Il 29 ottobre è la Giornata mondiale della psoriasi, istituita nel 2004 dalla federazione internazionale delle associazioni di pazienti IFPA. La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che in Italia riguarda circa due milioni di persone e che, nonostante terapie oggi molto efficaci, resta segnata da ritardi nell’accesso alle cure e da uno stigma sociale che pesa quanto i sintomi. Questa pagina spiega cosa rappresenta la Giornata, quali sono i numeri italiani, cosa copre l’esenzione dal ticket, come si arriva ai farmaci biologici e dove sono i centri specialistici. Viene aggiornata ogni anno.
Che cos’è la Giornata mondiale della psoriasi
L’obiettivo della ricorrenza è duplice: far capire che la psoriasi non è una malattia della pelle ma una malattia sistemica, con ricadute sulle articolazioni, sul cuore e sul metabolismo, e combattere la discriminazione di chi la porta addosso in modo visibile. Nel 2014 l’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto la psoriasi come malattia cronica non trasmissibile grave, chiedendo agli Stati di garantire accesso alle cure.
In Italia la Giornata è presidiata dalle associazioni dei pazienti ADIPSO e APIAFCO e dalle società scientifiche dei dermatologi, SIDeMaST e ADOI. Le attività ricorrenti sono gli open day nei reparti di dermatologia, con visite gratuite e valutazione della gravità, le campagne di sensibilizzazione con testimonial sportivi, gli incontri istituzionali alla Camera e nelle regioni per chiedere l’inserimento della psoriasi nel Piano nazionale della cronicità.
La Giornata cade il 29 ottobre ogni anno, lo stesso giorno della Giornata mondiale dell’ictus. Tutte le ricorrenze sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.
L’Italia in cifre
- Persone con psoriasi: tra 1,8 e 2 milioni secondo le stime delle associazioni e della SIDeMaST, circa il 3 per cento della popolazione. Nel mondo la prevalenza varia dallo 0,6 al 4,8 per cento.
- Forme moderate e gravi: circa 150.000 pazienti.
- Artrite psoriasica: si sviluppa in almeno il 30 per cento dei pazienti, spesso anni dopo le manifestazioni cutanee, e viene diagnosticata con un ritardo medio di sette anni.
- Comorbidità: un paziente su quattro ne ha una, un altro quarto due, uno su cinque tre o più. Il rischio cardiovascolare è quasi doppio rispetto alla popolazione generale; frequenti la sindrome metabolica, il diabete, la malattia infiammatoria intestinale, l’ansia e la depressione, che crescono con la gravità della malattia.
- Stigma: nelle indagini delle associazioni quasi un paziente su due riferisce di aver subito discriminazioni sul lavoro o nella vita sociale.
L’esenzione 045: cosa copre e cosa no
L’esenzione dal ticket con codice 045 esiste, ma copre solo le forme più gravi: la psoriasi artropatica, la psoriasi pustolosa grave e la psoriasi eritrodermica. La psoriasi a placche comune, che è la forma più diffusa, non dà diritto all’esenzione, anche quando è estesa. Le visite dermatologiche di controllo, gli esami del sangue richiesti dalle terapie e le creme restano quindi a carico del paziente, salvo che non rientri in altre esenzioni per reddito o invalidità. È una delle ragioni per cui le associazioni chiedono l’ingresso della psoriasi nel Piano nazionale della cronicità: le regioni ne hanno proposto l’inserimento e il Ministero ha aperto a future integrazioni.
Le terapie: dalle creme ai biologici
La psoriasi lieve si tratta con terapie locali a base di cortisonici, analoghi della vitamina D e cheratolitici, e con la fototerapia, disponibile in molti reparti ospedalieri. Per le forme moderate e gravi si passa alle terapie sistemiche tradizionali (metotrexato, ciclosporina, acitretina) e, in caso di risposta insufficiente o controindicazioni, ai farmaci biologici e alle piccole molecole.
Le classi rimborsate dal Servizio sanitario nazionale sono quattro: gli anti-TNF (adalimumab, etanercept, infliximab, oggi disponibili anche come biosimilari), gli anti-interleuchina 12/23, gli anti-interleuchina 17 e gli anti-interleuchina 23, a cui si aggiungono le piccole molecole orali. Sono farmaci ad alto costo, prescrivibili solo con piano terapeutico rilasciato dai centri dermatologici autorizzati dalle regioni, gli eredi della rete PSOCARE creata dall’AIFA nel 2005. La loro efficacia è tale che oggi l’obiettivo terapeutico è la pelle completamente pulita.
Il divario è tra chi potrebbe beneficiarne e chi li riceve: le associazioni stimano da anni che i pazienti trattati con biologici siano una frazione di quelli candidabili. L’ingresso dei biosimilari ha ridotto i costi e allargato le prescrizioni, ma restano le barriere dell’accesso ai centri e delle liste d’attesa: per una visita dermatologica programmata le segnalazioni raccolte da Cittadinanzattiva arrivano a sei mesi di attesa.
Come si accede ai centri
Il percorso parte dal medico di famiglia, che prescrive la visita dermatologica. Chi ha una forma estesa o resistente alle terapie locali dovrebbe chiedere di essere indirizzato a un centro di riferimento per la psoriasi, di norma nelle dermatologie universitarie e ospedaliere: l’elenco per regione è disponibile presso le associazioni dei pazienti. Nei centri la gravità viene misurata con indici standard (PASI, BSA, DLQI) che determinano l’accesso alle terapie sistemiche. Ai pazienti con dolore o gonfiore articolare viene richiesta anche una visita reumatologica: l’artrite psoriasica, se trascurata, causa danni irreversibili (vedi la pagina sulla Giornata mondiale delle malattie reumatiche).
Le iniziative della Giornata
Intorno al 29 ottobre i reparti di dermatologia aderenti aprono le porte per visite gratuite, valutazione della gravità e orientamento verso i centri di riferimento; le associazioni allestiscono punti informativi nelle piazze e negli ospedali e promuovono campagne contro lo stigma con testimonial dello sport e dello spettacolo. AgenSalute raccoglie gli open day delle ASL e delle aziende ospedaliere tra le notizie della settimana.
Cosa fare, in pratica
- Non accontentarsi delle creme quando la malattia è estesa, coinvolge mani, piedi, cuoio capelluto o genitali, o incide sulla qualità della vita: esistono terapie sistemiche efficaci.
- Segnalare al dermatologo dolori articolari, dita gonfie o mal di schiena notturno: possono essere i primi segni dell’artrite psoriasica.
- Controllare periodicamente pressione, peso, glicemia e colesterolo: la psoriasi è un fattore di rischio cardiovascolare a sé.
- Se si rientra nelle forme gravi, chiedere alla ASL l’esenzione 045 con la certificazione dello specialista.
Fonti
- IFPA, World Psoriasis Day; OMS, risoluzione sulla psoriasi del 2014 e rapporto globale
- SIDeMaST e ADOI, dati epidemiologici e linee guida sulla psoriasi
- ADIPSO e APIAFCO, indagini sui pazienti e campagne per la Giornata
- Società italiana di medicina generale, rassegna sulle comorbidità della psoriasi (2025)
- DPCM 12 gennaio 2017, allegato 8, codice di esenzione 045
- Conferenza delle Regioni, proposta di inserimento nel Piano nazionale della cronicità
- Cittadinanzattiva, rapporto sulle liste d’attesa 2025
Le altre pagine del calendario di ottobre: Giornata mondiale dell’ictus, Giornata mondiale delle malattie reumatiche, Giornata mondiale della salute mentale.






