Legge di bilancio, SIF: interesse per l’early access e le nuove risorse. Necessario ridurre la dipendenza dal payback
Armando Genazzani: “L’early access è una priorità per garantire equità e tutelare la salute dei cittadini. Bene le ulteriori risorse, ma serve un nuovo assetto che assicuri sostenibilità e attrattività al mercato italiano”.
Roma, 3 novembre 2026 – La Società Italiana di Farmacologia guarda con interesse alle proposte sul farmaco avanzate per la Manovra 2026 e alle posizioni espresse dal comparto industriale. Di particolare interesse è la proposta sull’early access: velocizzare l’accesso alle terapie che apportano miglioramenti considerevoli alla salute è una questione di equità e di tutela della salute dei cittadini.
“Già nel 2024 avanzammo una proposta di early access molto simile a quella proposta adesso dal Governo e reputiamo che questa sia una priorità per il nostro sistema per arginare la deriva verso la privatizzazione della sanità – dichiara Armando Genazzani, Presidente della Società Italiana di Farmacologia (SIF). Rimane ancora irrisolto il tema della clausola di salvaguardia nel caso in cui le successive negoziazioni non vadano a buon fine, ma siamo sicuri che il Governo troverà una soluzione”.
“Di altrettanto interesse è aver messo a disposizione ulteriori risorse, per quanto il sistema del payback rimanga un pilastro che non viene superato. È quindi fondamentale – continua – trovare un nuovo assetto che permetta la sostenibilità e, contemporaneamente, renda il mercato italiano attrattivo, riducendo la dipendenza dal payback. Ancora una volta, inoltre, farmaci generici, biosimilari e farmaci acquistati attraverso gare non vengono esclusi da questo strumento, rischiando così di rendere questo mercato sempre meno competitivo e di portare alla scomparsa dal mercato di farmaci a basso costo che hanno però importanti risvolti per la salute”.
“Il tema del payback è estremamente complesso – aggiunge Genazzani – e ha raggiunto un’entità tale da essere diventato strutturale. Questo porta però a distorsioni, come un incremento del costo delle terapie, che devono tenere conto del payback, e la necessità di questa restituzione per chiudere il bilancio delle Regioni. Come per qualunque elemento strutturale, il suo superamento non è semplice, ma è diventato necessario poiché il meccanismo è controproducente”.
“Infine, è importante sottolineare che la spesa farmaceutica è estremamente controllata: è in aumento, ma non è fuori controllo. Sarebbe importante trovare strumenti di monitoraggio di pari efficacia per tutte le altre voci che concorrono alla spesa sanitaria. Questo permetterebbe di ottimizzare l’intera spesa sanitaria e di non concentrarsi esclusivamente sulla spesa farmaceutica, come troppo spesso accade”, conclude il presidente SIF.

