Il primo sabato di maggio (il secondo, se il primo cade il 1 maggio) è la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, istituita dalla legge 99 del 15 maggio 2026 e celebrata per la prima volta nel 2027. È tra le ricorrenze più giovani del calendario e nasce da una richiesta delle società scientifiche: il melanoma è il tumore della pelle più aggressivo, i casi crescono da trent’anni, soprattutto tra i giovani adulti, ma è anche uno dei tumori più facili da prevenire e da scoprire presto, perché si vede. Questa pagina spiega cosa prevede la legge, quali sono i numeri italiani, chi rischia di più, come si fa l’autoesame della pelle, quali regole valgono per il sole e le lampade e dove farsi visitare. Viene aggiornata ogni anno.
Che cos’è la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma
La legge affida la Giornata al Ministero della Salute, con campagne di informazione sulla prevenzione primaria e sulla diagnosi precoce, e al Ministero dell’Istruzione, che può promuovere nelle scuole primarie e secondarie iniziative sulle buone norme di prevenzione, compreso l’autoesame della cute. Le attività che si aggiungono a quelle già consolidate in maggio, il mese della prevenzione del melanoma in Europa, sono le visite dermatologiche gratuite negli ospedali e nelle piazze, le campagne dell’Intergruppo melanoma italiano, della SIDeMaST e della Fondazione AIRC, gli screening nei luoghi di lavoro all’aperto e nelle spiagge, le iniziative delle associazioni di pazienti. La prima edizione cade l’8 maggio 2027.
Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- I nuovi casi di melanoma sono circa 13.000 l’anno, con un’incidenza quasi triplicata in trent’anni; è il terzo tumore più frequente sotto i 50 anni, e l’età mediana alla diagnosi è più bassa di quella degli altri tumori.
- La sopravvivenza a cinque anni è intorno al 90 per cento, perché la maggior parte dei melanomi viene scoperta quando è ancora sottile; ma nei casi avanzati, fino a dieci anni fa quasi sempre fatali, l’immunoterapia e le terapie a bersaglio molecolare hanno cambiato la prognosi. I decessi sono circa 2.000 l’anno.
- I fattori di rischio: le scottature nell’infanzia e nell’adolescenza, l’esposizione intermittente e intensa al sole, le lampade abbronzanti, la pelle chiara, i molti nei, i melanomi in famiglia, un precedente melanoma.
- La geografia: l’incidenza è più alta al Nord che al Sud, perché conta il tipo di pelle più della quantità di sole; ma al Sud la diagnosi arriva più tardi.
- Gli altri tumori della pelle, i carcinomi basocellulari e spinocellulari, sono molto più frequenti, con oltre 100.000 casi l’anno, e raramente letali; condividono con il melanoma la prevenzione.
L’autoesame della pelle: la regola ABCDE
Una volta al mese, davanti a uno specchio e con l’aiuto di un familiare per la schiena, si guardano tutti i nei, compresi cuoio capelluto, piante dei piedi e unghie. I segnali da far vedere al medico sono riassunti nelle lettere ABCDE: Asimmetria, con una metà diversa dall’altra; Bordi irregolari o frastagliati; Colore non uniforme, con zone nere, rosse o bianche; Diametro superiore ai sei millimetri; Evoluzione, cioè un neo che cambia forma, colore o dimensione, o che prude e sanguina. Vale anche il “brutto anatroccolo”: un neo diverso da tutti gli altri. Il melanoma può nascere anche dove non c’era nessun neo, e nelle persone con la pelle scura compare più spesso sotto le unghie o sui palmi.
Sole e lampade: le regole
- Evitare il sole tra le 11 e le 16 nei mesi caldi, cercare l’ombra, usare cappello, occhiali e maglietta: sono più efficaci della crema.
- Crema solare con fattore di protezione almeno 30, applicata in quantità (circa sei cucchiaini per il corpo), mezz’ora prima e ogni due ore, anche con il cielo coperto; i bambini sotto l’anno non vanno esposti al sole diretto.
- Le lampade abbronzanti sono classificate dall’OMS come cancerogene certe: in Italia sono vietate ai minori, alle donne in gravidanza e a chi ha avuto tumori della pelle, e le società scientifiche ne chiedono il divieto totale, come in Australia e in Brasile.
- Chi lavora all’aperto, in agricoltura, edilizia, pesca e nel turismo balneare, è esposto per anni: la protezione dal sole è parte della sicurezza sul lavoro e la sorveglianza sanitaria dovrebbe includere la pelle.
Dove farsi visitare
La visita dermatologica con l’esame dei nei in dermatoscopia è una prestazione specialistica del Servizio sanitario, con la ricetta del medico di famiglia; chi ha molti nei o un melanoma in famiglia dovrebbe farla ogni anno, con la mappatura fotografica nei casi a rischio. L’asportazione di un neo sospetto è un intervento ambulatoriale e l’esame istologico dice se era un melanoma. In caso di diagnosi, il riferimento sono i centri con esperienza, riuniti nell’Intergruppo melanoma italiano: la sopravvivenza dipende dallo spessore alla diagnosi e dalla qualità del primo intervento. Il melanoma dà diritto all’esenzione per patologia oncologica, codice 048, e, dal 2024, all’oblio oncologico dopo dieci anni dalla guarigione.
Le domande più frequenti
Togliere i nei previene il melanoma? No: si asportano solo i nei sospetti, e un neo normale non va toccato. I nei che cambiano in gravidanza sono pericolosi? In gravidanza i nei possono scurirsi un po’, ma un cambiamento netto va fatto vedere, perché il melanoma colpisce anche le donne giovani. La crema solare basta? Protegge dalle scottature, ma non autorizza a stare al sole più a lungo; cappello e ombra restano la prima difesa. Chi ha la pelle scura è al sicuro? Rischia meno, ma non zero, e la diagnosi arriva spesso più tardi. Un melanoma asportato è guarito? Nella maggior parte dei casi sì, ma i controlli periodici restano per anni, e il rischio di un secondo melanoma è più alto.
Fonti
- Legge 15 maggio 2026 n. 99, istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma
- AIOM-AIRTUM, “I numeri del cancro in Italia”, edizione 2025, melanoma cutaneo
- Intergruppo melanoma italiano, SIDeMaST, raccomandazioni sulla prevenzione e la diagnosi precoce; linee guida AIOM sul melanoma
- Organizzazione mondiale della sanità e IARC, classificazione delle radiazioni ultraviolette e dei lettini solari; decreto ministeriale 12 maggio 2011 sugli apparecchi abbronzanti
- Fondazione AIRC, campagne di prevenzione dei tumori della pelle
- Fondazione Melanoma e associazioni di pazienti, materiali della Giornata
Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale contro il cancro, Giornata per la sicurezza e la salute sul lavoro, Giornata mondiale della psoriasi.







