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Ospedale Sant’Anna di Torino rafforza la chirurgia ginecologica di precisione

06/11/2026 Piemonte
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Chirurgia robotica e laparoscopica di ultima generazione, diagnostica avanzata e un sistema digitale permanente che collega sale operatorie, centro di simulazione e aule didattiche universitarie. Un progetto promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Intesa Sanpaolo

Torino, 6 novembre 2026 – Un investimento strategico di circa 3,8 milioni di euro per rafforzare la chirurgia ginecologica di precisione dell’Ospedale Sant’Anna di Torino, migliorare la qualità delle cure e ampliare le opportunità di formazione e collaborazione scientifica.

Il progetto va oltre l’acquisizione di tecnologie di ultima generazione: realizza un modello innovativo che integra stabilmente attività chirurgica, simulazione e formazione, investendo anche nelle competenze dei professionisti.

Il Sant’Anna si colloca così tra i pochi centri ginecologici a livello internazionale dotati di un sistema permanente che collega sale operatorie, centro di simulazione e aule didattiche universitarie, con possibilità di collegamenti bidirezionali in tempo reale su scala globale.

L’investimento ha consentito l’acquisizione di una piattaforma robotica da Vinci Xi a doppia console, quattro sistemi laparoscopici 3D/4K Ultra HD con tecnologia a fluorescenza, sei sistemi di integrazione digitale delle sale operatorie e un ecografo ad alte prestazioni. Ha inoltre compreso gli adeguamenti strutturali necessari e un percorso strutturato di formazione e addestramento dell’équipe chirurgica all’utilizzo della piattaforma robotica, che ha coinvolto 92 professionisti, tra chirurghi, anestesisti, infermieri e operatori sociosanitari, per un totale di circa 500 ore complessive di partecipazione individuale alla formazione.

Le nuove dotazioni ampliano le possibilità di ricorso alla chirurgia robotica, mini-invasiva e laparoscopica, nel trattamento delle patologie ginecologiche oncologiche e benigne complesse. La precisione dei movimenti chirurgici, la visualizzazione tridimensionale ad altissima definizione e l’impiego di tecnologie a fluorescenza favoriscono una migliore identificazione delle strutture anatomiche e un’esecuzione più accurata delle procedure.

Per le pazienti, la chirurgia mini-invasiva, quando clinicamente appropriata, può comportare minore trauma chirurgico, riduzione del dolore postoperatorio, degenze più brevi e recupero più rapido. La riduzione dei tempi di degenza può inoltre favorire una maggiore disponibilità di posti letto e, insieme a un’efficiente organizzazione dell’attività chirurgica, contribuire alla riduzione dei tempi di attesa.

Il sistema di integrazione digitale realizza una comunicazione audiovisiva bidirezionale in tempo reale tra sei sale operatorie, le aule didattiche universitarie del Sant’Anna e il REC – Research and Educational Center for Obstetrics and Gynaecology, centro di ricerca, simulazione e formazione avanzata.

Questa infrastruttura consente di seguire e discutere gli interventi chirurgici in diretta, favorendo l’interazione tra équipe operatorie, docenti e discenti. Permette inoltre di condividere le procedure con un numero di professionisti molto superiore a quello consentito dall’accesso fisico alle sale operatorie, ampliando significativamente le opportunità formative sia per gli specializzandi sia per gli specialisti già in attività, nell’ambito dello sviluppo professionale continuo.

Il sistema è inoltre predisposto per collegamenti audiovisivi bidirezionali in tempo reale con centri clinici e formativi di tutto il mondo, aprendo nuove prospettive di formazione condivisa, confronto tra specialisti e collaborazione scientifica senza barriere geografiche. L’infrastruttura costituisce anche una base tecnologica per lo sviluppo di futuri progetti di telechirurgia, attraverso specifici percorsi di collaborazione e validazione clinica e tecnologica.

Il progetto rafforza il posizionamento internazionale del Sant’Anna, già testimoniato da sei riconoscimenti europei relativi alla formazione specialistica in Ginecologia e Ostetricia, alla chirurgia endoscopica, alla formazione subspecialistica in ginecologia oncologica e alla qualità dei percorsi di cura dei tumori dell’endometrio, dell’ovaio e dei tumori ginecologici rari.

Le dichiarazioni

Ing. Adriano Leli, Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna di Torino: “L’investimento consolida così il ruolo del Sant’Anna come polo clinico e formativo di riferimento per la salute della donna, con un modello che coniuga innovazione tecnologica, sviluppo delle competenze e collaborazione scientifica globale, ponendo le basi per nuove prospettive nella chirurgia ginecologica di precisione”.

Prof.ssa Chiara Benedetto, Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS: «Questo progetto nasce dalla convinzione che l’innovazione tecnologica possa esprimere pienamente il proprio valore soltanto quando si accompagna alla crescita delle competenze e al miglioramento dei percorsi di cura. Grazie a una collaborazione virtuosa tra sanità pubblica, istituzioni e soggetti privati impegnati nel sociale, abbiamo trasformato una visione condivisa in un investimento concreto per la salute delle donne. Un investimento che guarda al presente, ma soprattutto al futuro, attraverso la formazione specialistica, lo sviluppo professionale continuo e la collaborazione scientifica nazionale e internazionale».

Prof. Luca Marozio, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Torino: «La formazione chirurgica richiede un percorso progressivo, nel quale l’acquisizione delle abilità tecniche si accompagni allo sviluppo del giudizio clinico e della capacità decisionale. Le nuove opportunità offerte dal progetto ci permetteranno di rendere questo percorso ancora più strutturato, favorendo l’apprendimento in condizioni di sicurezza e il confronto continuo tra professionisti con differenti livelli di esperienza».

Prof. Stefano Cosma, referente per la chirurgia ginecologica oncologica ad alta complessità e robotica: «La chirurgia robotica completa un percorso che il Sant’Anna porta avanti da anni nel segno dell’innovazione e della mini-invasività. Una piattaforma robotica dedicata alla ginecologia è una grande opportunità per le pazienti e per gli operatori. Possiamo così offrire alla donna, in ogni fase della vita, l’approccio più adatto tra laparoscopia tradizionale e 3D, chirurgia endoscopica per via vaginale (V-NOTES) e robotica. In ambito oncologico, la robotica ci permetterà di ampliare l’accesso alla chirurgia mini-invasiva a un numero maggiore di pazienti».

Prof.ssa Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi di Torino: “Il Sant’Anna rappresenta una realtà di grande valore per l’Università di Torino, dove la qualità dell’attività clinica si accompagna a un consolidato impegno nella ricerca e nella formazione universitaria. Questo investimento rafforza ulteriormente tale integrazione, attraverso un’infrastruttura che crea un collegamento permanente tra assistenza, didattica e ricerca. È un’evoluzione importante anche per la dimensione internazionale del nostro Ateneo, che può contare su competenze e riconoscimenti europei di rilievo e su nuove opportunità di confronto e collaborazione scientifica con centri di tutto il mondo. In questa prospettiva, il progetto contribuisce a rafforzare nel tempo il ruolo dell’Università nella qualità e nell’innovazione del sistema sanitario pubblico, con ricadute concrete sulla salute delle donne e sulla formazione delle nuove generazioni di professionisti”.

Prof. Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo: “Il progetto presentato oggi esprime bene il modo in cui la Fondazione Compagnia di San Paolo interpreta il proprio impegno in ambito sanitario: mettere al centro la persona e contribuire a un sistema di cura sempre più qualificato e accessibile. È una visione che ha guidato anche il nostro sostegno alla Rete delle fondazioni ospedaliere e degli enti non profit del Piemonte, fondata sulla collaborazione tra sanità pubblica, Terzo Settore e filantropia. L’impegno per il Sant’Anna si inserisce in questo percorso: consolida un centro di riferimento per la salute e apre nuove prospettive per la formazione e le collaborazioni internazionali”.

Dott. Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo: “Il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo al progetto dell’Ospedale Sant’Anna è allineato con le priorità del nostro Documento Programmatico Pluriennale e con il nostro impegno a favore dell’innovazione del sistema sanitario. Investire in tecnologie avanzate significa contribuire a migliorare l’efficienza e la qualità della sanità, rendendola sempre più capace di rispondere ai bisogni delle persone. Questa grande iniziativa rappresenta un contributo concreto in questa direzione, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni chirurgiche, ridurre i tempi di attesa e qualificare ulteriormente i percorsi di cura. La collaborazione tra istituzioni sanitarie e filantropia sostiene l’innovazione e genera benefici concreti per le pazienti e per il territorio”.

Dott. Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo: “L’inaugurazione delle nuove tecnologie dell’Ospedale Sant’Anna di Torino conferma l’efficacia della collaborazione tra pubblico e privato a beneficio delle persone e del territorio. La tutela della salute e l’accesso a cure sempre più innovative sono al centro dell’impegno sociale di Intesa Sanpaolo. Con questo progetto contribuiamo a rafforzare un’eccellenza della sanità pubblica, sostenendo percorsi di cura, formazione e innovazione capaci di generare un impatto positivo e duraturo per la comunità”.

Dott. Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte: «Un investimento di 3,8 milioni di euro che rafforza il ruolo del Sant’Anna come centro di eccellenza per la salute della donna, grazie a tecnologie all’avanguardia che consentiranno interventi sempre più precisi e meno invasivi, migliorando i percorsi di cura delle pazienti. Ma il valore di questo progetto va oltre le nuove apparecchiature: investire nella formazione dei professionisti e nella collaborazione scientifica internazionale significa costruire una sanità capace di innovare e migliorare nel tempo. Ringrazio la Fondazione Medicina a Misura di Donna, la Fondazione Compagnia di San Paolo e Intesa Sanpaolo per il Sociale per aver reso possibile questo importante intervento, insieme all’Università di Torino e a tutti i professionisti del Sant’Anna».

Prof. Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino: «L’Ospedale Sant’Anna rappresenta un’eccellenza di Torino grazie alla qualità delle cure offerte. Una qualità che l’importante investimento presentato oggi permetterà di consolidare e rafforzare ulteriormente, con nuove e avanzate tecnologie per la chirurgia e la didattica. Il diritto alla salute è una priorità assoluta per le cittadine e i cittadini e la nostra città conta su strutture sanitarie capaci di offrire un livello di competenza altissimo e di mettere sempre al centro la persona. La virtuosa collaborazione tra pubblico e privato instaurata con questo progetto permetterà di offrire a tantissime pazienti che si rivolgeranno all’Ospedale Sant’Anna percorsi di cura sempre migliori».

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