venerdì, 14 Agosto 2026

Ferrara nella rete della ricerca sui tumori neuroendocrini rari: la Medicina Nucleare partecipa al progetto Rare-Lu finanziato da AIFA

L’Unità Operativa, diretta dal dott. Mirco Bartolomei, è tra i centri coinvolti nello studio multicentrico coordinato dall’IRST di Meldola per valutare una nuova strategia terapeutica con radiofarmaci destinata a pazienti con neoplasie rare e aggressive

Ferrara, 14 agosto 2026 – L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara parteciperà al progetto di ricerca «Rare-Lu», finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) nell’ambito del Bando Ricerca indipendente sulle malattie rare 2025. Lo studio, coordinato dall’IRST «Dino Amadori» di Meldola, coinvolge cinque centri dell’Emilia-Romagna e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano con l’obiettivo di valutare una nuova strategia terapeutica basata su un radiofarmaco per il trattamento di alcune neoplasie neuroendocrine rare e aggressive, per le quali le opzioni terapeutiche disponibili sono ancora limitate. Per Ferrara il progetto rappresenta un importante riconoscimento dell’esperienza maturata dall’Unità Operativa Complessa di Medicina Nucleare, diretta dal dott. Mirco Bartolomei, che prenderà parte alla rete regionale impegnata nella sperimentazione clinica.

Rare-Lu si propone di verificare l’efficacia di un trattamento innovativo basato sulla terapia radiorecettoriale, una tecnica di medicina nucleare che utilizza un radiofarmaco capace di legarsi in modo selettivo alle cellule tumorali, concentrando la radiazione sulle cellule malate e limitando l’esposizione dei tessuti sani circostanti. Lo studio riguarderà pazienti affetti da feocromocitomi e paragangliomi metastatici e da tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici ben differenziati di alto grado (G3), patologie rare per le quali non esiste ancora uno standard terapeutico pienamente condiviso. La sperimentazione coinvolgerà complessivamente 72 pazienti e avrà una durata prevista di 36 mesi.

Per i pazienti che potranno essere arruolati nello studio, Rare-Lu offrirà la possibilità di accedere, nell’ambito di una sperimentazione clinica controllata, a un trattamento oggi non disponibile nella pratica clinica ordinaria, contribuendo al tempo stesso a raccogliere nuove evidenze scientifiche sull’efficacia e sulla sicurezza della terapia radiorecettoriale in patologie ancora prive di riferimenti terapeutici consolidati.

«Accogliamo con grande soddisfazione – dichiara il dott. Bartolomei – il finanziamento AIFA del progetto Rare-Lu, alla cui elaborazione abbiamo partecipato attivamente e nel quale abbiamo creduto fin dalle prime fasi. È uno studio di grande rilevanza clinica e scientifica, nato dalla collaborazione tra i centri dell’Emilia-Romagna. La Medicina Nucleare di Ferrara è pronta a mettere a disposizione della rete l’esperienza dei propri professionisti, nella massima collaborazione con tutti i centri partecipanti. Il nostro Reparto vanta una lunga tradizione nella terapia medico nucleare e, in particolare, nel trattamento dei tumori neuroendocrini. La partecipazione a Rare-Lu conferma inoltre l’impegno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara nel sostenere la ricerca clinica e nel favorire l’accesso dei pazienti a terapie innovative capaci di rispondere a bisogni di cura ancora insoddisfatti. Rare-Lu permetterà inoltre di raccogliere solide evidenze sull’efficacia e sulla sicurezza della terapia radiorecettoriale in patologie prive di uno standard terapeutico pienamente condiviso».

Lo studio si trova attualmente nella fase organizzativa e l’avvio del reclutamento dei pazienti è previsto nei primi mesi del 2027.

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