Dai facilitatori nei pronto soccorso, chiamati a ridurre tensioni e rischio di aggressione, ai parti a rischio, la chirurgia, la medicina di urgenza, la decontaminazione ospedaliera
Firenze, 14 agosto 2026 – La Regione finanzia progetti di formazione in sanità: un investimento da oltre 455 milioni di euro in due anni, tra il 2026 e il 2027. Si tratta di progetti in simulazione, con un approccio fondato sull’acquisizione di un’esperienza diretta e una tecnologia avanzata che riproduce situazioni reali che il professionista potrebbe trovarsi ad affrontare. Sono dedicati alla formazione dei facilitatori dei pronto soccorso, ovvero quelle figure, istituite dalla Regione l’anno scorso, per migliorare le comunicazioni nella sala di attesa riducendo le tensioni e il rischio di aggressioni; ma ci sono anche, tra i tanti, corsi per la medicina di urgenza, sulla decontaminazione ospedaliera, corsi all’interno di ambienti simulati per la sicurezza del paziente, corsi simulati su parti a rischio, sulla chirurgia mininvasiva, corsi per l’uso dell’intelligenza artificiale, corsi per formare i formatori e simulazione relazionale.
Complessivamente la giunta regionale ha dato il via libera a quattordici progetti formativi: cinque dedicati ai facilitatori e nove innovativi. Sarà l’azienda ospedaliero universitaria pisana a coordinare la rete regionale della formazione in simulazione. Tutte le aziende sono coinvolte nella realizzazione dei progetti.
“Per una sanità che vuole essere aggiornata investire nella formazione è essenziale e vuol dire investire sulle professionalità che lavorano all’interno del sistema sanitario regionale pubblico – commentano il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute e alla sanità Monia Monni -. Lo facciamo con una modalità particolare, in simulazione, utilizzando anche tecnologie avanzate, il che ne accresce il valore. L’attenzione sui facilitatori dei pronto soccorso è particolare e costituisce la presa in carico di un problema che riguarda la sicurezza degli operatori ma anche un servizio a pazienti e familiari e una risposta allo esigenza di avere informazioni certe e veloci mentre sono in sala di attesa”.