Verona, 26 agosto 2026 – Ci sono aspetti della cura oncologica che non fanno rumore. Non hanno la visibilità delle nuove tecnologie, dei farmaci innovativi o delle apparecchiature di ultima generazione. Eppure possono incidere profondamente sul percorso di un paziente. La nutrizione è uno di questi.
Durante una terapia oncologica, perdere peso non significa semplicemente “mangiare un po’ meno”. La malnutrizione può diventare una vera complicanza della malattia e dei trattamenti, favorendo la perdita di massa muscolare, aumentando la fragilità e rendendo più difficile affrontare le cure. E nei periodi di caldo estremo, come quello che stiamo attraversando, l’attenzione deve essere ancora maggiore.
È da questa consapevolezza che nasce, all’interno della UOC di Radioterapia e Medicina Nucleare dell’ULSS 9, la nuova UOS Nutrizione in Radioterapia, con l’obiettivo di integrare stabilmente la valutazione e il supporto nutrizionale nel percorso dei pazienti sottoposti a trattamento radioterapico.
Il progetto, voluto dal dott. Francesco Fiorica, Direttore della UOC di Radioterapia e Medicina Nucleare e Direttore del Dipartimento Oncologico dell’ULSS 9 e sostenuto dall’Azienda Scaligera, si propone di intervenire prima che la perdita di peso e la fragilità diventino un problema clinico, facendo della nutrizione una componente programmata del percorso terapeutico.
La gestione della nuova UOS è affidata alla dott.ssa Milena Gabbani, con l’obiettivo di sviluppare un modello dedicato alla prevenzione, all’individuazione precoce e al trattamento della malnutrizione nel paziente oncologico.
“Abbiamo fatto nostri gli insegnamenti della scuola di nutrizione oncologica sviluppatasi attorno all’esperienza di Riccardo Caccialanza e Paolo Pederzoli, che ha contribuito ad affermare un principio oggi centrale – spiega il dott. Fiorica –: la nutrizione clinica deve entrare precocemente nel percorso oncologico e non essere riservata alle fasi in cui la malnutrizione è già manifesta. La nascita della UOS rappresenta anche una scelta di integrazione professionale – aggiunge Fiorica –. L’oncologo radioterapista rimane il riferimento del percorso terapeutico, affiancato però da competenze nutrizionali, infermieristiche e assistenziali capaci di intervenire tempestivamente quando emergono criticità”.
Supporto che nei reparti oncologici degli ospedali dell’ULSS 9 non è mai mancato ma che ora viene avvalorato da un processo certificato e previsto all’interno del percorso clinico di ogni paziente radioterapico. Ciò grazie anche alla formazione specifica effettuata nei mesi scorsi dai dietisti che operano nelle strutture ULSS 9.
“Negli ultimi decenni la radioterapia ha conosciuto una straordinaria evoluzione, tuttavia, la qualità di una Radioterapia moderna non può essere misurata soltanto attraverso la tecnologia – precisa il Direttore Fiorica –. Alla precisione delle apparecchiature deve corrispondere una presa in carico capace di riconoscere ciò che può condizionare concretamente il risultato delle cure e lo stato nutrizionale è uno di questi fattori. È questa la prospettiva nella quale il Dipartimento Oncologico ha scelto di istituire la UOS Nutrizione in Radioterapia: unire innovazione tecnologica e attenzione alla persona, portando una competenza tradizionalmente considerata di supporto direttamente nel cuore del percorso radioterapico”.
La sfida sarà ora misurarne i risultati: intercettare precocemente i pazienti a rischio, ridurre le complicanze nutrizionali e contribuire a limitare le interruzioni evitabili del trattamento.
A rendere particolarmente innovativa la nuova UOS è la sua collocazione: una struttura specificamente dedicata alla nutrizione inserita direttamente all’interno di una Radioterapia.
La radioterapia è infatti una disciplina nella quale non conta soltanto somministrare la dose corretta, ma anche rispettare, per quanto possibile, la sequenza e i tempi previsti. Una regolarità messa a rischio anche da effetti collaterali come disfagia, nausea, disturbi gastrointestinali, alterazioni del gusto e dolore, che possono ridurre progressivamente la capacità di alimentarsi. Il paziente perde peso e massa muscolare, diventa più fragile e può arrivare al punto di non riuscire a sostenere il trattamento secondo il programma previsto.
“Il principio alla base della nuova UOS è semplice: non aspettare che il problema sia evidente – aggiunge la dott.ssa Gabbani –. Lo screening nutrizionale viene quindi integrato fin dalle prime fasi della presa in carico radioterapica, così da individuare i pazienti maggiormente a rischio e indirizzarli verso una valutazione approfondita. Il monitoraggio prosegue durante le settimane di terapia, perché le condizioni possono modificarsi rapidamente. Peso, capacità di alimentarsi, sintomi che interferiscono con l’assunzione di cibo e, quando indicato, composizione corporea e massa muscolare diventano elementi da osservare insieme agli altri parametri clinici”.
Particolare attenzione viene rivolta alla sarcopenia, la perdita di massa e funzione muscolare, che può essere presente anche quando il peso corporeo sembra ancora nella norma o addirittura aumentato.
L’obiettivo non è prescrivere genericamente una “dieta”, ma costruire una strategia personalizzata. Si può intervenire adattando l’alimentazione quotidiana e attraverso il counseling nutrizionale; quando necessario possono essere utilizzati supplementi nutrizionali orali o valutate strategie di nutrizione artificiale secondo le indicazioni cliniche.