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MANOVRA, CONFINDUSTRIA DISPOSITIVI MEDICI: “PAYBACK, CONTO DA 12,5 MILIARDI DI EURO PER LE IMPRESE”

03/11/2026 Industria
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Faltoni: “appello al Governo per trovare una soluzione strutturale entro il 31 dicembre”

Roma, 3 novembre 2026 – “Non è troppo tardi per trovare dei correttivi alla manovra che lavorino per lo sviluppo del sistema Paese: finanziare adeguatamente il pilastro tecnologico del SSN e consentire alle imprese che lo forniscono di operare in un quadro economico e normativo coerenti con le prospettive di crescita. La manovra dovrebbe dare una visione strategica di lungo periodo per la sanità e per l’industria del Paese. Ad oggi, con la Legge di Bilancio il Governo lascia intatto il meccanismo del payback, ma rende esigibili in tempi brevissimi somme insostenibili per le imprese. Si tratta di un peso insormontabile, che mette a rischio investimenti, occupazione, capacità produttiva e, in molti casi, la sopravvivenza stessa delle aziende. Dopo aver inserito il settore tra le cinque filiere strategiche per il Paese, il Governo compie una brusca e dolorosa inversione di rotta”. Così il Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Fabio Faltoni, ha commentato la manovra durante l’Assemblea pubblica “Il MedTech per la salute e l’economia dell’Italia”, che ha riunito oggi a Roma rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni e delle istituzioni europee.

“Presentare l’intervento dello Stato di 1,4 miliardi come un contributo alle aziende – ha dichiarato il Presidente Faltoni – è fuorviante: questa somma è destinata a ripianare le finanze regionali e copre meno di un terzo dei 4 miliardi di payback nel solo periodo 2019-2023. Secondo le nostre stime, il conto complessivo per le aziende è di 12,5 miliardi di euro dal 2019 al 2029 e non aver toccato il meccanismo vuol dire accetterare che questo continui a generare sforamenti da parte delle Regioni che poi le imprese dovranno ripagare. In media si tratta di 1,5 miliardi di euro ogni anno. Come se non bastasse, la prima rata, relativa al 2019, dovrà essere versata entro il 30 luglio 2027”.

“È inaccettabile – ha continuato il Presidente Faltoni – la scelta di lasciare invariato il payback. Non resteremo in silenzio: chiediamo al Parlamento di modificare profondamente la manovra e stralciare le misure che colpiscono le imprese. Rivolgiamo un appello al Governo affinché si trovi entro il 31 dicembre 2026 una soluzione strutturale, che superi definitivamente il meccanismo del payback. C’è ancora il tempo per correggere la rotta e dare al settore un quadro sostenibile e certo, nell’interesse delle imprese e della tenuta del Servizio sanitario nazionale”.

Superare il payback. Fissare tetti di spesa coerenti con i fabbisogni reali. Incentivare e tutelare l’innovazione. Costruire una politica industriale per il medtech. Sono le quattro priorità che Confindustria Dispositivi Medici ha portato al centro dell’Assemblea.

Il tetto di spesa per i dispositivi medici nella Legge di Bilancio sale dal 2027 appena dello 0,1%, passando al 4,7%. Un incremento insufficiente, che non interviene sulle cause degli sforamenti: “Il payback non ha raggiunto nemmeno il suo obiettivo originario: non ha controllato la spesa, ma ha generato e continuerà a generare incertezza, contenziosi e rischi per la continuità delle forniture, colpendo soprattutto le PMI, che sono l’ossatura del settore”, ha sottolineato Faltoni.

Secondo l’Associazione, il problema è strutturale: dal 2019 al 2025 nessuna Regione è riuscita a rispettare il tetto di spesa per i dispositivi medici e nel 2025 ben 14 Regioni lo hanno superato di oltre il 50%. Nel frattempo, “più di un’impresa su due ha aumentato il proprio indebitamento. Non è più sostenibile chiedere alle imprese di farsi carico retroattivamente degli sforamenti. Ci aspettiamo dal Governo un percorso concreto di uscita dal meccanismo”, ha detto Faltoni.

Per Confindustria dispositivi medici, la risposta passa da una governance della spesa, basata su dati, evidenze e bisogni di salute. Integrare le informazioni disponibili, valorizzare l’Health Technology Assessment (HTA) e misurare i risultati delle tecnologie nella pratica clinica significa programmare gli investimenti, orientare gli acquisti verso il valore e superare la logica dei tetti e dei ripiani a posteriori.

Accanto alla riforma della governance, per l’Associazione serve una politica industriale nazionale ed europea che sostenga ricerca, produzione e trasformazione digitale. La piena attuazione degli investimenti del PNRR può rendere strutturali nuovi servizi e modelli di assistenza, ma occorrono anche incentivi stabili per ricerca e sviluppo, sostegno agli investimenti e un quadro regolatorio più semplice e prevedibile, che favorisca l’innovazione e la competitività delle imprese sui mercati internazionali.

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