Facciata illuminata di arancio per sensibilizzare sul peso delle malattie non trasmissibili
Napoli, 17 settembre 2026 – Il Cardarelli accende un riflettore sulla sicurezza delle cure per le malattie non trasmissibili nella giornata del World Patient Safety Day, che si celebra oggi in tutto il mondo, illuminando la sua facciata di arancio e ponendo l’accento sulla diagnosi differenziale. Si tratta di una presa in carico globale e personalizzata durante l’intero iter terapeutico che viene adottata presso il proprio Centro di Neuroimmunologia e Sclerosi Multipla, di cui è responsabile Giorgia Teresa Maniscalco, incardinato nell’Unità operativa complessa di Neurologia diretta da Vincenzo Andreone.
Al centro afferiscono circa 2mila pazienti con malattie autoimmuni del sistema nervoso centrale, che ricevono un’assistenza calibrata sulla persona, attraverso il modello che vede il paziente al centro e tutto l’ospedale muoversi in funzione delle esigenze della persona assistita. Ciò consente di effettuare consulenze direttamente presso la Neuroimmunologia, evitando che l’ammalato debba spostarsi da un reparto all’altro, da un padiglione all’altro, per poter effettuare gli esami di cui necessita e le visite complementari alla terapia a cui si sottopone. Un approccio integrato basato su evidenze cliniche, abbattimento della frammentazione logistica e fluidità dei percorsi interni, che il Cardarelli assicura sia nella fase diagnostica che nella gestione della cronicità.
Il modello, che denota una significativa aderenza alle raccomandazioni e alle linee guida internazionali, ha dimostrato un elevato grado di sostenibilità economica mediante la riduzione dei ricoveri ordinari inappropriati e una spiccata replicabilità in altri contesti ospedalieri. Un’eccellente pratica clinico-organizzativa orientata a migliorare l’appropriatezza prescrittiva e gli esiti clinici del paziente affetto da malattie neuroimmunologiche, che recentemente è stata riconosciuta come tale anche da Agenas, risultando tra le buone pratiche approvate nell’ambito della “Call for Good Practice 2026”, a seguito di candidatura inoltrata dall’Uoc di Risk Management, diretta da Alfonso Maiellaro.
Dice il direttore generale del Cardarelli Antonio d’Amore: “Ridurre le attese dei pazienti e migliorare la compliance terapeutica è uno degli obiettivi prioritari del nostro ospedale. Ci fa piacere ribadirlo anche in occasione di questa giornata che punta a promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione dei rischi e del miglioramento continuo della qualità dell’assistenza sanitaria. Abbiamo voluto prendere ad esempio le buone pratiche in uso presso il nostro Centro di Neuroimmunologia, perché oltre a favorire una presa in carico globale dei pazienti, risulta attrattivo anche per cittadini provenienti da fuori regione e che si rivolgono al Cardarelli per una second opinion. Il che testimonia una volta in più come il modello che pone il paziente al centro del sistema di cura funzioni e sia replicabile anche altrove. Siamo fieri di poter essere un punto di riferimento in questo a livello nazionale, nell’interesse esclusivo dei pazienti e delle loro famiglie”.
A titolo di esempio, per quanto riguarda la diagnosi differenziale presso il Centro di Neuroimmunologia del Cardarelli, ad oggi risultano diagnosticate malattie autoimmuni del Sistema Nervoso Centrale, che presentano sintomi compatibili ma non coincidono con la Sclerosi Multipla come nel caso di Encefaliti, Vasculiti, Mieliti, NORB (Neurite Ottica Retrobulbare), Mogad, Behçet, NMOSD (disturbo dello spettro della neuromielite ottica), Les/neuroLes, Uveiti, Artriti.