venerdì, 14 Agosto 2026

COINA: “Estate rovente nei Pronto Soccorso, manca 30% di infermieri e altri professionisti dell’assistenza”

Il Segretario Nazionale Marco Ceccarelli: «L’assistenza è ancora una volta, come in passato, al limite della tenuta: infermieri e professionisti del settore stremati da turni massacranti e mansioni improprie mentre la rete territoriale si ferma per le ferie»

Il collasso estivo delle corsie e la carenza strutturale di personale: una piaga che si ripresenta puntuale e drammatica

Roma, 14 agosto 2026 – L’estate 2026 nei presidi ospedalieri italiani sta registrando una vera e propria crisi di tenuta organica e gestionale. Il COINA, Sindacato delle Professioni Sanitarie, traccia un bilancio drammatico dell’assistenza sanitaria nazionale durante le settimane centrali di luglio e agosto 2026.

Con l’entrata in vigore dei piani ferie e la fisiologica riduzione dei contingenti in turno, la forza lavoro infermieristica attiva nei servizi d’emergenza registra un calo medio compreso tra il 25% e il 30%, a fronte di un aumento degli accessi nei presidi d’urgenza di oltre il 15-20%, alimentato dalle eccezionali ondate di calore estive e dalle crescenti fragilità della popolazione anziana.

I dati diffusi dalla società scientifica di medicina d’emergenza (SIMEU), integrati con i monitoraggi istituzionali di Agenas, tracciano un quadro critico: solo il 30% dei Pronto Soccorso dispone di un organico di assistenza adeguato, mentre nel restante 70% delle strutture le scoperture in turno per i piani ferie oscillano tra il 25% e il 70% del personale previsto. La diretta conseguenza del sotto-organico e della carenza di posti letto nelle degenze ordinarie (boarding) è la permanenza forzata dei pazienti su una barella dalle 48 fino alle 72 ore in attesa di ricovero.

A questa paralisi si aggiunge la piaga dell’impiego improprio delle competenze: le indagini di settore indicano che il 94,5% degli infermieri è costretto a svolgere abitualmente mansioni burocratiche, logistiche e ausiliarie non proprie, sottraendo il 32,6% del tempo lavorativo totale alla cura diretta del paziente. Per garantire la tenuta dei servizi a Ferragosto, il ricorso straordinario a doppi turni e il salto dei riposi riguarda oltre il 65% dei professionisti dell’assistenza rimasti in servizio.

Le denunce del Segretario Nazionale del COINA Marco Ceccarelli

Nel richiamare la gravità di questo quadro assistenziale, il Segretario Nazionale del COINA, Marco Ceccarelli, sottolinea come la situazione attuale sia la logica conseguenza di carenze mai risolte:

«Non ci troviamo di fronte a un’emergenza estiva improvvisa o imprevedibile, ma al puntuale collasso di un sistema che da anni non valorizza e non tutela i propri professionisti. Gli infermieri e gli operatori dell’assistenza continuano a lavorare in condizioni limite, sobbarcandosi il peso di adempimenti burocratici asfissianti e coprendo i vuoti d’organico a prezzo del proprio benessere psicofisico. Continuare a gestire i servizi essenziali facendo affidamento esclusivo sul senso di abnegazione del personale di corsia è una scelta non più tollerabile né sostenibile per il Paese».

Il blocco dei servizi sul territorio e la crisi delle RSA

L’aggravarsi della pressione sui reparti d’urgenza è la diretta conseguenza del blocco estivo della rete sanitaria territoriale. Durante la settimana di Ferragosto, la sospensione o la drastica riduzione dell’operatività degli ambulatori specialistici territoriali e dei presidi di continuità assistenziale azzera le risposte intermedie. Questo vuoto convoglia verso l’ospedale migliaia di cittadini con patologie croniche o riacutizzazioni minori che non trovano altri riferimenti sul territorio.

Parallelamente si consuma la crisi delle Residenze Sanitarie Assistenziali. Nelle RSA si riscontra una carenza strutturale di infermieri stimata al 21,7% (dati CERGAS Bocconi / ANASTE), causata dal continuo esodo di personale verso la sanità pubblica o verso l’estero. Senza una copertura infermieristica adeguata all’interno delle strutture residenziali, qualsiasi complicazione clinica o malessere legato al gran caldo si trasforma inevitabilmente in un ricovero forzato in Pronto Soccorso.

La mappa dell’emergenza: i casi dai presidi regionali

Le notizie di cronaca e le segnalazioni provenienti dai territori confermano l’impatto dell’ondata estiva di calore combinata con il sotto-organico di personale sanitario.

  • Campania (A.O.R.N. Cardarelli – Napoli): pressione estrema nel più grande ospedale del Mezzogiorno, dove si sono toccati picchi record fino a 256 accessi in un singolo giorno al Pronto Soccorso a causa del caldo, saturando i locali di accettazione e costringendo decine di pazienti in attesa di ricovero sulle barelle nei corridoi.
  • Lazio (Ospedale Santa Maria Goretti – Latina): nel presidio pontino si è registrato il record di accessi nell’intera regione Lazio per l’ondata di calore, provocando un sovraffollamento critico e mettendo a dura prova il personale di assistenza in turno.
  • Lombardia (Areu e presidi insubrici / Lecco): l’ondata di afa ha fatto impennare le richieste di soccorso e gli accessi in Pronto Soccorso con incrementi fino al 20%, esasperando le criticità legate ai piani ferie e alla copertura delle turnazioni H24.
  • Puglia (Policlinico e presidi di Bari): situazione critica nelle aree di accettazione e nei presidi specialistici, dove la carenza di organico al triage genera attese prolungate per i cittadini fin dalle prime fasi di accoglienza.
  • Marche (Ospedale Torrette – Ancona e area di Macerata): impennata di accessi all’hub regionale di Torrette per l’emergenza caldo d’agosto, mentre nei presidi territoriali e nei reparti periferici si registra una fortissima contrazione del personale di assistenza per la copertura delle ferie.
  • Sardegna (Ospedale Giovanni Paolo II – Olbia): pressione estiva insostenibile con oltre 200 accessi giornalieri al Pronto Soccorso, alimentati dal forte afflusso turistico stagionale che insiste su una pianta organica ridotta al minimo.

La pressione estiva sui servizi d’emergenza emerge anche da altri territori. In Toscana, all’Ospedale Lotti di Pontedera, dopo i 4.626 accessi registrati a luglio, nei primi giorni di agosto si passa dai 129 accessi del 1° agosto ai 151 del 2 agosto, fino al picco di 172 del 3 agosto, in concomitanza con le elevate temperature. Anche in Toscana, all’Ospedale Misericordia di Grosseto, le criticità dell’estate 2026 riguardano il personale sottodimensionato, in particolare nei Pronto Soccorso, in un quadro aggravato dalla riduzione dei posti letto nell’area chirurgica.

Le proposte del COINA per il rilancio del sistema assistenziale

Per interrompere questo circolo vizioso e restituire dignità al lavoro di cura, il Segretario Nazionale Marco Ceccarelli ribadisce la necessità di interventi immediati e non più rinviabili:

  1. Piano straordinario di assunzioni: sblocco immediato delle procedure di reclutamento per infermieri e professionisti delle cure sanitarie con contratti a tempo indeterminato e risorse economiche adeguate alle responsabilità coperte.
  2. Eliminazione delle mansioni improprie: riorganizzazione interna dei presidi sanitari che sollevi gli infermieri dai compiti amministrativi o ausiliari, restituendo il cento per cento del loro tempo professionale all’assistenza diretta.
  3. Rafforzamento della sanità di prossimità: garantire la piena operatività degli ambulatori territoriali e potenziare l’assistenza infermieristica domiciliare e nelle RSA anche nei periodi estivi, impedendo che l’ospedale rimanga l’unico presidio di risposta ai bisogni di salute dei cittadini.

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