sei mesi del 2026 oltre 4.200 persone si sono rivolte a Telefono Amico Italia per pensieri legati al suicidio, il 24 per cento in più dell’anno precedente, e più della metà aveva meno di 35 anni. Prima della pandemia erano circa mille in un anno intero.
  • I dati arrivano tardi: le statistiche ufficiali sulle cause di morte vengono pubblicate con circa tre anni di ritardo, e in Italia manca un osservatorio nazionale sui tentativi di suicidio.
  • Le carceri sono il luogo dove il rischio è più alto, con decine di casi l’anno tra i detenuti.

I segnali da non ignorare

Non esiste un profilo unico, e non sempre i segnali sono visibili. Ma alcuni cambiamenti meritano attenzione, soprattutto se compaiono insieme o dopo un evento doloroso come un lutto, una separazione, la perdita del lavoro, una diagnosi grave, un episodio di bullismo o di violenza:

  • frasi sul sentirsi un peso, sul non vedere vie d’uscita, sul voler sparire;
  • il ritiro dagli amici, dalla scuola, dalle attività che prima davano piacere;
  • cambiamenti netti del sonno, dell’appetito, dell’umore, o una calma improvvisa dopo un periodo molto buio;
  • l’aumento del consumo di alcol o di sostanze;
  • il mettere in ordine le proprie cose, regalare oggetti cari, salutare come per un addio;
  • nei ragazzi: il calo improvviso a scuola, l’isolamento in camera, l’autolesionismo, la ricerca online di contenuti sul tema.

Chi ha già tentato in passato, chi soffre di depressione o di altri disturbi psichici non curati e chi ha perso una persona cara per suicidio ha un rischio più alto e va seguito con più attenzione.

Come parlarne

Chiedere a una persona se sta pensando di farsi del male non aumenta il rischio: le ricerche indicano che può ridurlo, perché rompe l’isolamento. Le indicazioni di chi lavora nelle linee di ascolto sono poche e semplici: scegliere un momento tranquillo, fare la domanda in modo diretto e senza giri di parole, ascoltare senza giudicare e senza minimizzare, evitare le frasi fatte e i consigli sbrigativi, non promettere di mantenere il segreto, e aiutare la persona a fare il passo successivo, cioè parlare con un medico o con un servizio. Se il pericolo sembra vicino, non lasciarla sola e chiamare il 112. Anche chi aiuta ha bisogno di sostegno, e i familiari che hanno perso qualcuno possono trovare gruppi dedicati attraverso le associazioni.

A chi chiedere aiuto

  • Telefono Amico Italia: 02 2327 2327, attivo 24 ore su 24 dal settembre 2026, gratuito e anonimo, con volontari formati; è disponibile anche un servizio di ascolto via chat e via mail.
  • Il 112, numero unico di emergenza, quando c’è un pericolo immediato; il pronto soccorso più vicino.
  • Il medico di famiglia e il pediatra, che possono attivare il centro di salute mentale della ASL: l’accesso è diretto, senza ricetta, e per i minori passa dai servizi di neuropsichiatria infantile.
  • Telefono Azzurro, 19696, per bambini e adolescenti, e il 114 per le emergenze che riguardano l’infanzia.
  • I consultori, gli sportelli psicologici di scuole e università, lo psicologo di base nelle regioni che lo hanno attivato.

Cosa manca in Italia

L’Italia non ha ancora una strategia nazionale specifica né un numero pubblico unico come quelli attivi in altri Paesi: l’ascolto è affidato in gran parte al volontariato. Il Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, finanziato con 80 milioni di euro per il 2026, è il primo intervento strutturale dopo molti anni, ma i servizi restano sotto organico, con attese lunghe soprattutto per gli adolescenti. L’OMS raccomanda quattro misure di efficacia provata: limitare l’accesso ai mezzi, una comunicazione responsabile da parte dei media, l’educazione alle competenze emotive a scuola e l’individuazione precoce di chi è a rischio.

Fonti

Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale della salute mentale, Giornata mondiale del sonno, Giornata mondiale della salute.

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