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Novartis lancia Catalyst, per rafforzare la ricerca clinica

03/11/2026 Industria
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Progetti pilota in Lombardia, Veneto, Toscana e Campania

Milano, 3 novembre 2026 – Rafforzare l’organizzazione della ricerca clinica negli ospedali, intervenendo su burocrazia, carenza di personale dedicato e difficoltà a integrare gli studi nei percorsi di cura. È l’obiettivo di Catalyst, il progetto sviluppato da Novartis attraverso il confronto con sperimentatori, centri di ricerca, società scientifiche ed esperti del settore. Presentato a Milano durante l’evento “Innovazione che cambia la vita”, avrà una prima applicazione con iniziative pilota in Lombardia, Veneto, Toscana e Campania.

Il progetto punta ad aiutare i centri a migliorare la gestione degli studi clinici, lavorando sulle condizioni che consentono di trasformare i progressi della ricerca in opportunità terapeutiche. Tra gli interventi individuati figurano la digitalizzazione dei processi, la valorizzazione delle professionalità dedicate, lo sviluppo delle Clinical Trial Unit, strutture per la gestione degli studi, e un maggiore coinvolgimento delle direzioni generali degli ospedali. Un altro obiettivo è rafforzare l’integrazione tra ospedale, territorio e ricerca.

A fare da sfondo è un divario tra il valore riconosciuto alla ricerca e la conoscenza delle sue possibilità. Secondo l’indagine “Valore, percezione e impatto della ricerca clinica in Italia”, realizzata da AstraRicerche, il 78% degli italiani considera innovazione e ricerca leve per lo sviluppo del Paese e l’84% le ritiene importanti per il benessere della società. Solo il 27,1%, però, si dichiara molto o abbastanza informato sul tema. Dati che richiamano la necessità di intervenire anche sull’informazione e sulla partecipazione.

“La ricerca è una parte fondamentale del percorso di cura e la sua gestione richiede una visione più strategica e integrata, a partire dalla standardizzazione e digitalizzazione dei processi degli studi clinici presso i centri”, afferma Paolo Petralia, direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e vicepresidente Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere. “L’ambizione è creare le condizioni organizzative affinché la ricerca generi benefici concreti e misurabili per i pazienti, i professionisti e il sistema, attraverso processi sempre più integrati, standardizzati e digitalizzati”.

Secondo i dati diffusi dall’azienda, Novartis conta in Italia 924 centri clinici attivi e oltre 2.000 pazienti coinvolti. L’attività di ricerca e sviluppo si concentra su oncologia, area cardiorenale-metabolica, immunologia e neuroscienze, attraverso piattaforme che comprendono medicina di precisione, terapie con radioligandi, siRNA e terapie cellulari e geniche.

“Oggi la sfida non è soltanto aprire nuove frontiere della scienza, ma assicurare che il valore dell’innovazione possa tradursi in un impatto concreto sulla vita delle persone”, sottolinea Federico Mambretti, Country President di Novartis Italia. “Per questo vogliamo mettere a disposizione innovazione, competenze e capacità di costruire partnership, che contribuiscano a ridurre la distanza tra ciò che la ricerca rende possibile e ciò che riesce realmente ad arrivare ai pazienti”.

L’evento è stato promosso in occasione dei 250 anni di innovazione scientifica celebrati da Novartis e dei 30 anni dalla nascita dell’azienda. All’incontro ha contribuito anche lo scrittore Paolo Giordano con un testo inedito sul significato della scienza e sul contributo dell’innovazione medico-scientifica alla vita delle persone.

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