domenica, 11 Ottobre 2026

Allergie di primavera: pollini, sintomi, calendario delle fioriture, farmaci, vaccino e come difendersi in casa e fuori

Un italiano su cinque starnutisce da marzo a giugno. Come distinguere l'allergia dal raffreddore, i pollini mese per mese, i farmaci che funzionano, l'immunoterapia e le regole per ridurre l'esposizione
Allergie di primavera: pollini, sintomi e rimedi, la guida di AgenSalute

Le allergie di primavera riguardano ormai un italiano su cinque e sono in aumento ogni anno, con stagioni dei pollini più lunghe e più intense per il clima che cambia e per l’inquinamento delle città. I sintomi arrivano puntuali tra marzo e giugno: starnuti a raffica, naso che cola, occhi rossi e lacrimanti, prurito al palato, e in una persona su tre anche tosse e affanno, segno che l’allergia è scesa ai bronchi. Nella maggior parte dei casi si gestiscono bene con pochi accorgimenti e con i farmaci giusti, presi nel modo giusto, e per chi sta male ogni anno esiste una cura che modifica il decorso della malattia, l’immunoterapia. Questa guida spiega come riconoscere la rinite allergica, quali pollini circolano mese per mese, come ridurre l’esposizione, quali farmaci usare e quando andare dall’allergologo.

Allergie di primavera o raffreddore: come distinguerli

Il raffreddore dura una settimana, dà spesso un po’ di febbre e muco denso, e arriva una o due volte in una stagione. L’allergia dura settimane o mesi, torna ogni anno nello stesso periodo, non dà febbre, il muco è acquoso e trasparente, gli starnuti sono in serie e il prurito, a naso, occhi, palato e orecchie, è il sintomo che il raffreddore non ha. I sintomi peggiorano all’aperto, nelle giornate di sole e vento, e migliorano con la pioggia e in casa con le finestre chiuse. Gli occhi rossi e gonfi con lacrimazione sono la congiuntivite allergica, che accompagna la rinite in sette casi su dieci. Chi ha questi sintomi per la prima volta, o chi li ha da anni e non ha mai fatto un test, dovrebbe farli: i test cutanei o il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue dicono a quali pollini si è sensibili e permettono di sapere in anticipo quando prepararsi.

Il calendario dei pollini

  • Gennaio e febbraio: cipresso, nocciolo e ontano. Il cipresso è la prima causa di allergia invernale nel centro e nel sud, e i suoi sintomi vengono spesso scambiati per un raffreddore che non passa.
  • Marzo e aprile: betulla, al nord, con reattività crociata con mela, pesca, nocciola e carota cruda; frassino, carpino, platano e quercia.
  • Da aprile a luglio: le graminacee, la causa più comune di allergie di primavera in Italia, con il picco tra metà maggio e metà giugno; l’olivo nel centro-sud, tra maggio e giugno; la parietaria, l’erba dei muri, che al sud e sulle coste fiorisce da marzo a ottobre.
  • Da agosto a ottobre: ambrosia, soprattutto in Lombardia e Piemonte, e artemisia.

I bollettini dei pollini sono pubblicati ogni settimana dalla rete di monitoraggio delle ARPA e dall’Associazione italiana di aerobiologia, e con le app si possono ricevere gli avvisi per i pollini a cui si è sensibili. La concentrazione è più alta nelle giornate calde, asciutte e ventose, al mattino presto e nel tardo pomeriggio, ed è più bassa dopo la pioggia; dopo un temporale, però, i granuli si frammentano e per qualche ora aumentano le crisi d’asma.

Ridurre l’esposizione

  • Tenere chiuse le finestre nelle ore di punta e arieggiare la casa dopo la pioggia o la sera tardi; in auto, finestrini chiusi e filtro antipolline dell’aria condizionata sostituito ogni anno.
  • Al rientro a casa, togliere le scarpe, cambiare i vestiti e lavare viso e capelli prima di dormire, perché i pollini si depositano sui capelli e passano al cuscino.
  • Non stendere il bucato all’aperto nei giorni di picco.
  • Occhiali da sole all’aperto, che riducono i pollini negli occhi, e lavaggi nasali con soluzione salina al rientro, che tolgono i pollini dal naso.
  • Programmare le attività all’aperto, lo sport in particolare, dopo la pioggia o nelle ore meno cariche; evitare di tagliare l’erba o farlo con una mascherina FFP2, che è efficace contro i pollini.
  • Controllare i luoghi di vacanza: in montagna sopra i 1.500 metri e al mare la concentrazione di graminacee è più bassa.

I farmaci

Gli antistaminici di seconda generazione, come cetirizina, loratadina, bilastina, fexofenadina e rupatadina, sono la prima scelta per starnuti, prurito e naso che cola: si prendono una volta al giorno, molti senza ricetta, non danno sonnolenza o ne danno poca, e funzionano meglio se si cominciano qualche giorno prima dell’inizio della stagione dei propri pollini, senza aspettare i sintomi. Gli antistaminici di prima generazione, quelli che fanno dormire, sono da evitare, soprattutto per chi guida.

Gli spray nasali al cortisone, come mometasone, fluticasone e budesonide, sono la cura più efficace per il naso chiuso e per la rinite persistente: agiscono dopo alcuni giorni, vanno usati ogni giorno per tutta la stagione e, alle dosi indicate, sono sicuri anche per mesi; alcuni sono senza ricetta. Gli spray decongestionanti, quelli che liberano il naso in pochi minuti, vanno usati al massimo per tre-cinque giorni: oltre creano dipendenza e una rinite da farmaco peggiore di quella di partenza. Per gli occhi esistono colliri antistaminici e stabilizzanti, da usare ogni giorno nella stagione e non solo al bisogno. Chi ha tosse, affanno o fischi al petto ha un’asma allergica che richiede una visita e una terapia inalatoria regolare: il broncodilatatore al bisogno da solo non basta, e un’asma non curata è pericolosa.

Il vaccino antiallergico

L’immunoterapia specifica, il “vaccino” per le allergie, è l’unica cura che agisce sulla causa: si somministra per tre-cinque anni, in gocce o compresse sotto la lingua ogni giorno o con iniezioni mensili, e riduce i sintomi, il consumo di farmaci e il rischio che la rinite evolva in asma, con effetti che durano anni dopo la sospensione. È indicata per chi ha sintomi importanti ogni anno nonostante i farmaci, dai cinque anni di età, per i pollini a cui è sensibile, ed è prescritta dall’allergologo dopo i test; le compresse per graminacee e betulla sono rimborsate dal Servizio sanitario in diverse regioni. Si inizia almeno tre-quattro mesi prima della stagione, quindi in autunno o in inverno.

Bambini, gravidanza e anziani

Nei bambini l’allergia ai pollini compare in genere dopo i tre anni e si manifesta spesso con il naso sempre chiuso, le occhiaie, il respiro a bocca aperta e la stanchezza, con un calo del rendimento scolastico a maggio e giugno, il periodo dei picchi e degli esami: antistaminici e spray nasali pediatrici sono sicuri e l’immunoterapia è indicata dai cinque anni. In gravidanza si possono usare i lavaggi nasali, gli spray al cortisone e alcuni antistaminici, come loratadina e cetirizina, su indicazione del medico; i decongestionanti sono da evitare. Negli anziani gli antistaminici di prima generazione aumentano confusione e cadute e vanno sostituiti con quelli di seconda generazione, e chi prende molti farmaci deve controllare le interazioni con il medico o il farmacista.

Le domande più frequenti

  • L’allergia può comparire da adulti? Sì, anche dopo i 40 anni, e può cambiare nel tempo, con nuove sensibilizzazioni.
  • Il miele locale protegge? No, non ci sono prove: i pollini del miele sono di piante impollinate dagli insetti, diverse da quelle che causano l’allergia.
  • Frutta e verdura danno prurito in bocca: cos’è? La sindrome orale allergica, una reattività crociata tra i pollini e alcuni alimenti crudi, come mela, pesca, kiwi, sedano e nocciole, che non dà problemi se cotti; va segnalata all’allergologo.
  • Gli antistaminici vanno presi solo quando si sta male? Meglio ogni giorno per tutta la stagione: prevenire l’infiammazione è più efficace che inseguirla.

Fonti

Le altre guide di AgenSalute sono nella pagina Guide di AgenSalute.

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