Il 28 aprile è la Giornata mondiale per la sicurezza e salute sul lavoro, istituita dall’Organizzazione internazionale del lavoro nel 2003, nel giorno che i sindacati di tutto il mondo dedicavano dal 1996 alla memoria dei lavoratori morti. In Italia i numeri sono quelli di un’emergenza che non si risolve: quasi 1.200 morti sul lavoro l’anno, tre al giorno, circa 600.000 infortuni denunciati, e le malattie professionali ai livelli più alti da 26 anni. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i dati INAIL più recenti, quali settori e quali lavoratori rischiano di più, cosa prevedono le norme, dalla legge 81 alla patente a crediti, e cosa spetta a chi si fa male lavorando. Viene aggiornata ogni anno con la relazione INAIL.
Che cos’è la Giornata mondiale per la sicurezza e salute sul lavoro
L’OIL sceglie ogni anno un tema, dai cambiamenti climatici alla salute mentale sul lavoro, e chiede ai governi di rafforzare la prevenzione: dal 2022 un ambiente di lavoro sicuro e salubre è uno dei principi fondamentali del lavoro riconosciuti dall’organizzazione. In Italia le attività ricorrenti sono la pubblicazione dei dati INAIL, le iniziative dei sindacati con le commemorazioni delle vittime, gli incontri nelle scuole con il progetto dell’INAIL sulla cultura della sicurezza, i convegni delle società di medicina del lavoro e degli ordini degli ingegneri, le campagne dell’ANMIL, l’associazione dei mutilati e invalidi del lavoro, che ha anche la sua giornata nazionale la seconda domenica di ottobre.
La Giornata cade il 28 aprile ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- I morti: 1.198 nel 2025, in calo del 3 per cento rispetto all’anno precedente ma sempre oltre tre al giorno; nove su dieci sono uomini, più della metà tra i 50 e i 64 anni. Un quarto dei decessi avviene in itinere, nel tragitto casa-lavoro.
- Gli infortuni: circa 600.000 denunce nel 2025, 519.000 di lavoratori e 81.000 di studenti, in lieve aumento; gli infortuni in itinere sono oltre 104.000.
- Le malattie professionali: 98.312 denunce nel 2025, l’11 per cento in più in un anno e il massimo da 26 anni; sette su dieci sono malattie muscolo-scheletriche, seguite da quelle del sistema nervoso, dell’orecchio e dai tumori professionali, che restano i più sottodenunciati.
- I settori: le costruzioni sono il settore con più morti, 175 nel 2025, seguite dall’industria manifatturiera e dai trasporti; l’agricoltura ha il tasso più alto in rapporto agli addetti, soprattutto per i trattori.
- Chi rischia di più: i lavoratori stranieri sono il 24 per cento degli infortunati, in crescita; gli over 55, i lavoratori delle piccole imprese, dell’appalto e del lavoro irregolare, che le statistiche non vedono.
- La sanità: è tra i settori con più infortuni denunciati, per i rischi biologici, la movimentazione dei pazienti e le aggressioni.
Le norme
Il testo unico sulla sicurezza, decreto legislativo 81 del 2008, obbliga ogni datore di lavoro a valutare i rischi, formare i lavoratori, nominare il responsabile della prevenzione e il medico competente e garantire la sorveglianza sanitaria. Negli ultimi anni le novità principali sono state la patente a crediti per le imprese e gli autonomi nei cantieri, obbligatoria dall’ottobre 2024, con 30 crediti iniziali che si perdono in caso di infortuni gravi e violazioni; il rafforzamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, con nuove assunzioni e l’estensione delle competenze; la Commissione d’inchiesta parlamentare sugli infortuni; il badge di cantiere e la stretta sui subappalti dopo le stragi di Firenze e di Brandizzo. I controlli restano il punto debole: le imprese ispezionate sono una piccola frazione, e in quelle visitate le irregolarità superano il 70 per cento.
Cosa spetta a chi si fa male lavorando
- L’INAIL assicura tutti i lavoratori dipendenti e molte categorie di autonomi: dopo un infortunio o una malattia professionale paga l’indennità giornaliera dal quarto giorno, le cure, le protesi e, in caso di danno permanente, un indennizzo o una rendita; ai familiari dei lavoratori morti una rendita e un assegno una tantum.
- La denuncia: l’infortunio va comunicato subito al datore di lavoro, che ha due giorni per denunciarlo all’INAIL; la malattia professionale la denuncia il lavoratore con il certificato del medico, entro 15 giorni dalla conoscenza della malattia, ed è il passaggio che molti non fanno.
- Il medico competente e il medico di famiglia possono segnalare il sospetto di malattia professionale; i patronati assistono gratuitamente nelle pratiche.
- Il reinserimento: l’INAIL finanzia gli adattamenti del posto di lavoro e la riqualificazione; la legge prevede il diritto alla conservazione del posto.
- La prevenzione finanziata: ogni anno l’INAIL mette a bando centinaia di milioni per le imprese che investono in sicurezza, con il bando ISI, e riduce i premi alle aziende virtuose.
Cosa può fare il lavoratore
Il testo unico dà al lavoratore diritti precisi e poco conosciuti: ricevere la formazione e i dispositivi di protezione senza costi, allontanarsi da un compito che espone a un pericolo grave e immediato, eleggere il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che ha accesso al documento di valutazione dei rischi e può chiedere l’intervento della ASL, e segnalare le irregolarità all’Ispettorato o al servizio di prevenzione della ASL, anche in forma riservata. Il medico competente visita i lavoratori esposti a rischi a intervalli fissi, e il giudizio di idoneità si può contestare. Chi assiste a un infortunio chiama il 112 e non sposta l’infortunato; chi lo subisce si fa refertare al pronto soccorso, perché il certificato è l’inizio della pratica INAIL.
Fonti
- Organizzazione internazionale del lavoro, World Day for Safety and Health at Work
- INAIL, relazione annuale e dati sulle denunce di infortunio e malattia professionale, anno 2025; open data mensili
- Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro; decreto-legge 19/2024 e decreto ministeriale 132/2024 sulla patente a crediti
- Ispettorato nazionale del lavoro, rapporto annuale sull’attività di vigilanza
- ANMIL, Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro
- Società italiana di medicina del lavoro, documenti sulla sorveglianza sanitaria
Le altre pagine del calendario: Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, Giornata nazionale del personale sanitario, Giornata mondiale dell’udito.








