martedì, 6 Ottobre 2026

Giornata del Fiocchetto Lilla (15 marzo): i disturbi dell’alimentazione in Italia, dove sono i centri pubblici e come si chiede aiuto

Tre milioni di persone, un esordio sempre più precoce, 176 centri di cura distribuiti in modo diseguale: cosa rappresenta il 15 marzo, come funziona la rete pubblica, cosa prevedono i LEA e a chi rivolgersi
Quando
15 marzo
Prossima edizione
15 marzo 2027
Tipo
Giornata
Promotore
Associazione Mi Nutro di Vita dal 2012; riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio nel 2018; Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, associazioni di familiari
Aggiornato il
5 Ottobre 2026
Giornata del Fiocchetto Lilla

Il 15 marzo è la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata e le altre forme. L’ha ideata nel 2012 Stefano Tavilla, fondatore dell’associazione Mi Nutro di Vita, nel giorno in cui era morta la figlia Giulia, a 17 anni, in attesa di un ricovero; nel 2018 la Presidenza del Consiglio l’ha riconosciuta come giornata nazionale. In Italia si stima che ne soffrano circa tre milioni di persone, soprattutto ragazze e ragazzi, con un’età di esordio che si abbassa, e la cura dipende ancora troppo da dove si vive. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, cosa sappiamo dei numeri, come è organizzata la rete pubblica dei centri, cosa prevedono i livelli essenziali di assistenza e a chi rivolgersi. Viene aggiornata ogni anno. È scritta seguendo le raccomandazioni per la comunicazione su questi temi: non riporta pesi, calorie o comportamenti nel dettaglio.

Che cos’è la Giornata del Fiocchetto Lilla

Il fiocchetto lilla è il simbolo che le associazioni di familiari e pazienti distribuiscono nelle piazze, nelle scuole e negli ospedali. Le attività ricorrenti sono le illuminazioni di lilla dei monumenti, le giornate di porte aperte nei centri di cura, gli incontri nelle scuole con psicologi e nutrizionisti, la campagna di comunicazione del Ministero della Salute contro lo stigma, la presentazione dei dati dell’Istituto superiore di sanità e le iniziative delle associazioni riunite nel coordinamento nazionale. È anche il giorno in cui le famiglie raccontano quanto è difficile trovare un posto letto o un centro vicino a casa.

La Giornata cade il 15 marzo ogni anno. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

L’Italia in cifre

  • Le persone con un disturbo dell’alimentazione sono stimate in circa tre milioni, ma l’Italia non ha ancora dati nazionali certi di prevalenza: per questo l’Istituto superiore di sanità ha avviato nel 2026 il primo sistema di sorveglianza epidemiologica, che incrocerà ricoveri, accessi in pronto soccorso, servizi territoriali e mortalità.
  • L’età: l’esordio è sempre più precoce, con casi già nella preadolescenza, e i nuovi casi sono aumentati dopo la pandemia; le ragazze sono la maggioranza ma i ragazzi sono in crescita e vengono diagnosticati più tardi.
  • La gravità: l’anoressia nervosa è il disturbo psichiatrico con la mortalità più alta; una diagnosi e una presa in carico precoci cambiano l’esito.
  • I centri: la mappa dell’ISS conta 176 centri di cura, 141 pubblici e 35 privati accreditati, con 2.091 professionisti, più 56 associazioni; 85 centri sono al Nord e 55 al Sud e nelle isole, e la maggior parte accoglie dai 13 anni in su, con pochi servizi per i bambini più piccoli.

Come funziona la rete pubblica

La cura dei disturbi dell’alimentazione è per definizione multidisciplinare: psichiatra o neuropsichiatra infantile, psicologo, medico nutrizionista, dietista, internista o pediatra. La rete è organizzata su livelli crescenti di intensità: il medico di famiglia e il pediatra per il primo riconoscimento, gli ambulatori specialistici dei centri, i centri diurni e semiresidenziali, le strutture residenziali per i casi che richiedono un periodo lontano da casa, il ricovero ospedaliero per le emergenze mediche. Dal 2024 i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono un’area autonoma dei livelli essenziali di assistenza, separata dalla salute mentale, con l’obbligo per le regioni di garantire tutti i livelli di cura; il fondo nazionale dedicato, istituito nel 2021, finanzia i centri ma è stato oggetto ogni anno di incertezze e proteste delle associazioni. Il problema più sentito dalle famiglie è l’attesa: per un primo colloquio nei centri pubblici possono passare mesi, e le strutture residenziali sono concentrate in poche regioni.

Come si riconoscono i segnali

I disturbi dell’alimentazione non si vedono dal peso: la maggior parte delle persone che ne soffre ha un peso normale. I segnali che genitori, insegnanti e amici possono cogliere sono il cambiamento del rapporto con il cibo e con il corpo: preoccupazione costante, regole rigide, evitamento dei pasti in compagnia, isolamento, sbalzi di umore, attività fisica compulsiva, controllo ossessivo dell’aspetto. Davanti a questi segnali la cosa giusta è parlarne senza giudizio e rivolgersi al medico o a un centro, presto: aspettare che “passi” è l’errore più frequente.

Cosa possono fare scuola e famiglie

  • Parlare di cibo e di corpo senza commenti sul peso e sull’aspetto, propri e altrui, e senza diete “da provare”: sono i fattori di rischio più documentati.
  • Non minimizzare né forzare: un ragazzo che cambia il suo rapporto con il cibo ha bisogno di essere ascoltato, non controllato a tavola.
  • Chiedere aiuto presto e insieme: i percorsi di cura coinvolgono la famiglia, e nei più giovani l’intervento basato sulla famiglia è quello con le prove migliori.
  • A scuola, inserire il tema nei programmi di educazione alla salute e sapere a chi segnalare, con i servizi di psicologia scolastica dove esistono.

A chi rivolgersi

  • Il numero verde SOS Disturbi alimentari dell’Istituto superiore di sanità, 800 180 969, gratuito e anonimo, che orienta verso i centri più vicini.
  • La mappa dei centri sul sito dell’Istituto superiore di sanità, con tutte le strutture pubbliche e accreditate regione per regione.
  • Il medico di famiglia o il pediatra, che possono prescrivere la visita nel centro di riferimento; in molte regioni si accede anche direttamente.
  • Le associazioni di familiari, che offrono gruppi di sostegno e orientamento.

Fonti

  • Associazione Mi Nutro di Vita, Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla; direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri del 19 giugno 2018
  • Istituto superiore di sanità, Centro nazionale per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, mappa dei servizi e progetto di sorveglianza epidemiologica (2026)
  • Ministero della Salute, campagna di comunicazione sui disturbi dell’alimentazione; Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
  • Decreto di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, area dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (2024)
  • Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione; Conferenza Stato-Regioni
  • Organizzazione mondiale della sanità e Academy for Eating Disorders, raccomandazioni per i media

Le altre pagine del calendario: Giornata mondiale della salute mentale, Giornata mondiale dell’obesità, Giornata internazionale dell’epilessia.

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