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Dalla maratona Rai agli stadi di calcio, dalle scuole alle piazze: i Giorni della Ricerca di AIRC per trasformare la ricerca in nuove cure

29/10/2026 Ricerca
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Fino al 15 novembre un programma di iniziative che coinvolge Rai, istituzioni, volontari, ricercatori, mondo della scuola e del calcio

Roma, 29 ottobre 2026 – I Giorni della Ricerca di Fondazione AIRC tornano fino al 15 novembre con un programma di iniziative che coinvolge RAI, istituzioni, volontari, ricercatori, mondo della scuola e quello del calcio, per raccontare le nuove sfide, promuovere la prevenzione e raccogliere fondi a sostegno dei 779 progetti di ricerca AIRC attualmente attivi. Tra gli appuntamenti più attesi la maratona RAI per AIRC che, da domenica primo a domenica 8 novembre, propone una straordinaria campagna d’informazione che coinvolge contemporaneamente tv, radio, testate giornalistiche, web e social. Un eccezionale esempio di servizio pubblico, iniziato più di 30 anni fa con le ‘Storie al Microscopio’ ideate da Pippo Baudo. Una collaborazione cresciuta nel corso degli anni che ha fatto entrare nelle case degli italiani la corretta informazione sul tema ‘cancro’ permettendo, grazie anche al numero solidale 45521, di raccogliere donazioni per oltre 163 milioni di euro, fondi che hanno consentito di trasformare la ricerca in nuove opportunità di cura.

Il 50% circa di chi si ammala di cancro oggi guarisce grazie alla ricerca

Oltre sessant’anni di ricerca sostenuta da AIRC hanno permesso di raggiungere traguardi importanti. Oggi circa il 50% delle persone colpite da un tumore guarisce. Inoltre, negli ultimi dieci anni la mortalità in Italia è calata del 9%. Dati che confermano l’importanza di continuare a investire nella ricerca scientifica per sviluppare terapie sempre più precise e mirate, offrendo nuove speranze soprattutto per quei tumori che ancora oggi non rispondono alle cure disponibili. (Fonte: AIOM, I numeri del cancro in Italia 2025, Dati AIRTUM 2026)

“La longeva sinergia tra RAI e AIRC è la dimostrazione concreta di cosa significhi essere Servizio Pubblico: mettere la forza, l’autorevolezza e la capacità di racconto della RAI al servizio delle persone e della Nazione – dichiara Giampaolo Rossi, Amministratore Delegato RAI. Dal 1995 accompagniamo il lavoro della ricerca oncologica, contribuendo a diffondere una corretta cultura scientifica, consapevolezza e fiducia nella conoscenza. Per la RAI, la ricerca non è solo un valore, è un metodo, una rete: significa connettere, approfondire, comprendere, innovare, ma anche ascoltare e raccontare in modo capillare. Il Servizio Pubblico come forma di “cura” collettiva, trasformando segmenti di palinsesto in viva partecipazione. In oltre trent’anni RAI e AIRC hanno costruito un’alleanza solida e, insieme, corrono la stessa “maratona di civiltà”, per illuminare anche gli angoli più bui della malattia e del dolore, trasformandoli in spazi di speranza e rinascita”.

“La ricerca scientifica è una delle espressioni più alte di fiducia nel futuro. È un investimento che genera conoscenza, sviluppo e opportunità, ma soprattutto progresso concreto per le persone – spiega Andrea Sironi, Presidente di Fondazione AIRC. Grazie ai risultati raggiunti dalla ricerca oggi il cancro non è più percepito come una sentenza inevitabile, ma come una sfida che può essere prevenuta, affrontata e sempre più spesso superata. L’attenzione con cui l’opinione pubblica ha seguito il percorso di cura di Papa Leone XIV ha riportato al centro del dibattito temi un tempo riservati agli specialisti. È un segnale importante, perché mostra come la ricerca entri sempre più nella vita delle persone e nel dibattito pubblico. Questa trasformazione è il risultato di un lungo percorso scientifico e culturale. Per decenni il cancro è stato accompagnato da paura e silenzi. In oltre trent’anni di collaborazione, AIRC e RAI hanno contribuito a scardinare questo tabù, portando nelle case degli italiani un’informazione scientifica rigorosa e accessibile. Oggi si parla di cancro con maggiore consapevolezza e si riconosce il valore della prevenzione e della ricerca. Ringrazio la RAI per essere ancora una volta al nostro fianco come parte integrante della nostra comunità insieme a 4,5 milioni di sostenitori, 20mila volontari, 17 Comitati e Uffici Regionali e tantissimi partner che ogni giorno contribuiscono a trasformare la ricerca in nuove cure”.

I Giorni della Ricerca vogliono dare un nome e un volto a tutti coloro che sostengono la ricerca. La campagna di quest’anno è dedicata a tutti i protagonisti della comunità AIRC, rappresentati idealmente da Mariarosa (donatrice, volontaria e testimone della ricerca), Camilla (testimone della ricerca) e Lorenzo (ricercatore), i cui nomi diventano la definizione stessa di cura. Grazie al ricco palinsesto della campagna RAI per AIRC molte di queste storie arriveranno al grande pubblico. In otto giorni di maratona sarà dato spazio alle testimonianze di ricercatori, medici, persone che hanno vissuto l’esperienza con la malattia, insieme agli ambassador che ne sono diventati autentici portavoce come Carolyn Smith, che guida la Giuria di Ballando con le Stelle: “Una volta la parola cancro era un tabù. Non si poteva nemmeno pronunciare. Grazie alla RAI, io ho potuto parlarne in tv, liberamente, ricordando l’importanza della prevenzione e il valore della ricerca, quale unico strumento per costruire un futuro sempre più libero dal cancro. Se sono viva, e come me molte altre persone, è grazie ai progressi fatti dalla scienza e all’impegno dei ricercatori, per questo ritengo sia importante sostenere AIRC. Durante i miei ricoveri ho incontrato donne che non ce l’hanno fatta, a volte ben più giovani di me. So che c’è ancora tanta strada da fare e per questo invito tutti a partecipare anche con un piccolo gesto come un SMS al 45521, perché se lo facciamo tutti insieme può veramente fare la differenza”.

I progressi nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura del cancro hanno permesso di raggiungere risultati importanti. L’Italia registra tassi di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi superiori alla media europea per alcune delle neoplasie più diffuse: 89,5% per il tumore della mammella e 67% per il colon-retto. (Fonte: AIOM, I numeri del cancro in Italia 2025, Dati AIRTUM 2026). Resta tuttavia ancora molto da fare per offrire nuove opportunità di cura a tutti i pazienti. Una sfida che richiede non soltanto di continuare a investire nella ricerca, ma anche di rendere i cittadini sempre più consapevoli dei suoi progressi e del valore della prevenzione.

Come sottolinea Anna Mondino, Direttrice Scientifica di Fondazione AIRC: “AIRC sostiene l’attività di ricerca di circa 5.000 ricercatori e medici impegnati in quasi 100 università, ospedali e centri di eccellenza, prevalentemente pubblici, contribuendo al progresso della ricerca oncologica italiana e delle nuove prospettive di cura. Ma il nostro impegno va oltre il sostegno alla ricerca. Da sempre AIRC incarna l’alleanza tra scienza e società: sentiamo forte la responsabilità di rendere i cittadini partecipi dei risultati raggiunti. Perché i progressi della ricerca diventino patrimonio condiviso è fondamentale renderli accessibili attraverso una comunicazione rigorosa che non si esaurisce nella trasmissione di informazioni, ma che contribuisca a creare cultura medico-scientifica. In questo percorso, la collaborazione con la RAI, che dura da oltre trent’anni, è stata e rimane fondamentale: grazie all’autorevolezza del servizio pubblico possiamo raggiungere milioni di persone e promuovere una maggiore consapevolezza sulle azioni utili a ridurre il rischio di ammalarsi di cancro, sull’importanza di fidarsi della ricerca come strumento di cura e di sostenere concretamente il lavoro dei nostri ricercatori”.

Dal 1965 Fondazione AIRC sostiene con continuità la ricerca indipendente sul cancro, con l’obiettivo di trasformare le scoperte scientifiche in nuove cure. In sessant’anni di attività ha investito oltre 2,7 miliardi di euro, contribuendo ai progressi nella prevenzione, diagnosi e cura che hanno aumentato significativamente la sopravvivenza. AIRC è il principale finanziatore non profit della ricerca oncologica in Italia e sostiene il lavoro di 5.000 scienziati attivi in quasi 100 strutture su tutto il territorio nazionale, selezionando i progetti attraverso un rigoroso processo di peer review. Una rete di 17 Comitati e uffici regionali, insieme alla comunità di 20.000 volontari e alla fiducia di 4,5 milioni di sostenitori, fa di AIRC una vera e propria “Fondazione Paese”. Della Fondazione fa parte anche IFOM, l’Istituto di Oncologia Molecolare, centro di riferimento internazionale.

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