venerdì, 2 Ottobre 2026

Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre): i numeri, la riforma e cosa deve garantire la sanità

Circa tre milioni di persone con limitazioni gravi, una su tre vive sola, meno di una scuola su due accessibile: cosa rappresenta il 3 dicembre, a che punto è la riforma e cosa spetta dal Servizio sanitario
Quando
3 dicembre
Prossima edizione
3 dicembre 2026
Tipo
Giornata
Promotore
Nazioni Unite, risoluzione 47/3 del 1992; in Italia Ministro per le disabilità, Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, FISH e FAND
Aggiornato il
2 Ottobre 2026
Giornata internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità, proclamata dalle Nazioni Unite nel 1992 per promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e per far conoscere la loro condizione. In Italia riguarda circa tre milioni di persone con limitazioni gravi nelle attività quotidiane, e cade in un momento particolare: la riforma della disabilità, che cambia il modo in cui la disabilità viene accertata e introduce il progetto di vita, è in sperimentazione in venti province e diventerà nazionale dal 2027. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri, cosa prevede la riforma e cosa il Servizio sanitario deve garantire alle persone con disabilità. Viene aggiornata ogni anno.

Che cos’è la Giornata internazionale delle persone con disabilità

La Giornata si fonda sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006, che l’Italia ha ratificato nel 2009 e che ha cambiato la prospettiva: la disabilità non è una caratteristica della persona ma il risultato dell’incontro tra una condizione di salute e le barriere dell’ambiente. Ogni anno le Nazioni Unite propongono un tema, ma il senso resta lo stesso: accessibilità, inclusione, partecipazione.

In Italia le attività ricorrenti sono la pubblicazione dei dati ISTAT sulla condizione delle persone con disabilità, le iniziative del Ministro per le disabilità e dell’Osservatorio nazionale, gli eventi delle federazioni FISH e FAND e delle associazioni di patologia, le aperture straordinarie di musei e luoghi di cultura con percorsi accessibili, le iniziative nelle scuole. Negli ospedali e nelle ASL è l’occasione per presentare i percorsi dedicati, come i servizi DAMA di accoglienza ospedaliera per le persone con disabilità intellettiva.

La Giornata cade il 3 dicembre ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • Le persone con limitazioni gravi nelle attività abituali, cioè che hanno difficoltà serie a svolgere le attività di tutti i giorni, sono circa 2,9 milioni secondo l’ISTAT, il 5 per cento della popolazione. La maggioranza sono anziani: oltre i 75 anni ne è colpita più di una persona su cinque. Il 30 per cento vive da solo.
  • A scuola: gli alunni con disabilità sono 359.000, il 4,5 per cento degli iscritti, in crescita costante; quasi un terzo ha bisogno di ausili didattici. Solo il 41 per cento delle scuole è accessibile per chi ha una disabilità motoria, il 17 per cento ha segnalazioni visive per chi non sente e l’1 per cento mappe tattili per chi non vede.
  • Al lavoro: è occupata circa una persona con disabilità su tre tra i 15 e i 64 anni, contro quasi due su tre nel resto della popolazione.
  • I posti letto nelle strutture residenziali socio-assistenziali per persone con disabilità sono circa 31.000.
  • La spesa: i comuni spendono per la disabilità circa 54 miliardi di euro l’anno, in crescita, ma con divari enormi: da 2.740 euro per persona nel Nord-est a 1.070 nel Sud. Le persone con invalidità civile che ricevono una prestazione dall’INPS sono oltre 3 milioni.

La riforma della disabilità

La legge delega 227 del 2021 e il decreto legislativo 62 del 2024 riscrivono il sistema. I cambiamenti principali:

  • la valutazione di base, cioè l’accertamento, passa interamente all’INPS, con un procedimento unico che sostituisce le molte visite oggi necessarie (invalidità civile, legge 104, disabilità ai fini del collocamento, cecità, sordità), e il certificato medico introduttivo diventa il documento con cui tutto inizia;
  • la condizione di disabilità viene descritta con la classificazione internazionale del funzionamento (ICF) dell’OMS, non solo con la percentuale di invalidità, e tiene conto del contesto e del bisogno di sostegno, che può essere lieve, medio, elevato o molto elevato;
  • il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato: la persona, se lo chiede, ha diritto a un progetto che mette insieme tutti gli interventi, sanitari, sociali, scolastici, lavorativi e abitativi, con un budget di progetto e un referente; è la novità più attesa e quella più difficile da attuare, perché richiede che ASL e comuni lavorino insieme;
  • l’accomodamento ragionevole, che la persona può chiedere a una pubblica amministrazione o a un privato quando una regola o una prassi la ostacola, e il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituito nel 2024, a cui segnalare le discriminazioni.

La sperimentazione è partita nel 2025 in nove province (Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste) ed è stata estesa dal 30 settembre 2025 ad altre undici (Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, Trento e Valle d’Aosta). L’avvio su tutto il territorio nazionale, previsto per il 2026, è stato spostato al 1 gennaio 2027. Nel frattempo in tutte le altre province restano in vigore le procedure attuali.

Cosa deve garantire il Servizio sanitario

  • Ausili e protesi: il nomenclatore dei livelli essenziali di assistenza, aggiornato nel 2017 e in vigore con le nuove tariffe dal 2024, elenca carrozzine, protesi, comunicatori, apparecchi acustici e altri dispositivi forniti dalla ASL su prescrizione dello specialista.
  • Riabilitazione e assistenza domiciliare, con i piani personalizzati; l’assistenza protesica e integrativa; le esenzioni dal ticket per invalidità.
  • L’accoglienza in ospedale: i percorsi DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), nati a Milano e diffusi in molte regioni, con accesso facilitato, tempi dedicati e la possibilità per il caregiver di restare accanto alla persona; le linee guida sul consenso informato e sulle cure per chi ha una disabilità intellettiva.
  • Il caregiver familiare, la persona che si prende cura di un familiare con disabilità, è riconosciuto dalla legge dal 2017 ma attende ancora una legge quadro nazionale con tutele definite; alcune regioni hanno proprie norme.
  • Per le famiglie, i permessi e i congedi della legge 104 del 1992, le agevolazioni fiscali, il contrassegno per la mobilità, e la legge sul “dopo di noi” del 2016 per il futuro delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

Fonti

  • Nazioni Unite, risoluzione 47/3 del 14 ottobre 1992; Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (2006), legge di ratifica 18 del 2009
  • ISTAT, “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, infografiche e dati, dicembre 2025; indagine sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, anno scolastico 2024-2025
  • Legge 22 dicembre 2021 n. 227; decreto legislativo 3 maggio 2024 n. 62; decreto legislativo 5 febbraio 2024 n. 20 (Garante nazionale); decreto Milleproroghe 2026 sulla sperimentazione
  • Ministro per le disabilità, Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, resoconti 2025-2026
  • INPS, prestazioni per invalidità civile, dati 2025
  • DPCM 12 gennaio 2017, nuovi livelli essenziali di assistenza, nomenclatore dell’assistenza protesica

Le altre pagine del calendario di dicembre: Giornata mondiale contro l’AIDS, Giornata della copertura sanitaria universale, Giornata nazionale delle cure palliative.

Ultime notizie su questo tema