Minori stranieri non accompagnati in Toscana, ass. Monni: “Ascoltiamo l’appello di don Russo”
L’Opera Madonnina del Grappa ha annunciato la sospensione dell’attività nella casa di accoglienza. L’assessora: “Prendersi cura delle ragazze e dei ragazzi significa sostenere anche chi li accoglie”
Firenze, 6 novembre 2026 – “Un appello da ascoltare con attenzione e rispetto”. L’assessora alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni, interviene dopo che l’Opera Madonnina del Grappa di Firenze, storica realtà cittadina dedita alla solidarietà e agli ultimi, ha annunciato attraverso il suo presidente don Russo la sospensione a tempo indeterminato delle attività nella casa di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.
“Nelle parole di don Vincenzo Russo – commenta – c’è la fatica di chi ogni giorno incontra ragazze e ragazzi che portano con sé storie dolorose e fragilità profonde. È un appello che nasce dall’esperienza di chi apre una porta, costruisce fiducia e prova a offrire una possibilità di futuro. A don Russo, alle operatrici e agli operatori della Madonnina del Grappa voglio dire che questa responsabilità deve essere condivisa: nessuno deve sentirsi solo, né chi ha bisogno di aiuto né chi ogni giorno si impegna a darlo”.
Se “la società cambia – ragiona l’assessora – anche l’accoglienza deve cambiare”. “Quando al bisogno di protezione si intrecciano problemi di salute mentale o dipendenze – dice Monni –, servono competenze e risposte che una comunità non può essere chiamata a garantire da sola”.
Poi l’annuncio: “Attraverso la Società della Salute stiamo lavorando a una procedura che permetta la presa in carico delle minori e dei minori stranieri non accompagnati da parte del servizio di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza e del servizio Dipendenze di Firenze”. L’obiettivo è chiaro: “Vogliamo dare un sostegno concreto alla Madonnina del Grappa – evidenzia Monni –, una realtà che svolge questo servizio di accoglienza per conto del Comune, affiancando al lavoro educativo le cure e l’accompagnamento sanitario necessari”.
L’impegno si inserisce in un percorso più ampio, avviato in questi mesi insieme ad aziende sanitarie, servizi sociali, terzo settore e giustizia minorile. “Stiamo costruendo – racconta l’assessora – un nuovo modello toscano di comunità ad alta integrazione sociosanitaria, in cui educazione, salute mentale e sostegno sociale siano parti di un unico percorso di cura. Stiamo avviando le prime sperimentazioni e vogliamo farlo insieme a realtà come la Madonnina del Grappa, valorizzando l’esperienza di chi conosce da vicino i bisogni delle ragazze e dei ragazzi e le difficoltà quotidiane dell’accoglienza”.
Ma l’impegno della Regione non si riduce a questo progetto e si allarga alla più vasta platea dei minorenni in condizioni di vulnerabilità non solo stranieri. Sono già state trovate anche risorse. Lo spiega di nuovo l’assessora Monni. “Al lavoro sul nuovo modello toscano di comunità affianchiamo – dice – sei milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus, destinati alle 28 zone-distretto toscane per rafforzare la presa in carico integrata delle persone minorenni in condizioni di vulnerabilità, comprese quelle straniere non accompagnate, e delle giovani e dei giovani fino a 21 anni. Abbiamo anche investito nella formazione delle operatrici e degli operatori delle comunità e istituito il Tavolo regionale Minori, che sarà insediato entro l’anno: uno spazio per condividere le difficoltà e costruire insieme le risposte”.
“Dietro ogni richiesta di aiuto c’è una ragazza o un ragazzo che ha bisogno di sentirsi al sicuro, di essere ascoltata o ascoltato e di poter immaginare un futuro – conclude Monni –. E ci sono persone che ogni giorno cercano di renderlo possibile, con dedizione e spesso con grande fatica. Prendersi cura significa esserci, sostenere chi viene accolto e chi accoglie, con servizi che lavorano insieme e istituzioni che si assumono le proprie responsabilità. È questo l’impegno che vogliamo portare avanti”.

