giovedì, 8 Ottobre 2026

Giornata mondiale dell’epatite (28 luglio): i virus A, B, C ed E in Italia, lo screening gratuito dell’epatite C, i vaccini e le cure

Oltre 280.000 persone curate dall'epatite C e uno screening gratuito ancora poco usato: cosa rappresenta il 28 luglio, i numeri italiani dei virus A, B, C ed E, chi deve fare il test, i vaccini disponibili e l'obiettivo del 2030
Quando
28 luglio
Prossima edizione
28 luglio 2027
Tipo
Giornata
Promotore
Organizzazione mondiale della sanità dal 2010 (nascita di Baruch Blumberg, scopritore del virus B); in Italia Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, AISF, SIMIT, associazione EpaC
Aggiornato il
6 Ottobre 2026
Giornata mondiale dell'epatite, 28 luglio

Il 28 luglio è la Giornata mondiale dell’epatite, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2010 e fissata nel giorno della nascita di Baruch Blumberg, il medico che scoprì il virus dell’epatite B e ne mise a punto il primo vaccino. Le epatiti virali sono infezioni del fegato causate da cinque virus diversi, indicati con le lettere da A a E: due di questi, il B e il C, possono diventare cronici e portare in silenzio, dopo decenni, alla cirrosi e al tumore del fegato. In Italia le nuove infezioni sono in calo e l’epatite C oggi si guarisce, ma migliaia di persone hanno il virus senza saperlo. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, come funziona lo screening gratuito, quali vaccini esistono e come si curano le epatiti. Viene aggiornata ogni anno con i dati dell’Istituto superiore di sanità.

Che cos’è la Giornata mondiale dell’epatite

È una delle giornate ufficiali dell’OMS, che la usa per ricordare l’obiettivo fissato nel 2016: eliminare le epatiti virali come minaccia per la salute pubblica entro il 2030, riducendo del 90 per cento le nuove infezioni e del 65 per cento i decessi. In Italia le attività ricorrenti sono la pubblicazione dei dati del sistema di sorveglianza SEIEVA dell’Istituto superiore di sanità, le giornate di test gratuiti negli ospedali, nelle piazze, nelle farmacie e nei servizi per le dipendenze, le campagne delle società scientifiche di epatologia e malattie infettive e delle associazioni di pazienti, e il punto sullo stato dello screening regionale per l’epatite C.

La Giornata cade il 28 luglio ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • Nel mondo: 287 milioni di persone vivono con un’epatite cronica da virus B o C, con circa due milioni di nuove infezioni l’anno e oltre 1,3 milioni di morti per cirrosi e tumore del fegato; la maggior parte delle persone infette non ha mai fatto un test.
  • L’epatite C in Italia: oltre 280.000 pazienti trattati con gli antivirali ad azione diretta dal 2015, il numero più alto in Europa; la mortalità legata alle epatiti virali è quasi tre volte più bassa di dieci anni fa.
  • Lo screening: circa 3,1 milioni di persone testate dall’avvio del programma nazionale, con oltre 20.000 infezioni attive scoperte, di cui più di 4.500 in persone senza fattori di rischio noti; l’adesione resta bassa e molto diversa tra le regioni.
  • L’epatite A: 631 casi nel 2025, in aumento rispetto ai 443 del 2024, legati soprattutto al consumo di frutti di mare crudi e ai viaggi.
  • L’epatite E: 92 casi nel 2025, oltre il 90 per cento contratti in Italia, associati alla carne di maiale e di cinghiale poco cotta.
  • L’epatite B: i nuovi casi acuti sono poche centinaia l’anno, quasi tutti in adulti non vaccinati; i portatori cronici sono in gran parte persone nate prima del 1980 o provenienti da Paesi dove il virus è molto diffuso.

Lo screening gratuito per l’epatite C

Dal 2020 una legge dello Stato finanzia con 71,5 milioni di euro un test gratuito per l’epatite C, senza ticket e senza ricetta, per tre gruppi: tutte le persone nate tra il 1969 e il 1989, le persone seguite dai servizi per le dipendenze e i detenuti. Il programma, partito in ritardo e a velocità diverse, è stato prorogato più volte e resta attivo fino al 31 dicembre 2026. Il test è un prelievo di sangue, o in alcune regioni un test rapido dal dito, che cerca gli anticorpi; se è positivo, sullo stesso campione si cerca il virus, e chi risulta infetto viene inviato al centro specialistico. Ogni regione ha le sue modalità: in alcune si prenota online o in farmacia, in altre il test viene proposto durante un prelievo fatto per altri motivi o dal medico di famiglia. Le società scientifiche chiedono di estendere lo screening ai nati tra il 1948 e il 1968, la fascia in cui si stima la maggior parte delle infezioni non diagnosticate.

Come ci si contagia e chi deve fare il test

  • Epatite A ed E: per via alimentare, con acqua o cibi contaminati; guariscono da sole e non diventano croniche, ma possono essere gravi negli anziani, in gravidanza e in chi ha già una malattia del fegato.
  • Epatite B: con il sangue, i rapporti sessuali non protetti e dalla madre al neonato; diventa cronica soprattutto se contratta da bambini.
  • Epatite C: quasi solo con il sangue. Dovrebbe fare il test chi ha ricevuto trasfusioni o emoderivati prima del 1992, chi ha fatto interventi chirurgici o cure dentistiche in condizioni non sicure, chi ha usato droghe per via iniettiva anche una sola volta, chi ha tatuaggi o piercing fatti in ambienti non controllati, chi convive con una persona infetta, e chiunque abbia le transaminasi alte senza una spiegazione.
  • Epatite Delta: colpisce solo chi ha già l’epatite B ed è la forma più aggressiva.

Vaccini e cure

Contro l’epatite B il vaccino è obbligatorio in Italia per tutti i nuovi nati dal 1991, e chi oggi ha meno di 45 anni è in gran parte protetto: è stato il primo vaccino contro un tumore, perché previene il carcinoma del fegato. È gratuito anche per gli adulti a rischio, dagli operatori sanitari ai conviventi di portatori. Contro l’epatite A esiste un vaccino raccomandato a chi viaggia in aree a rischio, a chi ha malattie croniche del fegato e ai contatti di un caso. Contro l’epatite C non c’è un vaccino, ma c’è la cura: gli antivirali ad azione diretta, compresse da prendere per otto o dodici settimane, eliminano il virus in oltre il 95 per cento dei casi, con pochi effetti collaterali, e sono rimborsati dal Servizio sanitario per tutti i pazienti dal 2017. L’epatite B cronica non si guarisce ma si tiene sotto controllo con farmaci da assumere a lungo, e per la Delta è disponibile dal 2023 il primo farmaco specifico. Chi è guarito dall’epatite C con una cirrosi deve continuare i controlli ecografici, perché il rischio di tumore non si azzera.

Fonti

  • Organizzazione mondiale della sanità, World Hepatitis Day; Global hepatitis report e strategia di eliminazione 2030
  • Istituto superiore di sanità, sistema di sorveglianza SEIEVA e piattaforma PITER, dati sulle epatiti virali in Italia
  • Ministero della Salute, screening nazionale gratuito per l’infezione da virus dell’epatite C; decreto-legge 162/2019, articolo 25-sexies, e proroghe
  • AIFA, registri di monitoraggio dei farmaci antivirali ad azione diretta
  • Associazione italiana per lo studio del fegato (AISF) e Società italiana di malattie infettive e tropicali (SIMIT), raccomandazioni sullo screening
  • Legge 27 maggio 1991 n. 165, obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite virale B

Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale contro l’AIDS, Giornata mondiale contro il cancro, Giornata mondiale del donatore di sangue.

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