martedì, 6 Ottobre 2026

Giornata nazionale della prevenzione veterinaria (25 gennaio): One Health, zoonosi e cosa fa la sanità pubblica veterinaria

Istituita per legge nel 2025, è la ricorrenza che unisce salute umana, animale e ambiente: cosa rappresenta il 25 gennaio, cosa fanno i veterinari pubblici, le zoonosi che contano in Italia e i servizi per i cittadini
Quando
25 gennaio
Prossima edizione
25 gennaio 2027
Tipo
Giornata
Promotore
Legge 1 aprile 2025 n. 49; Ministero della Salute, FNOVI, Regioni, università di medicina veterinaria, istituti zooprofilattici
Aggiornato il
5 Ottobre 2026
Prevenzione veterinaria: Giornata nazionale del 25 gennaio

Il 25 gennaio è la Giornata nazionale della prevenzione veterinaria, istituita dalla legge 49 del 1 aprile 2025 e celebrata per la prima volta nel 2026. È una delle ricorrenze più giovani del calendario e nasce da un’idea che la pandemia ha reso evidente a tutti: la salute delle persone, quella degli animali e quella dell’ambiente sono una cosa sola, l’approccio che si chiama One Health. In Italia la sanità pubblica veterinaria è parte del Servizio sanitario nazionale, lavora dentro le ASL e controlla ogni giorno allevamenti, macelli, alimenti e malattie che passano dagli animali all’uomo. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, cosa prevede la legge, quali sono le zoonosi che contano in Italia e quali servizi veterinari pubblici esistono per i cittadini. Viene aggiornata ogni anno.

Che cos’è la Giornata nazionale della prevenzione veterinaria

La legge affida la Giornata al Ministero della Salute, alle Regioni e agli ordini professionali, con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione veterinaria e di far conoscere il ruolo dei veterinari nella tutela della salute pubblica. Il 25 gennaio ricorda la fondazione, nel 1769, della prima scuola veterinaria italiana a Torino, tra le più antiche d’Europa. Le attività ricorrenti sono le giornate aperte delle facoltà di medicina veterinaria, con visite gratuite e incontri per le scuole; le iniziative delle ASL e degli istituti zooprofilattici sperimentali sui temi della sorveglianza; le campagne della Federazione nazionale degli ordini dei veterinari sulla registrazione in anagrafe, la sterilizzazione e le vaccinazioni degli animali da compagnia; i convegni regionali sulla sicurezza alimentare. La prima edizione, nel 2026, ha coinvolto tutte le sedi universitarie e la maggior parte delle regioni.

La Giornata cade il 25 gennaio ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

Cosa fa la sanità pubblica veterinaria

I servizi veterinari delle ASL sono organizzati in tre aree: sanità animale, cioè la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive degli animali e delle zoonosi; igiene degli alimenti di origine animale, con le ispezioni nei macelli, nei caseifici e nei mercati ittici; igiene degli allevamenti e delle produzioni, dal benessere animale ai farmaci veterinari e agli antibiotici. Accanto alle ASL lavorano i dieci istituti zooprofilattici sperimentali, i laboratori pubblici che fanno le analisi e la ricerca, e il Ministero della Salute con la Direzione generale della sanità animale. In Italia i veterinari del Servizio sanitario sono circa 5.000, su oltre 30.000 iscritti agli ordini, e sono tra i profili in cui il ricambio generazionale è più difficile.

Le zoonosi che contano in Italia

  • West Nile: il virus trasmesso dalle zanzare agli uccelli e da questi all’uomo è ormai endemico nella pianura padana e si è esteso al Centro-Sud; ogni estate l’Italia registra centinaia di casi umani, tra i più alti in Europa, con decine di forme neuroinvasive. La sorveglianza integrata tra veterinari, entomologi e medici è il modello di One Health più citato.
  • Influenza aviaria: i focolai negli allevamenti avicoli e nei volatili selvatici sono seguiti dal Centro di referenza nazionale dell’istituto zooprofilattico delle Venezie; il rischio per l’uomo in Italia resta basso, ma la sorveglianza sui lavoratori esposti è stata rafforzata dopo i casi nei bovini negli Stati Uniti.
  • Peste suina africana: non colpisce l’uomo ma ha un impatto enorme sugli allevamenti e sull’export; dal 2022 l’Italia combatte i focolai nei cinghiali e nei suini con un commissario straordinario.
  • Brucellosi e tubercolosi bovina, ancora presenti in alcune aree del Sud; la rabbia, assente dal 2011 ma sorvegliata; la leishmaniosi canina, in espansione verso Nord; la salmonellosi e le altre infezioni alimentari, che i controlli nella filiera servono a prevenire.
  • L’antibiotico-resistenza: oltre la metà degli antibiotici in Europa è usata negli animali; in Italia la ricetta elettronica veterinaria e i limiti negli allevamenti hanno ridotto le vendite di oltre il 50 per cento in dieci anni.

I servizi per i cittadini

  • L’anagrafe degli animali d’affezione: l’iscrizione del cane con microchip è obbligatoria, quella del gatto lo è in un numero crescente di regioni; dal 2024 esiste il Sistema informativo nazionale degli animali da compagnia che unifica le anagrafi regionali. L’iscrizione si fa dal veterinario o al servizio veterinario della ASL.
  • Il passaporto per viaggiare con l’animale in Europa, rilasciato dalla ASL, e la vaccinazione antirabbica obbligatoria per l’espatrio.
  • Il canile sanitario e il servizio di pronto intervento per gli animali randagi o feriti, di competenza dei comuni e delle ASL.
  • Le segnalazioni: morsi di cane, animali selvatici trovati morti (importanti per la sorveglianza di West Nile e aviaria), sospetti di maltrattamento, alimenti di origine animale non sicuri.
  • I controlli negli allevamenti e nei macelli, le certificazioni per il commercio, la vigilanza sulle farmacie veterinarie.

Cosa può fare chi ha un animale

  • Registrare cane e gatto in anagrafe con il microchip e tenere aggiornati i dati: è il modo per ritrovarli se si perdono e per far funzionare la sorveglianza.
  • Fare le vaccinazioni e le profilassi antiparassitarie consigliate dal veterinario, compresa quella contro la leishmaniosi nelle aree a rischio e contro la filariosi al Nord.
  • Sterilizzare, per limitare il randagismo e alcune malattie; non abbandonare, che è reato.
  • Non dare antibiotici agli animali senza prescrizione e non usare quelli avanzati: la resistenza passa dagli animali alle persone.
  • Segnalare alla ASL gli uccelli e i mammiferi selvatici trovati morti senza toccarli, e i morsi di animali.

Fonti

  • Legge 1 aprile 2025 n. 49, istituzione della Giornata nazionale della prevenzione veterinaria
  • Ministero della Salute, Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari; Piano nazionale integrato dei controlli
  • Istituto superiore di sanità e istituti zooprofilattici sperimentali, sorveglianza integrata West Nile e Usutu, bollettini estivi; Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria
  • Federazione nazionale degli ordini dei veterinari italiani (FNOVI), materiali della Giornata e dati sugli iscritti
  • EMA, rapporto ESVAC sulle vendite di antibiotici veterinari in Europa
  • Regione Piemonte, università di Torino, Bologna, Padova, Perugia, Teramo, Bari e Camerino, programmi della prima edizione (25 gennaio 2026)

Le altre pagine del calendario: Settimana mondiale sulla resistenza antimicrobica, Giornata mondiale della polmonite, Campagna di vaccinazione antinfluenzale.

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