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Filiera bufalina, meno antibiotici e più prevenzione: la strategia della Rete IZS al 14° World Buffalo Congress

30/10/2026 Ricerca
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Ridurre l’uso non necessario degli antibiotici negli allevamenti bufalini, prevenire le malattie e migliorare il benessere degli animali, tutelando al tempo stesso sicurezza alimentare e salute pubblica. È la strategia presentata dalla Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali al 14° World Buffalo Congress, il congresso mondiale in corso a Sorrento dedicato alla filiera bufalina, che torna in Italia dopo quasi vent’anni e riunisce circa 500 tra ricercatori, veterinari ed esperti provenienti da 40 Paesi.

Al centro della partecipazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), il contrasto all’antimicrobico-resistenza, una delle principali minacce per la salute pubblica globale e che riguarda anche il settore zootecnico.

“La salute degli animali, delle persone e dell’ambiente sono strettamente connesse: è il principio alla base dell’approccio One Health, che deve guidare anche le strategie di contrasto all’antimicrobico-resistenza – ha detto Giorgio Varisco, DG dell’IZSLER. Ridurre l’impiego non necessario degli antibiotici negli allevamenti non è solo una responsabilità sanitaria condivisa, ma anche un investimento in qualità, sostenibilità e competitività delle nostre filiere produttive. La prevenzione è la strada da seguire e la collaborazione tra gli Istituti ci permette di mettere a disposizione del sistema zootecnico strumenti scientifici e operativi sempre più efficaci”.

“La filiera bufalina rappresenta un patrimonio economico, sociale e identitario fondamentale per la Campania, che dobbiamo tutelare attraverso ricerca, prevenzione e sorveglianza sanitaria – ha aggiunto Giuseppe Iovane, DG dell’IZSM. Come IZSM siamo impegnati nel rafforzamento degli strumenti diagnostici, perché individuare tempestivamente le cause di una malattia significa poter intervenire con terapie più mirate, evitando il ricorso non necessario agli antibiotici”.

Tra gli strumenti presentati al Congresso c’è ClassyFarm: il sistema sviluppato dall’IZSLER per il Ministero della Salute, in collaborazione con Regioni e Rete IZS, per promuovere l’uso responsabile degli antibiotici negli allevamenti. Integrato nel Sistema Informativo Veterinario nazionale, consente di classificare gli allevamenti in base al rischio, incrociando dati sul consumo di antimicrobici, biosicurezza, benessere animale e condizioni sanitarie e produttive. Un approccio che lega salute animale e sostenibilità: migliori condizioni di allevamento e un minore impiego di antibiotici si associano infatti a un ridotto impatto ambientale e a una maggiore redditività delle aziende.

La collaborazione guarda anche oltre i confini nazionali. In questi giorni l’IZSLER, con la preziosa collaborazione dell’IZSM, ha raggiunto intese con alcuni Paesi del Sudamerica per avviare progetti pilota nelle filiere bufalina e suinicola, finalizzati all’utilizzo di ClassyFarm nell’ambito di RENOFARM, l’iniziativa globale della FAO per ridurre la necessità di ricorrere agli antimicrobici negli allevamenti e contrastare l’antimicrobico-resistenza nei sistemi agroalimentari.

Sul fronte della diagnostica, l’IZSM ha illustrato i risultati di un progetto nazionale finanziato dal Ministero della Salute e realizzato con il coinvolgimento di tutti e dieci gli Istituti. Il progetto ha definito Percorsi Diagnostici Appropriati (PDA), già disponibili per la specie bufalina per le sindromi enteriche, respiratorie e abortive. Grazie a un linguaggio comune tra i laboratori, i risultati delle analisi confluiscono in ClassyFarm, favorendo diagnosi tempestive e terapie mirate, con un minore ricorso non necessario agli antibiotici. Spazio, infine, anche alla prevenzione della brucellosi bufalina, malattia infettiva trasmissibile all’uomo. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (IZSAM), sede del Centro di Referenza Nazionale per le Brucellosi, ha presentato i risultati di una sperimentazione condotta con università brasiliane sull’efficacia a lungo termine del vaccino RB51.

Prevenzione, sorveglianza, diagnostica e ricerca: è attraverso l’integrazione di queste competenze che la Rete IZS contribuisce alla tutela della filiera bufalina, secondo un approccio One Health che integra salute animale, sicurezza alimentare e salute pubblica.

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