martedì, 6 Ottobre 2026

Giornata mondiale dell’obesità (4 marzo): i numeri in Italia, la legge 149 del 2025, cosa passa il SSN e dove ci si cura

Quasi un adulto su due in eccesso di peso, un bambino su quattro, un Sud che pesa di più: cosa rappresenta il 4 marzo, cosa cambia con la legge che riconosce l'obesità come malattia, farmaci, chirurgia e centri
Quando
4 marzo
Prossima edizione
4 marzo 2027
Tipo
Giornata
Promotore
World Obesity Federation dal 2015 (il 4 marzo dal 2020); in Italia Società italiana dell'obesità, ADI, SICOB, Amici Obesi, Italian Obesity Network; Obesity Day italiano il 10 ottobre
Aggiornato il
5 Ottobre 2026
Giornata mondiale dell'obesità

Il 4 marzo è la Giornata mondiale dell’obesità, il World Obesity Day, promossa dalla World Obesity Federation con il sostegno dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’Italia la celebra con un primato recente: nel 2025 è stato il primo Paese in Europa a riconoscere per legge l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, con la legge 149 del 27 giugno 2025. I numeri dicono perché serviva: quasi un adulto su due è in eccesso di peso, uno su nove è obeso, un bambino su quattro è in sovrappeso, e il divario tra Nord e Sud è tra i più ampi d’Europa. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i dati italiani, cosa prevede la legge, cosa passa oggi il Servizio sanitario tra visite, farmaci e chirurgia, e dove ci si cura. Viene aggiornata ogni anno con i dati ISTAT e con l’attuazione della legge.

Che cos’è la Giornata mondiale dell’obesità

La Giornata chiede di trattare l’obesità come una malattia e non come una colpa, e di garantire l’accesso alle cure a chi ne soffre; il tema ricorrente è lo stigma, che allontana le persone dai medici e peggiora gli esiti. In Italia le attività ricorrenti sono le visite e le consulenze gratuite nei centri per l’obesità e nelle piazze, le iniziative delle società scientifiche (Società italiana dell’obesità, Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, Società italiana di chirurgia dell’obesità), le campagne delle associazioni di pazienti, gli incontri nelle scuole e la presentazione dei dati dell’ISTAT e delle sorveglianze dell’Istituto superiore di sanità. In autunno, il 10 ottobre, si tiene l’Obesity Day italiano promosso dall’ADI.

La Giornata cade il 4 marzo ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • Gli adulti: secondo l’ISTAT nel 2025 il 46,4 per cento delle persone dai 18 anni in su è in eccesso di peso, il 34,8 per cento in sovrappeso e l’11,6 per cento obeso, pari a circa 5,8 milioni di persone. Gli uomini sono più colpiti delle donne (55 contro 38 per cento in eccesso di peso), e l’eccesso di peso cresce con l’età fino ai 75 anni.
  • I bambini e i ragazzi: tra i 3 e i 17 anni è in eccesso di peso uno su quattro, con un picco di un terzo tra i 3 e i 10 anni; l’Italia è tra i Paesi europei con più obesità infantile.
  • Il territorio: nel Mezzogiorno è in eccesso di peso quasi una persona su due, con Campania, Puglia e Sicilia sopra il 50 per cento; tutte le regioni con più obesità infantile sono al Sud, dove è anche più alta la sedentarietà, 41 per cento contro 20 al Nord.
  • Le conseguenze: l’obesità è il principale fattore di rischio per il diabete di tipo 2, è legata a ipertensione, malattie cardiovascolari, apnee del sonno, diversi tumori e problemi articolari; secondo le stime riduce l’aspettativa di vita e costa al Servizio sanitario diversi miliardi l’anno.

Cosa prevede la legge 149 del 2025

La legge riconosce l’obesità come malattia e impegna lo Stato a garantire prevenzione, diagnosi e cura nei livelli essenziali di assistenza; istituisce presso il Ministero della Salute l’Osservatorio per lo studio dell’obesità, che ogni anno riferirà al Parlamento sui dati e sulle cure; finanzia un programma nazionale di prevenzione con campagne sull’allattamento, sull’educazione alimentare e sull’attività fisica nelle scuole; promuove l’inserimento lavorativo e sportivo delle persone con obesità e la formazione dei medici contro lo stigma. I fondi iniziali sono modesti, poco più di un milione di euro l’anno, e le società scientifiche chiedono che il riconoscimento si traduca in un vero inserimento nei LEA, con l’esenzione dal ticket e la rimborsabilità dei farmaci, che oggi non c’è.

Cosa passa il Servizio sanitario e dove ci si cura

  • La visita e il percorso: la presa in carico spetta ai centri per l’obesità, in genere nelle endocrinologie, nelle dietologie e nelle medicine interne degli ospedali, con équipe di medico, dietista, psicologo e specialista dell’attività fisica; vi si accede con la ricetta del medico di famiglia. L’elenco dei centri è sul sito della Società italiana dell’obesità. Le prestazioni sono a ticket, perché l’obesità non ha ancora un codice di esenzione, salvo le malattie associate.
  • I farmaci: i nuovi farmaci per l’obesità, gli analoghi del GLP-1 come semaglutide e tirzepatide, sono autorizzati in Italia ma a carico del paziente, con un costo di diverse centinaia di euro al mese; sono rimborsati solo per il diabete. Le società scientifiche chiedono la rimborsabilità almeno per le forme gravi, e l’AIFA ne sta valutando le condizioni.
  • La chirurgia bariatrica è invece garantita dal Servizio sanitario per l’obesità grave, con circa 20.000 interventi l’anno nei centri accreditati dalla SICOB; richiede un percorso di valutazione multidisciplinare e un follow-up a vita.
  • Per i bambini e i ragazzi il riferimento è il pediatra e i centri di auxologia e nutrizione pediatrica; la sorveglianza OKkio alla Salute dell’ISS misura ogni due anni il peso dei bambini di terza elementare.

Cosa chiedono le società scientifiche e i pazienti

Le richieste del 4 marzo sono stabili: l’esenzione dal ticket per l’obesità, la rimborsabilità dei farmaci per chi ne ha bisogno, i percorsi di cura in tutte le regioni, meno divari tra Nord e Sud, e le politiche di prevenzione che la legge annuncia ma non finanzia abbastanza: mense scolastiche, ore di educazione fisica, tassazione delle bevande zuccherate, pubblicità ai bambini. E un linguaggio diverso, nei media e negli ambulatori, che non riduca una malattia a una questione di volontà.

Fonti

Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale del diabete, Giornata mondiale del sonno, Giornata del Fiocchetto Lilla.

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