Il 7 aprile è la Giornata mondiale della salute, l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, nata nel 1948, celebrato dal 1950. Ogni anno l’OMS sceglie un tema globale, ma per un Paese la Giornata è soprattutto l’occasione per fare il punto sulla salute dei suoi abitanti. L’Italia è tra i Paesi più longevi d’Europa, con una speranza di vita di 83,4 anni, ma gli anni vissuti in buona salute sono scesi a 58 e il divario tra Nord e Sud, per aspettativa di vita, stili di vita e accesso alle cure, continua ad allargarsi. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata e mette in fila i dati che descrivono la salute degli italiani: quanto si vive, come, con quali fattori di rischio e con quale accesso al Servizio sanitario. Viene aggiornata ogni anno con il rapporto BES dell’ISTAT.
Che cos’è la Giornata mondiale della salute
L’OMS usa il 7 aprile per lanciare una campagna annuale su un tema di salute globale, dalla salute mentale alla copertura universale, dalla salute materna e neonatale ai cambiamenti climatici. In Italia le attività ricorrenti sono la pubblicazione delle infografiche ISTAT sulla salute degli italiani, le iniziative del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, le giornate di prevenzione e screening gratuiti promosse da regioni, ASL e associazioni, gli eventi nelle scuole e nelle università di medicina. È anche l’occasione in cui le fondazioni indipendenti e i sindacati della sanità fanno il bilancio del Servizio sanitario nazionale.
La Giornata cade il 7 aprile ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
Quanto si vive in Italia
- La speranza di vita alla nascita è di 83,4 anni, 81,4 per gli uomini e 85,5 per le donne, oltre due anni sopra la media europea e tra le più alte del mondo. Il recupero dopo la pandemia è completo.
- La speranza di vita in buona salute, cioè gli anni vissuti senza limitazioni, è invece di 58,1 anni, in calo di un anno rispetto al 2023; per le donne è scesa a 56,6, il valore più basso del decennio. Si vive a lungo, ma con molti anni di malattia cronica.
- Le differenze territoriali: tra la provincia di Trento, 84,7 anni, e la Campania, 81,7, ci sono tre anni di vita; per gli anni in buona salute il divario tra Bolzano e Calabria supera i 16 anni.
- La mortalità evitabile prima dei 75 anni, cioè i decessi che prevenzione e cure tempestive avrebbero potuto impedire, è di 17,6 ogni 10.000 abitanti, più alta nel Mezzogiorno e nelle isole.
- Il 67 per cento delle persone si dichiara in buona salute, in calo; l’indice di salute mentale peggiora tra i giovani e in particolare tra le ragazze.
Come si vive: i fattori di rischio
- Il peso: il 45 per cento degli adulti è in eccesso di peso e l’11 per cento è obeso, un dato in crescita; nel Mezzogiorno l’eccesso di peso riguarda quasi una persona su due, e l’Italia è tra i Paesi europei con più obesità infantile.
- Il fumo: fuma il 20 per cento degli adulti, in lieve aumento rispetto a prima della pandemia; cresce tra le donne, e l’uso di sigarette elettroniche è raddoppiato in pochi anni.
- La sedentarietà: un italiano su tre non fa alcuna attività fisica, con un divario enorme tra Nord (23 per cento) e Sud (48 per cento).
- L’alcol: circa un adulto su sette ha un consumo a rischio, con il binge drinking in aumento tra i giovani.
- La prevenzione: la partecipazione agli screening oncologici cresce ma resta intorno alla metà degli invitati, e le coperture vaccinali degli adulti sono lontane dagli obiettivi.
L’accesso alle cure
Il Servizio sanitario nazionale, universale e finanziato dalle tasse dal 1978, resta il principale strumento di salute degli italiani, ma i segnali di tensione sono nei dati: nel 2024 il 9,9 per cento delle persone ha rinunciato a una visita o a un esame di cui aveva bisogno, per le liste d’attesa o per i costi, quasi sei milioni di persone, contro il 6,3 per cento prima della pandemia; la spesa privata delle famiglie supera i 41 miliardi di euro l’anno; la spesa pubblica è intorno al 6 per cento del PIL, sotto Francia e Germania; mancano medici di famiglia e infermieri; e per curarsi fuori regione si spostano ogni anno centinaia di migliaia di pazienti, quasi tutti dal Sud al Nord. Il tema della copertura universale ha una sua giornata, il 12 dicembre.
Cosa può fare ognuno
La Giornata mondiale della salute è anche l’occasione per i gesti che pesano di più sui numeri qui sopra: smettere di fumare, con i centri antifumo pubblici e il numero verde dell’ISS; muoversi, con i 150 minuti a settimana raccomandati dall’OMS; rispondere agli inviti degli screening per i tumori di mammella, colon e collo dell’utero; controllare pressione, glicemia e colesterolo dopo i 40 anni; fare le vaccinazioni raccomandate per l’età; scegliere il medico di famiglia come primo riferimento invece del pronto soccorso.
I numeri da seguire ogni anno
I dati di questa pagina cambiano ogni anno e arrivano da poche fonti fisse: il rapporto BES dell’ISTAT, pubblicato in primavera, con la speranza di vita e gli indicatori di salute; l’indagine ISTAT sui fattori di rischio; le sorveglianze PASSI dell’Istituto superiore di sanità sugli stili di vita degli adulti; il rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario, in autunno; e il confronto europeo dell’OCSE. Chi vuole seguire la salute degli italiani oltre il 7 aprile ha in questi documenti il calendario delle uscite, e nelle pagine delle singole giornate, dall’obesità al fumo, l’approfondimento su ogni fattore di rischio.
Fonti
- Organizzazione mondiale della sanità, World Health Day; Costituzione dell’OMS (1948)
- ISTAT, Rapporto BES 2025, dominio Salute; infografiche per la Giornata mondiale della salute; “Fattori di rischio per la salute”, anno 2025
- Istituto superiore di sanità, sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento
- Fondazione GIMBE, 8° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale (2025)
- OCSE, Health at a Glance: Europe 2024; Eurostat, statistiche sulla salute
- Ministero della Salute, Piano nazionale della prevenzione 2020-2025
Le altre pagine del calendario: Giornata della copertura sanitaria universale, Giornata mondiale dell’obesità, Giornata mondiale senza tabacco.








