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Prix Galien Italia 2026: doppio riconoscimento per Johnson & Johnson nell’innovazione in ematologia

06/11/2026 Industria
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Johnson & Johnson è stata premiata con ciltacabtagene autoleucel nella categoria ATMP e farmaci modificanti il genoma e con daratumumab nella categoria Real World Evidence. Ha ricevuto anche una menzione speciale con amivantamab nella categoria oncologia ed emato-oncologia.

Milano, 6 novembre 2026 – Due premi nella stessa area terapeutica, che fotografano le due fasi in cui si misura l’innovazione: lo sviluppo di nuove terapie e la conferma del loro valore negli anni, nella pratica clinica. Al Prix Galien Italia 2026 Johnson & Johnson ha ottenuto due riconoscimenti nel mieloma multiplo. Ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel), terapia a base di cellule T con recettore dell’antigene chimerico (CAR-T), ha vinto nella categoria Advanced Therapy Medicinal Products (ATMP) e farmaci modificanti il genoma; daratumumab, anticorpo monoclonale anti-CD38, nella categoria Real World Evidence. I premi sono stati consegnati il 3 novembre a Torino, a Palazzo Madama.

Il Prix Galien nasce in Francia nel 1970 e premia ogni anno i farmaci e le tecnologie che hanno segnato un progresso concreto nella cura delle persone. Per questo è considerato uno dei riconoscimenti più autorevoli nella ricerca farmaceutica. Nell’edizione italiana i vincitori sono scelti da un Comitato Scientifico di farmacologi e clinici di università italiane.

Insieme, i due riconoscimenti descrivono il valore dell’innovazione lungo l’intero percorso di cura: dalla disponibilità di nuove opzioni terapeutiche alla loro validazione nella pratica clinica quotidiana.

“Per noi innovare significa affrontare i bisogni clinici ancora insoddisfatti e creare le condizioni perché l’innovazione arrivi davvero ai pazienti, quando ne hanno bisogno, in maniera tempestiva e su tutto il territorio nazionale. Il valore dell’innovazione terapeutica si misura nell’impatto che questa ha sui pazienti e, in una prospettiva di lungo termine, per l’impatto positivo sul sistema sanitario del Paese. Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo riconoscimento, che valorizza un impegno che in Italia passa dalla ricerca clinica, dal dialogo con le istituzioni e dalla collaborazione con i centri di cura. Vogliamo continuare a collaborare con tutti gli attori del sistema salute perché i pazienti possano beneficiare sempre più rapidamente delle terapie disponibili”, ha dichiarato Jacopo Murzi, Amministratore Delegato Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia.

L’impegno di Johnson & Johnson è rivolto sempre più alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, in grado di rispondere alle esigenze di cura dei pazienti e a patologie per le quali le opzioni di trattamento sono limitate.

ATMP: ciltacabtagene autoleucel, terapia CAR-T a singola infusione nel mieloma multiplo

Cilta-cel rappresenta un’importante innovazione nel mieloma multiplo recidivato e refrattario. È una terapia CAR-T personalizzata, diretta contro l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA) e somministrata con una singola infusione. È indicata in pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che hanno ricevuto almeno una precedente terapia, inclusi un agente immunomodulante e un inibitore del proteasoma, nei quali si è verificata progressione della malattia durante l’ultima terapia e sono refrattari a lenalidomide.

Gli studi clinici hanno dimostrato non soltanto un miglioramento del controllo di malattia, ma anche una riduzione statisticamente significativa del rischio di morte rispetto ai regimi standard di confronto. Nello studio CARTITUDE-4, a un follow-up mediano di 33,6 mesi, una singola infusione ha ridotto del 71% il rischio di progressione o morte e del 45% il rischio di morte. Questi risultati hanno portato AIFA a riconoscerne l’innovatività terapeutica.

Rimborsato nel nostro Paese da quest’anno, il farmaco può quindi cambiare significativamente la gestione del mieloma avanzato: da una sequenza di trattamenti continuativi si passa a un approccio cellulare a singola somministrazione, capace in una quota significativa di pazienti di portare a remissioni profonde, durature e lasciare il paziente potenzialmente libero da trattamento per periodi prolungati.

Real World Evidence: daratumumab, il valore confermato nella pratica clinica

Daratumumab, anticorpo monoclonale diretto contro la proteina CD38, rappresenta una delle principali innovazioni terapeutiche nel mieloma multiplo. In quasi dieci anni di impiego ha contribuito a ridefinire gli standard di cura della malattia, dal setting recidivato fino alla prima linea.

Rimborsato in Italia dal 2017, daratumumab presenta oggi sei diverse indicazioni nel mieloma multiplo, un percorso che si è recentemente ampliato con l’introduzione della rimborsabilità della combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone (D-VRd) per i pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi. A supporto del valore di questa combinazione, le analisi basate sulla modellizzazione dei dati stimano una sopravvivenza libera da progressione mediana di circa 17,1 anni nei pazienti eleggibili al trapianto e circa 8,3 anni nei pazienti non eleggibili al trapianto.

Il premio Real World Evidence riconosce ciò che è accaduto dopo l’approvazione. L’ampia diffusione del trattamento nella pratica clinica ha generato nel corso degli anni un rilevante patrimonio di evidenze real world, raccolte in differenti contesti assistenziali. Questi dati hanno confermato, nella pratica clinica reale e in popolazioni di pazienti più ampie ed eterogenee rispetto a quelle incluse nei trial registrativi, l’efficacia e la tollerabilità di daratumumab evidenziando al contempo un impatto positivo anche sul piano organizzativo e sulla gestione dei percorsi di cura. È questa continuità tra sperimentazione e pratica quotidiana ad aver sostenuto il consolidamento di daratumumab come componente fondamentale degli attuali algoritmi terapeutici del mieloma. Un esempio concreto di come la Real World Evidence possa integrare le evidenze sperimentali e generare benefici per pazienti, professionisti sanitari e sistema sanitario.

“Da molti anni l’onco-ematologia è al centro della nostra ricerca, con un obiettivo ambizioso: rendere malattie un tempo considerate incurabili condizioni sempre più gestibili. Il mieloma multiplo è l’esempio più evidente di questo percorso: si tratta di un’area dove abbiamo lavorato per fornire diversi approcci terapeutici così da adattare il percorso alle esigenze di ciascun paziente, permettendo non solo di migliorare gli esiti clinici e ridurre gli effetti indesiderati, ma anche di migliorare la qualità della vita, promuovendo una medicina più precisa e centrata sul paziente stesso. È questa consapevolezza che ci ha portato a sviluppare nel mieloma quattro terapie con meccanismi d’azione differenti, pensati per profili di pazienti diversi, disponibili in linee sempre più precoci. In tal senso, la nostra ambizione a livello globale è diventare leader in onco-ematologia entro il 2030, continuando a guidare l’innovazione tramite la ricerca e la capacità di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti. Questi riconoscimenti ci spingono a proseguire con lo stesso rigore, perché ogni progresso scientifico si traduca in più tempo e più qualità di vita per le persone”, ha aggiunto Alessandra Baldini, Direttrice Medica, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia.

Una menzione speciale in oncologia

Al Prix Galien Italia 2026 Johnson & Johnson ha ricevuto anche una menzione speciale nella categoria Oncologia ed Emato-oncologia per amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico diretto contro i recettori EGFR e MET, indicato nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato con specifiche mutazioni dell’EGFR. Il premio conferma l’impegno dell’azienda in un’area, quella del tumore del polmone, segnata da elevati bisogni clinici ancora insoddisfatti.

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