Con questa tecnica, l’équipe della Gastroenterologia ha eseguito per la prima volta nell’ospedale aostano una resezione endoscopica a tutto spessore per l’asportazione completa di una neoplasia gastrica. Meno invasività, tempi di recupero ridotti e nuove possibilità terapeutiche anche per i pazienti più fragili
Aosta, 26 agosto 2026 – L’Azienda USL Valle d’Aosta comunica che nelle scorse settimane l’équipe di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, diretta dal Dott. Renato Santucci, ha eseguito per la prima volta nell’Ospedale valdostano l’asportazione completa di una neoplasia gastrica utilizzando una tecnica di resezione endoscopica a tutto spessore.
L’intervento è perfettamente riuscito e l’esame istologico ha confermato la radicalità oncologica della procedura. Il paziente non dovrà quindi sottoporsi a un intervento chirurgico tradizionale e proseguirà il percorso con una gastroscopia di controllo programmata nei prossimi mesi.
«L’introduzione di questa tecnica, eseguita in alcuni centri specialistici, rappresenta un passo importante per la nostra Struttura e per i nostri pazienti – spiega il Dott. Renato Santucci –. Ci consente, in casi accuratamente selezionati, di trattare alcune piccole neoplasie con un approccio estremamente mininvasivo, che sfrutta le cavità naturali, quindi non sono necessari neppure i famosi “tre buchini”. Il grande vantaggio è poter ottenere l’asportazione completa della lesione in un unico momento. Questo garantisce una più rapida ripresa, un rischio infettivo ridotto al minimo mantenendo una elevata efficacia. È una possibilità particolarmente preziosa anche per le persone più anziane o fragili, che per età o comorbidità potrebbero avere maggiori rischi nell’affrontare un intervento chirurgico convenzionale».
Il Dott. Santucci spiega la tecnica e i suoi vantaggi: «Nel corso dell’esame endoscopico, effettuato con assistenza anestesiologica ma senza la necessità di una sala operatoria tradizionale, abbiamo utilizzato uno specifico dispositivo che ci consente di asportare in un unico momento l’intera lesione insieme a tutti gli strati della parete del tratto digestivo interessato. È proprio la profondità della resezione a distinguere questa metodica da altre procedure endoscopiche. La tecnica determina una perforazione controllata della parete del viscere, che viene immediatamente richiusa dallo stesso dispositivo. Questo permette di ottenere un campione integro per la successiva valutazione anatomo-patologica e di aumentare la possibilità di una completa asportazione della lesione, contenendo al tempo stesso il rischio di complicanze immediate e tardive».
Non tutte le neoplasie possono però essere trattate con questa metodica. È indispensabile una selezione accurata dei pazienti, sulla base soprattutto delle caratteristiche e delle dimensioni della lesione – generalmente inferiori ai 3 centimetri –, di un approfondito studio diagnostico preliminare e della disponibilità di un’équipe adeguatamente formata.
La possibilità di utilizzare metodiche sempre meno invasive rende ancora più importante individuare le neoplasie nelle loro fasi iniziali. Per questo restano fondamentali la prevenzione, l’adozione di corretti stili di vita e l’adesione ai programmi di screening oncologico, come la ricerca del sangue occulto nelle feci per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto.
«Ovviamente – sottolinea il Dott. Santucci – per identificare lesioni di piccole dimensioni dobbiamo migliorare la fase diagnostica. Questo impone cambiamenti per tutti e un impegno condiviso: da parte dei cittadini, attraverso l’adesione agli screening oncologici (ad esempio la ricerca del sangue occulto nelle feci per le neoplasie del colon) e l’attenzione alla prevenzione; da parte dei professionisti sanitari, attraverso una prescrizione sempre più appropriata degli esami; e da parte nostra, continuando a investire nella formazione e nelle tecnologie. Appropriatezza non significa fare meno esami, ma eseguire l’esame giusto, alla persona giusta e nel momento giusto, migliorandone così la capacità. I lavori scientifici dimostrano come l’inappropriatezza in Europa sia elevata: per la gastroscopia si attesta al 22% circa (nelle realtà italiane circa 3 volte più elevata)».
L’introduzione della resezione endoscopica a tutto spessore costituisce un ulteriore tassello nel percorso di sviluppo della Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Parini, che oggi mette a disposizione della popolazione un ventaglio sempre più ampio di procedure diagnostiche e terapeutiche avanzate.
«Questa prima procedura rappresenta bene la direzione nella quale vogliamo continuare a far crescere la sanità valdostana: competenze professionali elevate, tecnologie avanzate e cure sempre meno invasive per il cittadino – sottolinea il Dott. Mauro Occhi, Direttore sanitario dell’Azienda USL della Valle d’Aosta –. L’Azienda sta sostenendo questo percorso con investimenti importanti, di pari passo a un lavoro sull’appropriatezza prescrittiva, perché poter offrire prestazioni ad alta specializzazione nel nostro Ospedale significa non soltanto migliorare la qualità dell’assistenza, ma anche evitare, quando le condizioni cliniche lo consentono, trasferte fuori Valle e i conseguenti disagi per i pazienti e le loro famiglie. È inoltre un risultato che valorizza le competenze dei nostri professionisti e la capacità delle équipe di introdurre nella pratica clinica procedure innovative in condizioni di sicurezza. A questo proposito mi congratulo con il dottor Santucci e con tutta la sua équipe medica e infermieristica per il lavoro di rinnovo e crescita che stanno portando avanti».
L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi: «La capacità di tradurre l’innovazione in benefici concreti per la salute delle persone è un risultato importante per la sanità valdostana. È particolarmente positivo poter accostare, alle notizie negative che caratterizzano purtroppo la percezione della sanità a livello nazionale, gli interventi all’avanguardia svolti con successo presso il Parini che consentono ai valdostani di evitare di recarsi in strutture fuori regione. Questa operazione, effettuata dalla struttura di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, segue quella già svolta a giugno da parte dell’equipe di Chirurgia Toracica: cogliamo l’occasione per ringraziare entrambe le equipe sanitarie coinvolte, il cui impegno concorre ad evidenziare gli aspetti positivi e innovativi della sanità valdostana».
Sono in corso altri aggiornamenti tecnologici, con notevole impegno economico per l’Azienda, indispensabili per mantenersi allineati agli standard internazionali di qualità. Nelle prossime settimane è prevista la sostituzione delle lavadisinfettatrici e l’acquisizione di strumenti endoscopici di ultima generazione, sia in sostituzione delle apparecchiature attualmente disponibili sia attraverso l’introduzione di nuove tipologie di endoscopi.
L’investimento dell’Azienda punta a garantire ai cittadini valdostani cure sempre più avanzate, sicure e mininvasive, limitando quando possibile la necessità di rivolgersi a strutture fuori Valle e riducendo così anche i disagi legati agli spostamenti.