Dal 18 al 24 novembre si tiene la Settimana mondiale sulla resistenza antimicrobica, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità dal 2015, e il 18 novembre è la Giornata europea degli antibiotici, istituita dal Centro europeo per il controllo delle malattie nel 2008. L’Italia ha un motivo particolare per celebrarle: è, con la Grecia, il Paese europeo dove l’antibiotico-resistenza uccide di più, oltre 10.000 persone l’anno, circa un terzo di tutti i decessi dell’Unione. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Settimana, cosa dicono i dati della sorveglianza, quanto consumiamo di antibiotici, cosa prevede il piano nazionale e quali regole valgono per ogni cittadino. Viene aggiornata ogni anno con i nuovi rapporti di ISS e AIFA.
Che cos’è la Settimana mondiale sulla resistenza antimicrobica
L’antibiotico-resistenza è la capacità dei batteri di sopravvivere ai farmaci che dovrebbero ucciderli. Non è un fenomeno nuovo, ma l’uso eccessivo e sbagliato degli antibiotici, nelle persone e negli animali, lo ha accelerato fino a renderlo, secondo l’OMS, una delle dieci principali minacce per la salute globale. La Settimana serve a ricordare che ogni antibiotico preso senza bisogno riduce l’efficacia di quelli che serviranno domani, a chiunque.
In Italia la Settimana coincide con la pubblicazione dei dati: l’Istituto superiore di sanità diffonde ogni novembre il rapporto della sorveglianza AR-ISS, l’AIFA il rapporto sull’uso degli antibiotici e un dossier per la stampa, il Ministero rilancia la campagna di comunicazione nazionale. Ospedali e ASL organizzano incontri per gli operatori e iniziative per il pubblico, le farmacie espongono i materiali informativi.
Le date sono fisse ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’antibiotico-resistenza in Italia in cifre
- Decessi: circa 11.000 l’anno attribuibili a infezioni da batteri resistenti, 19 ogni 100.000 abitanti, su circa 35.000 in tutta l’Unione europea (ECDC). Nel mondo 1,1 milioni di morti direttamente attribuibili nel 2021 e una proiezione di quasi 2 milioni l’anno nel 2050 (Lancet).
- I batteri: secondo la sorveglianza AR-ISS 2024, un quarto delle Klebsiella pneumoniae è resistente ai carbapenemi, gli antibiotici di ultima risorsa (era il 26,5 per cento l’anno prima: un lieve miglioramento); l’Acinetobacter lo è in tre casi su quattro; lo stafilococco aureo è meticillino-resistente in un caso su quattro; l’Enterococcus faecium resistente alla vancomicina è passato dall’11 al 35 per cento in dieci anni.
- Il consumo: 22,3 dosi giornaliere ogni mille abitanti nel 2024, il 10 per cento sopra la media europea, con il Sud (19,2 sul territorio) molto sopra il Nord (14,6). Quasi quattro italiani su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico nell’anno. Usiamo antibiotici ad ampio spettro il doppio della media europea e solo il 51 per cento delle prescrizioni rientra nel gruppo “Access” raccomandato dall’OMS, contro un obiettivo del 65 per cento.
- Le infezioni in ospedale: circa l’8 per cento dei ricoverati contrae un’infezione correlata all’assistenza, contro una media europea del 6,5.
Il piano nazionale
Il Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza 2022-2025, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nel novembre 2022, lavora su quattro fronti: uso appropriato degli antibiotici in medicina umana e veterinaria, prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza, sorveglianza integrata, formazione e comunicazione. Le regioni ricevono 40 milioni di euro l’anno vincolati a questi obiettivi. L’obiettivo nazionale al 2030 è portare il consumo territoriale a 17,8 dosi giornaliere per mille abitanti.
Sul fronte dei farmaci, l’Italia ha introdotto incentivi per i nuovi antibiotici: la legge di bilancio 2025 ha destinato 100 milioni del fondo per i farmaci innovativi agli antibiotici di riserva, con criteri di innovatività rivisti dall’AIFA, perché le aziende hanno smesso di investire in molecole che per definizione vanno usate il meno possibile. In veterinaria le vendite di antibiotici in Europa sono scese di oltre metà in dieci anni, grazie alla ricetta elettronica e ai limiti negli allevamenti.
Negli ospedali lo strumento chiave è la stewardship antimicrobica: team di infettivologi, microbiologi e farmacisti che rivedono le prescrizioni, scelgono la molecola più mirata e ne limitano la durata. È uno degli indicatori su cui le regioni vengono valutate.
Le regole per il cittadino
Sono poche e le ripete ogni anno il Ministero, perché il consumo territoriale, cioè quello prescritto dai medici di famiglia e dai pediatri, è la parte più grande del problema.
- Gli antibiotici si prendono solo con prescrizione del medico: in Italia la ricetta è obbligatoria e la vendita senza ricetta è vietata.
- Non servono contro i virus: raffreddore, influenza, la maggior parte delle bronchiti e delle faringiti non ne hanno bisogno, e il medico può usare test rapidi per distinguere.
- Vanno presi come prescritti, alle dosi e per i giorni indicati, senza interrompere quando si sta meglio e senza allungare da soli.
- Non si conservano per la volta dopo e non si passano ad altri: un antibiotico avanzato è un antibiotico preso male.
- Le vaccinazioni (influenza, pneumococco, Covid) riducono le infezioni e quindi gli antibiotici: proteggono anche da questo.
- Lavarsi le mani, in casa e in ospedale, resta la misura più efficace contro la diffusione dei batteri resistenti.
Fonti
- Organizzazione mondiale della sanità, World AMR Awareness Week; ECDC, European Antibiotic Awareness Day
- ECDC, stima dei decessi attribuibili all’antibiotico-resistenza in Europa; The Lancet, Global Research on Antimicrobial Resistance (2024)
- Istituto superiore di sanità, sorveglianza AR-ISS, rapporto sui dati 2024; sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza
- AIFA, “L’uso degli antibiotici in Italia”, rapporto nazionale anno 2024, e dossier per la Settimana
- Conferenza Stato-Regioni, Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza 2022-2025, intesa del 30 novembre 2022
- Legge di bilancio 2025, incentivi per i nuovi antibiotici; EMA, rapporto ESVAC sulle vendite veterinarie
Le altre pagine del calendario di novembre: Giornata mondiale della polmonite, Giornata mondiale della BPCO, Giornata mondiale della prematurità.







