venerdì, 2 Ottobre 2026

Giornata mondiale della polmonite (12 novembre): chi rischia di più, il vaccino antipneumococcico e i segnali da non ignorare

Cosa rappresenta la Giornata mondiale della polmonite, quante persone colpisce in Italia, perché anziani e fragili rischiano di più, chi ha diritto al vaccino gratis e quando andare in pronto soccorso
Quando
12 novembre
Prossima edizione
12 novembre 2026
Tipo
Giornata
Promotore
Global Coalition against Child Pneumonia, oggi Every Breath Counts
Aggiornato il
2 Ottobre 2026
Giornata mondiale della polmonite

Il 12 novembre è la Giornata mondiale della polmonite, istituita nel 2009 da una coalizione internazionale nata per combattere la polmonite infantile, che nel mondo resta la prima causa infettiva di morte sotto i cinque anni. In Italia, dove le morti dei bambini sono rare, la polmonite è soprattutto una malattia degli anziani e dei fragili: decine di migliaia di ricoveri l’anno e migliaia di decessi, in gran parte prevenibili con le vaccinazioni e con una diagnosi tempestiva. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, chi ha diritto al vaccino gratuito e quali segnali richiedono di andare in pronto soccorso. Viene aggiornata ogni anno.

Che cos’è la Giornata mondiale della polmonite

L’obiettivo originario è ridurre le morti infantili nei Paesi poveri con vaccini, antibiotici e ossigeno; nei Paesi ricchi la Giornata è diventata l’occasione per parlare di prevenzione negli anziani e nei malati cronici, cioè nelle persone in cui una polmonite può essere fatale. In Italia non c’è una campagna nazionale unica: le società di pneumologia e di malattie infettive, le ASL e le farmacie la usano per promuovere le vaccinazioni autunnali, antinfluenzale e antipneumococcica, che partono proprio in quelle settimane.

La Giornata cade il 12 novembre ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

La polmonite in Italia

La polmonite è un’infezione del tessuto polmonare causata da batteri, virus o, più raramente, funghi. Il batterio più frequente è lo pneumococco; tra i virus l’influenza, il Covid e il virus respiratorio sinciziale; nei bambini e nei giovani il Mycoplasma, che nel 2024 ha provocato un’ondata di polmoniti pediatriche con accessi in pronto soccorso raddoppiati in alcune regioni.

  • Ricoveri: le stime correnti parlano di oltre 100.000 ricoveri l’anno per polmonite, e di diverse migliaia di decessi; nel 2023 la mortalità per polmonite e influenza è cresciuta del 15 per cento rispetto all’anno precedente.
  • Chi rischia di più: gli over 65, chi ha malattie croniche (BPCO, scompenso, diabete, insufficienza renale), chi è immunodepresso, i fumatori, chi vive in strutture residenziali.
  • Legionellosi: la polmonite da Legionella, che si contrae da acqua contaminata (impianti idrici, condizionatori, docce), è in crescita: oltre 4.600 casi nel 2024, il 18 per cento in più dell’anno precedente, con una letalità superiore al 13 per cento. Età media 70 anni, due terzi uomini.
  • Resistenze: lo pneumococco è resistente ai macrolidi (eritromicina) in oltre un quarto dei casi, in crescita, mentre resta sensibile alle cefalosporine (vedi la pagina sulla Settimana sulla resistenza antimicrobica).

Il vaccino antipneumococcico: chi ne ha diritto

È la misura di prevenzione più efficace e la meno usata. Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale lo offre gratuitamente:

  • a tutti i 65enni, con chiamata attiva in molte regioni;
  • agli adulti di qualsiasi età con malattie croniche o immunodepressione: cardiopatie, malattie respiratorie, diabete, malattie renali ed epatiche, asplenia, tumori, HIV;
  • ai bambini, nel calendario del primo anno di vita.

Il vaccino di riferimento per l’adulto è il coniugato a 20 valenze, in dose singola, che non va ripetuto; dal 2025 è disponibile anche un vaccino a 21 valenze mirato ai ceppi dell’adulto. Si fa negli ambulatori vaccinali delle ASL, dal medico di famiglia e in molte regioni in farmacia, anche insieme all’antinfluenzale. Le coperture restano lontane dall’obiettivo del 75 per cento negli over 65: è il motivo per cui la Giornata insiste su questo punto.

Per gli over 60 esiste da poco anche il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale: raccomandato dalle società scientifiche, non ancora offerto in modo uniforme dalle regioni. Per i neonati nelle prime settimane di vita l’anticorpo monoclonale contro lo stesso virus è ormai offerto in tutta Italia.

I segnali da non ignorare

Una polmonite va sospettata quando a tosse e febbre si aggiungono respiro corto o affannoso, dolore al torace che aumenta respirando, catarro giallo-verde o con sangue, e nell’anziano anche solo confusione improvvisa, sonnolenza o inappetenza senza febbre. Serve il pronto soccorso, o il 112, se la frequenza respiratoria è alta (più di 30 atti al minuto), se la saturazione misurata con il saturimetro scende sotto 92 per cento, se c’è confusione, se la pressione è bassa, se la persona ha più di 65 anni e peggiora rapidamente. La diagnosi si fa con la visita e la radiografia del torace; la terapia antibiotica va iniziata presto e completata, anche quando i sintomi migliorano.

La polmonite nei bambini

Nei bambini la polmonite è frequente e nella grande maggioranza dei casi guarisce a casa. Le cause cambiano con l’età: virus nei più piccoli, pneumococco e Mycoplasma in età scolare. Il Mycoplasma, che si cura con antibiotici diversi da quelli abituali, torna a ondate ogni pochi anni, come nel 2024. I segnali che richiedono il pediatra o il pronto soccorso sono il respiro rapido e faticoso, i rientramenti tra le costole, la febbre alta che non scende, il rifiuto di bere, la sonnolenza. La vaccinazione antipneumococcica del primo anno di vita ha fatto crollare le forme gravi nei bambini e, di riflesso, nei nonni.

Cosa fare, in pratica

  • Dopo i 65 anni o con una malattia cronica: vaccino antipneumococcico una volta nella vita e antinfluenzale ogni autunno.
  • Non fumare: il fumo distrugge le difese dei bronchi ed è il primo fattore di rischio modificabile.
  • Nelle case e nelle strutture con impianti vecchi: far scorrere l’acqua calda a più di 50 gradi e pulire soffioni e filtri, contro la Legionella.
  • Con tosse e febbre che non passano in tre giorni, o con fiato corto, consultare il medico senza aspettare.

Fonti

  • Every Breath Counts, World Pneumonia Day
  • ISTAT, cause di morte, anno 2023
  • Istituto superiore di sanità, Bollettino epidemiologico nazionale, legionellosi in Italia nel 2024; sorveglianza AR-ISS 2024 su Streptococcus pneumoniae
  • Ministero della Salute, Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025
  • AIFA, autorizzazione del vaccino antipneumococcico 21-valente (2025)
  • Calendario per la Vita, raccomandazioni sul vaccino contro il virus respiratorio sinciziale
  • Linee guida sulla polmonite acquisita in comunità, criteri clinici di gravità

Le altre pagine del calendario di novembre: Giornata mondiale della BPCO, Settimana sulla resistenza antimicrobica, Giornata mondiale della prematurità.

Ultime notizie su questo tema