Ogni anno all’inizio di ottobre parte in Italia la campagna di vaccinazione antinfluenzale, che prosegue fino a dicembre e, dove serve, fino a gennaio. La organizza il Ministero della Salute con una circolare pubblicata in estate, e la attuano le regioni, i medici di famiglia, i pediatri e le farmacie. L’influenza non è un raffreddore: nelle stagioni più intense colpisce in Italia oltre 15 milioni di persone e causa, direttamente o attraverso le sue complicanze, migliaia di morti, soprattutto tra gli anziani e i malati cronici. Questa pagina spiega come funziona la campagna, a chi è raccomandato e offerto gratuitamente il vaccino antinfluenzale, quali vaccini esistono, dove e quando farlo e quanto si vaccinano gli italiani. Viene aggiornata ogni anno con la nuova circolare e con i dati delle coperture.
Che cos’è la campagna antinfluenzale
La campagna segue il calendario del virus. L’Organizzazione mondiale della sanità decide a febbraio quali ceppi mettere nei vaccini dell’emisfero nord, le aziende li producono in primavera ed estate, il Ministero pubblica tra giugno e luglio la circolare con le raccomandazioni e le regioni ordinano le dosi. Da ottobre il vaccino è disponibile e la vaccinazione va fatta prima che il virus cominci a circolare in modo sostenuto, di solito tra dicembre e gennaio, perché la protezione arriva circa due settimane dopo l’iniezione e dura per tutta la stagione.
Le attività tipiche della campagna sono l’offerta attiva da parte dei medici di famiglia e dei pediatri, che chiamano i propri assistiti a rischio; le giornate di vaccinazione aperte nelle ASL e nelle farmacie; la campagna di comunicazione nazionale e quelle regionali; la sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, che da metà ottobre pubblica ogni settimana l’andamento dei casi e la circolazione dei virus.
Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
Vaccino antinfluenzale: a chi è raccomandato e gratuito
Il vaccino è raccomandato a tutti dai sei mesi di età in su e viene offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale a chi rischia di più o può trasmettere l’influenza a persone fragili:
- le persone dai 60 anni in su (fino a qualche anno fa la soglia era 65, poi abbassata);
- i bambini dai 6 mesi ai 6 anni;
- le donne in gravidanza e nel periodo dopo il parto, in qualsiasi trimestre;
- le persone di ogni età con malattie croniche: respiratorie, cardiache, diabete, obesità, malattie renali ed epatiche, tumori, immunodepressione, malattie neurologiche, e chi convive o assiste queste persone;
- gli ospiti delle strutture residenziali e le persone ricoverate per lunghi periodi;
- medici, infermieri e tutto il personale sanitario e sociosanitario;
- le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, il personale della scuola e di altri servizi essenziali, i donatori di sangue, chi lavora a contatto con animali, in particolare negli allevamenti di pollame e suini, per il rischio di virus animali.
Chi non rientra in queste categorie può comunque vaccinarsi, acquistando il vaccino in farmacia con ricetta o, in molte regioni, ricevendolo nelle farmacie a prezzo convenzionato.
I vaccini disponibili
I vaccini antinfluenzali sono tutti trivalenti da alcune stagioni, perché contengono due virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e uno di tipo B del lignaggio Victoria: il lignaggio B/Yamagata non circola più dal 2020 ed è stato eliminato. Esistono diverse formulazioni:
- i vaccini inattivati standard, prodotti su uova o su colture cellulari, per tutte le età dai 6 mesi;
- i vaccini potenziati per gli anziani: il vaccino adiuvato, che contiene una sostanza che rafforza la risposta immunitaria, e il vaccino ad alto dosaggio, con una quantità quadrupla di antigene. Il Ministero li raccomanda in via preferenziale alle persone dai 60 anni, perché con l’età la risposta al vaccino standard si riduce;
- il vaccino ricombinante, prodotto senza uova né virus;
- il vaccino spray nasale, a virus vivo attenuato, per bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni, che evita l’iniezione.
Tutti i vaccini possono essere somministrati insieme a quello contro il Covid, allo pneumococco, all’herpes zoster e, per gli anziani, al vaccino contro il virus respiratorio sinciziale, che diverse regioni offrono dai 75 anni o ai fragili dai 60. Gli effetti collaterali sono in genere lievi e passano in uno o due giorni: dolore nel punto dell’iniezione, febbre leggera, stanchezza. L’allergia all’uovo non è più una controindicazione, salvo reazioni gravi in passato.
Dove e quando farlo
- Dal medico di famiglia e dal pediatra, che hanno le dosi in studio e sono il canale principale per gli over 60 e i malati cronici.
- In farmacia, dove gli adulti dai 18 anni possono vaccinarsi senza prenotazione dall’ASL, con il farmacista, gratis se rientrano nelle categorie a rischio.
- Negli ambulatori vaccinali delle ASL, su prenotazione, in particolare per i bambini e per le donne in gravidanza.
- In ospedale, per i pazienti ricoverati o in cura e per il personale.
Il momento migliore è tra metà ottobre e fine novembre, ma vaccinarsi a dicembre o anche a gennaio ha ancora senso, perché il picco dell’influenza in Italia arriva di solito tra fine dicembre e fine gennaio e la circolazione prosegue fino a marzo. Il vaccino va ripetuto ogni anno, perché i virus cambiano e la protezione cala nel tempo.
Quanto si vaccinano gli italiani
Le coperture sono il punto debole della campagna. Nella stagione 2024-2025 si è vaccinato il 52,5 per cento degli over 65, in lieve calo rispetto all’anno prima e lontano dall’obiettivo minimo del 75 per cento e da quello ottimale del 95; nella popolazione generale la copertura è stata del 19,6 per cento, con oltre 11 milioni di dosi somministrate. Le differenze tra regioni superano i 25 punti: tra gli anziani si va dal 64 per cento dell’Umbria al 33 della provincia di Bolzano. Nella stessa stagione, la più intensa da quando esiste la sorveglianza, con oltre 16 milioni di casi stimati, più di tre casi gravi su quattro hanno riguardato persone non vaccinate. La stagione 2025-2026, dominata da una nuova variante del virus A/H3N2, ha avuto un avvio precoce e ha superato i 10 milioni di casi.
Fonti
- Ministero della Salute, circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027”, giugno 2026, e circolari delle stagioni precedenti
- Ministero della Salute, coperture vaccinali antinfluenzali per stagione, per fascia di età e regione
- AIFA, vaccini antinfluenzali autorizzati per la stagione 2026-2027
- Istituto superiore di sanità, sorveglianza RespiVirNet, rapporti settimanali e di fine stagione; sorveglianza dei casi gravi di influenza
- Organizzazione mondiale della sanità, raccomandazioni sulla composizione dei vaccini antinfluenzali per l’emisfero nord
- Istituto superiore di sanità, sorveglianza PASSI e PASSI d’Argento, vaccinazione antinfluenzale
Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale della polmonite, Giornata mondiale della BPCO, Settimana mondiale sulla resistenza antimicrobica.







