giovedì, 1 Ottobre 2026

Giornata mondiale della vista: cataratta, maculopatie e liste d’attesa in Italia

Quante persone in Italia vedono poco o nulla, quanto si aspetta davvero per la cataratta e per le iniezioni intravitreali, cosa garantisce il SSN e dove fare i controlli gratuiti
Quando
Secondo giovedì di ottobre
Prossima edizione
8 ottobre 2026
Tipo
Giornata
Promotore
IAPB, Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, con l'OMS; in Italia IAPB Italia ETS e Unione italiana ciechi e ipovedenti
Aggiornato il
30 Settembre 2026
Giornata mondiale della vista

La Giornata mondiale della vista, World Sight Day, si celebra ogni anno il secondo giovedì di ottobre. Nel 2026 cade l’8 ottobre, nel 2027 il 14 ottobre. La promuove l’IAPB, l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, con l’Organizzazione mondiale della sanità; in Italia la organizza IAPB Italia con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che ogni anno portano nelle piazze controlli oculistici gratuiti. Questa pagina raccoglie i numeri della disabilità visiva in Italia, i tempi di attesa reali per la cataratta e per le cure delle maculopatie e ciò che il Servizio sanitario nazionale garantisce. Viene aggiornata ogni anno.

Che cos’è la Giornata mondiale della vista

Il World Sight Day nasce nel 2000 su iniziativa del Lions Clubs International e viene coordinato dall’IAPB dal 2001. La data mobile, il secondo giovedì di ottobre, è la stessa in tutto il mondo. Dal 2021 la campagna globale si chiama #LoveYourEyes e chiede a ciascuno un impegno concreto: fare un controllo della vista. In cinque anni sono stati raccolti 25 milioni di impegni; l’obiettivo per il 2026 è aggiungerne altri 5 milioni. Il tema dell’edizione 2026 è il potere delle persone, cioè le storie di chi convive con una malattia oculare, e il 2 novembre 2026 si tiene ad Antigua e Barbuda il primo vertice mondiale sulla salute della vista.

Tutte le ricorrenze dell’anno sono nel Calendario della Salute di AgenSalute.

La vista in Italia e nel mondo in cifre

Nel mondo, secondo la scheda OMS aggiornata a febbraio 2026, almeno 2,2 miliardi di persone hanno un deficit visivo da vicino o da lontano e per almeno un miliardo di loro il problema poteva essere evitato o non è ancora stato trattato. Le prime cause sono la cataratta (94 milioni di persone), i vizi di refrazione non corretti (88 milioni), la degenerazione maculare legata all’età (8 milioni), il glaucoma (7,7 milioni) e la retinopatia diabetica (3,9 milioni). L’Atlante della visione dell’IAPB stima che il 90 per cento della perdita visiva sia prevenibile o trattabile e che entro il 2050 le persone colpite supereranno 1,7 miliardi.

Per l’Italia non esiste un registro nazionale aggiornato. L’ultima rilevazione ISTAT-Eurostat con questo dettaglio, del 2015, contava oltre un milione di persone con limitazioni gravi della vista, circa il 2 per cento della popolazione, con punte dell’8,8 per cento tra gli over 75 e del 10,7 tra le donne della stessa età. IAPB Italia stima 1,5 milioni di ipovedenti e oltre 200.000 ciechi, e più di 3,5 milioni di persone a rischio di ipovisione o cecità per glaucoma, retinopatia diabetica e maculopatia. Sono numeri destinati a crescere con l’invecchiamento della popolazione.

Le patologie che pesano di più:

  • Cataratta: circa 650.000 interventi l’anno, secondo la Società oftalmologica italiana, con una proiezione verso un milione entro il 2030.
  • Degenerazione maculare legata all’età: circa il 2 per cento della popolazione, oltre un milione di persone, con una prevalenza che sale dal 2,1 per cento tra 65 e 69 anni al 3,7 oltre gli 85.
  • Glaucoma: circa un milione di persone, e metà non sa di averlo. Nella campagna di screening “Vista in salute” una persona su 25 aveva un glaucoma non diagnosticato.
  • Retinopatia diabetica: riguarda circa il 22 per cento dei 4,5 milioni di italiani con diabete, ed è la prima causa di cecità in età lavorativa.
  • Miopia: circa 2 milioni di bambini e adolescenti italiani sono miopi, e la prevalenza mondiale è passata dal 24 per cento del 1990 al 36 del 2023. Gli oculisti pediatri la considerano una questione di sanità pubblica, perché la miopia elevata espone da adulti a distacco di retina, glaucoma e maculopatia.

Cataratta: l’intervento più fatto e le attese più lunghe

L’intervento di cataratta è la procedura chirurgica più eseguita nel Servizio sanitario nazionale ed è sicuro e rapido. Il problema è arrivarci. La SOI denuncia da anni attese fino a due anni in alcune aree del Paese, con circa 3.000 oculisti nel pubblico su 7.000 in attività; la Società italiana scienze oftalmologiche, nel novembre 2025, ha confermato attese oltre i due anni in alcune regioni. Le classi di priorità previste per i ricoveri programmati sono 30 giorni per la classe A, 60 per la B, 180 per la C e 12 mesi per la D; la cataratta finisce quasi sempre nelle ultime due.

I monitoraggi nazionali non aiutano: il primo bollettino Agenas sulle liste d’attesa, pubblicato nel luglio 2026, e il monitoraggio degli interventi chirurgici riguardano l’area oncologica e cardiovascolare, non l’oculistica. Chi non può aspettare si rivolge al privato, dove l’intervento costa intorno ai 3.000 euro per occhio. È una delle diseguaglianze più silenziose del sistema, perché riguarda soprattutto persone anziane.

Maculopatie: i farmaci ci sono, i medici e le agende no

La degenerazione maculare neovascolare e l’edema maculare diabetico si curano con iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, che fermano la perdita della visione centrale se somministrate in tempo e con regolarità. La nota AIFA 98, aggiornata nel novembre 2025, rende rimborsabili aflibercept, bevacizumab, brolucizumab, ranibizumab e faricimab, l’anticorpo bispecifico rimborsato dall’ottobre 2023 ed esteso nell’ottobre 2025 all’occlusione venosa retinica. Da maggio 2026 è disponibile in Italia il primo biosimilare di aflibercept, che dovrebbe ridurre i costi.

Il collo di bottiglia non è il farmaco ma l’organizzazione: secondo la SOI in Italia si eseguono circa 300.000 iniezioni l’anno con 250 medici abilitati, e solo il 30 per cento dei pazienti riceve cure adeguate per frequenza e continuità. Ogni iniezione saltata o rinviata è visione persa per sempre. Per la forma secca avanzata, l’atrofia geografica, in Europa non esiste ancora una terapia approvata: l’EMA ha respinto pegcetacoplan nel settembre 2024 e la domanda per avacincaptad è stata ritirata un mese dopo.

Cosa garantisce il Servizio sanitario nazionale

  • Visita oculistica con impegnativa del medico di famiglia, secondo le classi di priorità: 72 ore per le urgenze, 10 giorni per la classe B, 30 per la D, 120 per la P. Se la ASL non rispetta i tempi, il cittadino ha diritto a ottenere la prestazione in intramoenia pagando solo il ticket. Nella pratica, il Rapporto civico di Cittadinanzattiva ha registrato per il 2024 attese fino a 540 giorni per una visita oculistica.
  • Screening neonatale: il test del riflesso rosso è nei LEA dal 2017 e va ripetuto ai bilanci di salute pediatrici. Non esiste invece uno screening scolastico della vista organizzato a livello nazionale: dipende dalle regioni e dai singoli comuni.
  • Riabilitazione visiva: la legge 284 del 1997 istituisce i centri di riabilitazione visiva per ciechi e ipovedenti, individuati dalle regioni; il Polo nazionale di ipovisione ha sede a Roma.
  • Riconoscimento di cecità e ipovisione: la legge 138 del 2001 fissa le soglie. Cieco totale è chi ha residuo perimetrico inferiore al 3 per cento, cieco parziale chi ha un visus non superiore a 1/20 o campo visivo inferiore al 10 per cento, ipovedente grave chi non supera 1/10 o il 30 per cento di campo, medio-grave a 2/10 o 50 per cento, lieve a 3/10 o 60 per cento. Al riconoscimento sono legate le indennità e le agevolazioni.

Prevenire si può: le regole di base

Una visita oculistica completa ogni anno dopo i 40 anni, e prima in presenza di diabete o di familiarità per il glaucoma, perché le malattie che rubano la vista non fanno male e non si vedono finché non è tardi. Tenere sotto controllo pressione e glicemia, non fumare, proteggere gli occhi dal sole. Per i bambini, più tempo all’aperto e pause regolari dagli schermi: sono i due fattori su cui la ricerca sulla miopia è più concorde. E per chi è in cura per una maculopatia, non saltare mai un’iniezione programmata.

Fonti

  • IAPB, World Sight Day 2026; IAPB Italia, Giornata mondiale della vista 2026
  • OMS, scheda su cecità e disabilità visiva, febbraio 2026; IAPB Vision Atlas
  • ISTAT-Eurostat, indagine sulle condizioni di salute 2015; IAPB Italia, stime 2020 e 2024
  • Società oftalmologica italiana, dati su cataratta e intravitreali; SISO, novembre 2025
  • AIFA, nota 98, aggiornamento 14 novembre 2025; EMA, decisioni su pegcetacoplan e avacincaptad 2024
  • Agenas, monitoraggio liste d’attesa 2026; Cittadinanzattiva, Rapporto civico 2025 e FAQ sulle classi di priorità
  • Società italiana di neonatologia, screening del riflesso rosso
  • Legge 284/1997 e legge 138/2001; Polo nazionale di ipovisione
  • Società italiana di pediatria, congresso settembre 2026, dati sulla miopia infantile

Le altre pagine del calendario di ottobre: Ottobre rosa e tumore al seno, Settimana mondiale dell’allattamento, Giornata mondiale della salute mentale.

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