giovedì, 8 Ottobre 2026

Giornata nazionale per la sicurezza delle cure (17 settembre): errori, infezioni ospedaliere ed eventi avversi in Italia, e cosa può fare il paziente

Un paziente su dieci subisce un danno durante le cure e metà dei casi è evitabile: cosa rappresenta il 17 settembre, la legge 24 del 2017, le infezioni correlate all'assistenza, gli eventi sentinella e cosa può fare chi viene curato
Quando
17 settembre
Prossima edizione
17 settembre 2027
Tipo
Giornata
Promotore
Organizzazione mondiale della sanità dal 2019 (World Patient Safety Day); in Italia direttiva del Presidente del Consiglio 4 aprile 2019, Ministero della Salute, Agenas, Istituto superiore di sanità, regioni
Aggiornato il
6 Ottobre 2026
Giornata nazionale per la sicurezza delle cure, 17 settembre

Il 17 settembre è la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, istituita in Italia nel 2019 nella stessa data scelta dall’Organizzazione mondiale della sanità per la Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti. Curare comporta sempre un rischio, e una parte dei danni che i pazienti subiscono non dipende dalla malattia ma dall’assistenza: un farmaco sbagliato, un’infezione presa in ospedale, una caduta, una diagnosi arrivata tardi. Secondo l’OMS succede a un paziente su dieci, e in almeno metà dei casi si poteva evitare. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, cosa prevede la legge italiana, quali sono i numeri delle infezioni e degli eventi avversi, come funziona la gestione del rischio negli ospedali e cosa può fare il paziente. Viene aggiornata ogni anno.

Che cos’è la Giornata per la sicurezza delle cure

Il colore della Giornata è l’arancione, e il 17 settembre monumenti e ospedali si illuminano di arancione in tutto il mondo. L’OMS sceglie ogni anno un tema, dalla sicurezza dei farmaci a quella della diagnosi, dal parto alle cure per neonati e bambini. In Italia le attività ricorrenti sono l’evento nazionale del Ministero della Salute con le regioni, la presentazione delle buone pratiche raccolte dall’Osservatorio nazionale dell’Agenas, oltre 4.000 in tutto il Servizio sanitario, le iniziative degli ospedali con i cittadini, i corsi per gli operatori e le campagne delle associazioni di pazienti, a partire da Cittadinanzattiva. È anche il giorno in cui si fa il punto sulle segnalazioni degli eventi avversi.

La Giornata cade il 17 settembre ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

I numeri

  • Nel mondo: circa un paziente su dieci subisce un danno durante l’assistenza, con oltre tre milioni di morti l’anno; più della metà dei danni è prevenibile, e la metà di quelli prevenibili riguarda i farmaci.
  • Le infezioni correlate all’assistenza: secondo l’ultima rilevazione europea dell’ECDC, in Italia circa l’8 per cento dei ricoverati ha almeno un’infezione contratta in ospedale, contro una media europea del 7 per cento; le stime parlano di oltre 400.000 pazienti l’anno. Le più frequenti sono le infezioni respiratorie, urinarie, della ferita chirurgica e del sangue.
  • L’antibiotico-resistenza: l’Italia è tra i Paesi europei con più decessi attribuibili a batteri resistenti, circa 12.000 l’anno, in gran parte legati a infezioni ospedaliere.
  • Gli eventi sentinella, cioè gli eventi avversi più gravi, vengono segnalati dal 2009 al sistema nazionale SIMES: i più frequenti sono le cadute dei pazienti, seguiti dai problemi legati a interventi chirurgici e dagli atti di violenza contro gli operatori. Le segnalazioni sono molto diverse tra le regioni, e dove sono poche non significa che si sbagli meno.
  • Gli errori diagnostici: a livello internazionale pesano per una quota rilevante degli eventi avversi, e dal 2024 il Ministero ha aggiornato il monitoraggio includendo quelli legati al parto.

Cosa prevede la legge

La legge 24 del 2017, nota come legge Gelli-Bianco, ha stabilito che la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute. Ogni struttura sanitaria, pubblica e privata, deve avere una funzione di gestione del rischio clinico; ogni regione un centro per il rischio sanitario che raccoglie i dati su eventi avversi e contenzioso; a livello nazionale l’Osservatorio delle buone pratiche presso l’Agenas elabora indicazioni e linee di indirizzo. La legge ha introdotto anche l’obbligo di assicurazione per le strutture, la pubblicazione annuale dei risarcimenti e una regola importante: i verbali e gli atti delle attività di gestione del rischio non possono essere usati nei procedimenti giudiziari, perché chi segnala un errore deve poterlo fare senza paura. È il principio della cultura non punitiva: si impara dagli errori solo se emergono.

Come lavora un ospedale sul rischio

  • Le raccomandazioni ministeriali: 19 documenti che indicano come prevenire gli eventi più gravi, dall’intervento sul paziente o sul lato sbagliato alla confusione tra farmaci dal nome simile, dalle cadute al suicidio in ospedale.
  • La checklist di sala operatoria: i controlli prima, durante e dopo l’intervento, sul modello di quella dell’aviazione, che riducono complicanze e mortalità.
  • L’identificazione del paziente con il braccialetto e la doppia verifica prima di farmaci, trasfusioni e procedure.
  • L’igiene delle mani, la misura più semplice e più efficace contro le infezioni, con il consumo di gel idroalcolico usato come indicatore.
  • La segnalazione spontanea degli eventi e dei quasi eventi e l’analisi delle cause, con gli audit tra professionisti.
  • Il piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza e la formazione sulle infezioni ospedaliere finanziata dal PNRR, che ha coinvolto circa 290.000 operatori.

Cosa può fare il paziente

Il paziente non è responsabile della propria sicurezza, ma può contribuire, e gli operatori sono formati per ascoltarlo:

  • portare sempre con sé l’elenco aggiornato dei farmaci, comprese le dosi, gli integratori e le allergie;
  • dire il proprio nome e la data di nascita ogni volta che viene chiesto, anche se sembra ripetitivo: è un controllo, non una dimenticanza;
  • chiedere a cosa serve ogni farmaco nuovo e cosa fare se si salta una dose, soprattutto alla dimissione;
  • lavarsi le mani e chiedere ai visitatori di farlo; non avere timore di chiedere a un operatore se le ha igienizzate;
  • segnalare subito se qualcosa non torna: un farmaco di colore diverso dal solito, un dolore nuovo, una flebo che brucia;
  • farsi accompagnare da un familiare nei colloqui importanti e chiedere la lettera di dimissione scritta in modo comprensibile;
  • se qualcosa è andato storto, rivolgersi all’ufficio relazioni con il pubblico o al difensore civico regionale, che la legge indica come garante del diritto alla salute.

Fuori dall’ospedale

La sicurezza riguarda anche l’assistenza sul territorio, dove passano la maggior parte delle cure: gli anziani che assumono molti farmaci insieme, con il rischio di interazioni e di errori nelle dosi; le residenze per anziani, dove le infezioni e le cadute sono frequenti; l’assistenza domiciliare e la telemedicina. La revisione periodica delle terapie da parte del medico di famiglia e del farmacista è una delle misure più utili, e il fascicolo sanitario elettronico, quando è completo, evita esami ripetuti e prescrizioni incompatibili.

Fonti

  • Organizzazione mondiale della sanità, World Patient Safety Day; Global Patient Safety Action Plan 2021-2030
  • Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 4 aprile 2019, istituzione della Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita
  • Legge 8 marzo 2017 n. 24, disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita
  • Ministero della Salute, raccomandazioni per la prevenzione degli eventi sentinella e protocollo di monitoraggio SIMES
  • Agenas, Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità
  • ECDC, indagine di prevalenza puntuale sulle infezioni correlate all’assistenza negli ospedali europei (2022-2023); Istituto superiore di sanità, sorveglianza dell’antibiotico-resistenza

Le altre pagine del calendario: Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, Giornata nazionale del personale sanitario, Giornata internazionale dell’infermiere.

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