martedì, 6 Ottobre 2026

Gennaio, mese della prevenzione del tumore del collo dell’utero: screening HPV gratuito, età, vaccino e obiettivo eliminazione

Circa 2.400 nuovi casi l'anno in Italia e un tumore che si può eliminare: chi ha diritto allo screening gratuito e a che età, il test HPV, la vaccinazione e a che punto è l'Italia rispetto all'obiettivo OMS
Quando
Tutto gennaio
Prossima edizione
1 gennaio 2027 - 31 gennaio 2027
Tipo
Mese
Promotore
Uso internazionale (Cervical Cancer Awareness Month), rilanciato in Europa dall'ECDC; in Italia Osservatorio nazionale screening, Fondazione Onda, LILT e le Regioni; 17 novembre Giornata OMS per l'eliminazione
Aggiornato il
5 Ottobre 2026
Tumore del collo dell'utero: mese della prevenzione e screening HPV

Gennaio è, per uso internazionale, il mese della prevenzione del tumore del collo dell’utero. È una ricorrenza diversa da tutte le altre del calendario oncologico, perché riguarda l’unico tumore che il mondo si è impegnato a eliminare: l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato nel 2020 una strategia con tre obiettivi numerici e una data. In Italia il tumore della cervice uterina colpisce circa 2.400 donne l’anno, un numero in calo da decenni grazie allo screening, ma con una quota di diagnosi evitabili ancora alta e con grandi differenze tra regioni. Questa pagina spiega cosa rappresenta il mese, chi ha diritto allo screening gratuito e a che età, come funzionano il Pap test e il test HPV, a chi è offerto il vaccino e a che punto è l’Italia rispetto all’obiettivo dell’eliminazione. Viene aggiornata ogni anno con i dati dell’Osservatorio nazionale screening e del Ministero.

Che cosa rappresenta il mese della prevenzione del tumore del collo dell’utero

Il mese nasce negli Stati Uniti e si è diffuso in Europa, dove il Centro europeo per il controllo delle malattie lo usa per rilanciare la vaccinazione contro il papillomavirus. Il colore è il verde acqua, e il simbolo la coccarda bianca e verde. In Italia le attività ricorrenti sono le campagne regionali per lo screening, con le lettere di invito e le aperture straordinarie dei consultori; gli Open Day di Fondazione Onda negli ospedali con i Bollini Rosa; le iniziative della LILT e delle associazioni di pazienti; la pubblicazione dei dati di adesione da parte dell’Osservatorio nazionale screening. Il 17 novembre, anniversario della strategia OMS, è la Giornata mondiale per l’eliminazione del tumore del collo dell’utero.

Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • Nuovi casi: circa 2.400 l’anno, in calo costante; l’età media alla diagnosi è intorno ai 50 anni. La sopravvivenza a cinque anni è di circa il 68 per cento, molto più alta quando il tumore viene scoperto dallo screening in fase iniziale o, meglio ancora, quando viene trattata la lesione precancerosa.
  • La causa: quasi tutti i casi sono dovuti a un’infezione persistente da papillomavirus umano (HPV), un virus molto comune che si trasmette per via sessuale e che nella grande maggioranza dei casi il sistema immunitario elimina da solo. Tra l’infezione e il tumore passano in genere dieci-quindici anni: è la finestra in cui lo screening funziona.
  • Lo screening: dal 2020 al 2024 la quota di donne che partecipa è salita dal 23 al 51 per cento secondo il rapporto AIOM-AIRTUM sui numeri del cancro, ma con divari profondi tra Nord e Sud e tra programmi organizzati e prevenzione fatta privatamente.
  • Il vaccino: al 31 dicembre 2024 aveva completato il ciclo il 71 per cento delle ragazze nate nel 2009 e il 64 per cento di quelle nate nel 2011; tra i ragazzi nati nel 2011 il 56 per cento. L’obiettivo del piano vaccinale è il 95 per cento, e nessuna regione lo raggiunge.

Lo screening: chi ha diritto e a che età

Lo screening del tumore del collo dell’utero è un livello essenziale di assistenza: tutte le donne tra i 25 e i 64 anni hanno diritto a riceverlo gratuitamente dal Servizio sanitario, con una lettera di invito della ASL e senza impegnativa. Il test cambia con l’età:

  • dai 25 ai 29 anni il Pap test, ogni tre anni, che cerca al microscopio le cellule alterate;
  • dai 30 ai 64 anni il test HPV, ogni cinque anni, che cerca il DNA del virus. Se è positivo, sullo stesso prelievo si fa il Pap test di triage e, se necessario, la colposcopia. Quasi tutte le regioni hanno completato il passaggio al test HPV come esame principale, come previsto dal piano nazionale della prevenzione.

Per le donne vaccinate da adolescenti il protocollo prevede di iniziare lo screening a 30 anni direttamente con il test HPV, e alcune regioni stanno sperimentando intervalli più lunghi. Chi ha superato i 64 anni senza mai aver fatto un test può chiederlo al consultorio. L’autoprelievo vaginale, che la donna fa da sola con un kit inviato a casa, è usato in diverse regioni per raggiungere chi non risponde agli inviti: la sensibilità è paragonabile a quella del prelievo in ambulatorio.

Il vaccino

Il vaccino contro l’HPV è offerto gratuitamente a ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di vita, con due dosi, e resta gratuito, con tre dosi, fino ai 26 anni per le donne e in molte regioni fino ai 18 per gli uomini; è gratuito anche per le donne di qualsiasi età trattate per lesioni precancerose, per le persone con HIV e per gli uomini che fanno sesso con uomini. Il vaccino 9-valente protegge dai tipi di virus responsabili di circa il 90 per cento dei tumori del collo dell’utero e di una quota rilevante di tumori di ano, vulva, vagina, pene e orofaringe, oltre che dai condilomi. Nei Paesi che hanno vaccinato per primi, come l’Australia e la Svezia, i tumori nelle donne vaccinate da ragazze sono quasi scomparsi.

L’obiettivo dell’eliminazione

La strategia OMS del 2020 chiede a ogni Paese di raggiungere entro il 2030 tre traguardi, il “90-70-90”: il 90 per cento delle ragazze vaccinate entro i 15 anni, il 70 per cento delle donne sottoposte a un test di screening ad alte prestazioni entro i 35 anni e di nuovo entro i 45, il 90 per cento delle donne con lesioni o tumore trattate. Un tumore si considera eliminato come problema di sanità pubblica quando scende sotto i 4 casi ogni 100.000 donne l’anno. L’Italia è vicina su screening e trattamento nelle regioni del Nord e lontana sul vaccino ovunque; il Piano europeo contro il cancro ha fatto propri gli stessi obiettivi.

Cosa può fare ogni donna

  • Rispondere alla lettera di invito della ASL o, se non arriva, chiamare il centro screening o il consultorio: il test è gratuito tra i 25 e i 64 anni.
  • Vaccinare figlie e figli a 11-12 anni, anche se la scuola o il pediatra non lo propongono attivamente; il recupero è possibile anche dopo.
  • Non interrompere lo screening dopo il vaccino: protegge dalla maggior parte dei tipi di virus, non da tutti.
  • Prestare attenzione ai segnali che richiedono una visita senza aspettare l’invito: sanguinamenti tra una mestruazione e l’altra, dopo i rapporti o dopo la menopausa, perdite insolite, dolore pelvico persistente.

Fonti

Le altre pagine del calendario: Ottobre rosa e screening mammografico, Giornata mondiale contro il cancro, Giornata mondiale contro l’AIDS.

Ultime notizie su questo tema