lunedì, 24 Agosto 2026

“Il mare che cura, cura il mare”: all’ospedale di Portoferraio un percorso permanente tra arte, salute e sostenibilità

PORTOFERRAIO, 24 agosto 2026 – Si intitola “Il mare che cura, cura il mare” l’installazione realizzata grazie alla collaborazione tra il Soroptimist Club Isola d’Elba, il World Water Day Photo Contest e il Presidio ospedaliero elbano dell’Azienda USL Toscana nord ovest. Un percorso fotografico permanente dedicato alla bellezza del mare, al valore dell’acqua e al rapporto tra ambiente e salute arricchisce gli spazi dell’ospedale di Portoferraio.

Il progetto raccoglie 24 fotografie di autori internazionali, alcune delle quali pluripremiate, collocate lungo gli spazi di passaggio dell’ospedale e donate al presidio. Le immagini entrano così a far parte degli ambienti della struttura con un duplice obiettivo: rendere più accoglienti i luoghi di cura e promuovere una riflessione sulla tutela dell’acqua e degli ecosistemi marini. La mostra è stata promossa dal Soroptimist Club Isola d’Elba e nasce da un’idea di Rossella Fascetti, Past President del Club, successivamente portata avanti dalla presidente Luisa Brandi, con il coordinamento di Roberto Ridi e la collaborazione del World Water Day Photo Contest.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è Paolo Marzorati, direttore del Presidio Elbano, che nel corso di una conferenza stampa organizzata nei giorni scorsi ha evidenziato come il progetto si inserisca in una visione dell’ospedale non soltanto come luogo di assistenza sanitaria, ma anche come spazio di relazione, cultura e umanità. “Il transito in ospedale non deve ridursi alla sola cura tecnica, ma deve essere intriso di umanità, offrendo conforto sia al paziente ricoverato sia all’operatore sanitario che vi lavora ogni giorno”, ha dichiarato Marzorati, ringraziando il personale sanitario, gli operatori sociosanitari, l’Area Tecnica e tutti i collaboratori che hanno contribuito alla preparazione degli spazi.

La presenza dell’arte contribuisce così a migliorare la qualità degli ambienti ospedalieri, offrendo una pausa dalle preoccupazioni quotidiane e creando, come ha spiegato il direttore, uno “spiraglio di sollievo” per chi attraversa gli spazi della struttura. Il percorso fotografico porta inoltre con sé un messaggio di sensibilizzazione ambientale. Le immagini del mare diventano infatti uno strumento per richiamare l’attenzione sul valore dell’acqua e sulla necessità di proteggerla.

“Proteggere l’acqua significa proteggere la nostra stessa vita. La salute dell’uomo e quella del pianeta sono strettamente connesse”, ha sottolineato Roberto Ridi, coordinatore della mostra e membro della giuria internazionale del World Water Day Photo Contest. Le fotografie provengono da un concorso internazionale giunto alla decima edizione e raccontano il mare attraverso linguaggi e sensibilità differenti. Ne nasce un incontro tra arte, cultura, sostenibilità e territorio, con l’Isola d’Elba come punto di connessione tra una dimensione internazionale e la quotidianità della comunità isolana.

Roberto Isella, responsabile del World Water Day Photo Contest, ha ricordato che la missione del concorso è da sempre diffondere la consapevolezza sul valore dell’acqua e sulla necessità di proteggerla, sottolineando come l’installazione dell’ospedale di Portoferraio rappresenti pienamente questa filosofia.

“Queste immagini sono nate con un obiettivo profondo: portare colore, luce e speranza all’interno delle corsie dell’ospedale”, ha spiegato Luisa Brandi, presidente del Soroptimist Club Isola d’Elba, ricordando il riscontro positivo ricevuto in queste settimane da pazienti, familiari e visitatori.

La donazione delle fotografie rende l’installazione parte integrante e duratura degli ambienti del presidio, dove accompagnerà nel tempo pazienti, familiari e operatori lungo i percorsi quotidiani dell’ospedale. L’iniziativa rappresenta così un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni sanitarie, associazioni, professionisti e mondo della cultura possa contribuire a costruire luoghi di cura più accoglienti, nei quali la salute venga considerata nella sua dimensione complessiva, fatta di assistenza, relazioni, ambiente e benessere.

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