Quasi nove milioni di italiani programmano ogni inverno una vacanza sulla neve, e ogni stagione le infermerie delle piste e i pronto soccorso di montagna contano decine di migliaia di infortuni: il ginocchio per gli sciatori, il polso e la spalla per chi fa snowboard, la testa per chi va troppo forte senza casco. Dal 2025 il casco è obbligatorio per tutti e dal 2022 lo è l’assicurazione, ma la sicurezza sulla neve dipende da quello che si fa prima di partire e da come ci si comporta in pista. Questa guida mette in fila le regole in vigore, la preparazione fisica, l’attrezzatura, gli infortuni più comuni e come evitarli, i rischi del freddo e dell’altitudine, e cosa fare quando qualcuno si fa male.
Sicurezza sulla neve: le regole in vigore sulle piste
- Il casco è obbligatorio per tutti, a qualsiasi età, per sci alpino, snowboard, telemark, slittino e bob, dalla stagione 2025-2026; deve avere il marchio CE. Multa da 100 a 150 euro e, in caso di recidiva, ritiro dello skipass.
- L’assicurazione di responsabilità civile verso terzi è obbligatoria dal 2022 per chi fa sci alpino e snowboard; si acquista con lo skipass, per pochi euro al giorno, o con una polizza annuale, e molte polizze di casa la includono già. Chi non ce l’ha rischia la multa e il ritiro dello skipass.
- È vietato sciare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze: le sanzioni vanno da 250 a 1.000 euro, e l’alcol sulle piste è la causa di molti incidenti del pomeriggio.
- La velocità e lo stile devono essere adeguati alla propria capacità, alla pista e all’affollamento; chi viene da monte ha la responsabilità di evitare chi sta a valle; si sorpassa a distanza, ci si ferma ai bordi e non dietro i dossi; chi assiste a un incidente deve prestare soccorso e avvisare il gestore.
- Sotto i 14 anni, i gestori possono chiedere che i bambini siano accompagnati; fuori pista, chi fa scialpinismo o freeride deve avere con sé artva, pala e sonda dove c’è rischio di valanghe.
Prepararsi prima di partire
La maggior parte degli infortuni colpisce chi scia pochi giorni l’anno senza preparazione, nel pomeriggio del secondo o terzo giorno, quando le gambe sono stanche. Un programma di quattro-sei settimane prima della partenza riduce il rischio: esercizi per le cosce e i glutei, come squat, affondi e la “sedia” contro il muro, lavoro sull’equilibrio su una gamba sola, addominali e schiena, e attività aerobica, corsa, bicicletta o cyclette, due o tre volte a settimana. Chi ha più di 40 anni e non fa sport da tempo, chi ha problemi di cuore o di pressione e chi ha avuto infortuni al ginocchio dovrebbe parlarne con il medico, e chi ha una protesi o un legamento operato ha bisogno di indicazioni specifiche. In pista: riscaldamento di dieci minuti, piste facili nella prima ora, pausa a pranzo senza alcol, e fermarsi quando le gambe tremano, non dopo “l’ultima discesa”, che è quella in cui ci si fa male.
L’attrezzatura
- Gli attacchi degli sci vanno regolati da un tecnico in base a peso, altezza, età e livello, ogni stagione: un attacco troppo stretto non si sgancia e la caduta scarica tutto sul ginocchio; uno troppo lento sgancia nel momento sbagliato. Gli sci a noleggio vanno regolati sulla persona, non consegnati “standard”.
- Gli scarponi devono essere della misura giusta e allacciati; il casco deve calzare senza muoversi e va sostituito dopo un urto forte.
- Gli occhiali o la maschera con protezione UV sono necessari anche con le nuvole: a 2.000 metri la radiazione ultravioletta è più forte e la neve la riflette, e l’oftalmia da neve è un’ustione della cornea che fa molto male.
- Crema solare con fattore alto su viso e labbra, da rinnovare a pranzo.
- Abbigliamento a strati, con uno strato esterno impermeabile e traspirante, guanti e un copricollo; i bambini perdono calore più in fretta e vanno controllati spesso.
- Per lo snowboard, le protezioni per i polsi riducono le fratture; per i bambini, il paraschiena.
Gli infortuni più comuni e come evitarli
Il ginocchio è l’articolazione più colpita nello sci, con la lesione del legamento crociato anteriore e del collaterale mediale in testa, favorite dalla torsione con lo sci bloccato e, nelle donne, da una maggiore predisposizione anatomica: la prevenzione è l’allenamento, la regolazione degli attacchi e il fermarsi quando si è stanchi. Il pollice dello sciatore è la lesione del legamento alla base del pollice, da caduta con la mano nella racchetta: le racchette vanno tenute senza infilare la mano nel laccio. Nello snowboard dominano le fratture del polso, le lussazioni della spalla e i traumi al coccige; nei bambini, le fratture della gamba e i traumi cranici. Gli scontri tra sciatori sono la causa degli incidenti più gravi, e dipendono quasi sempre da velocità e distrazione. Lo slittino, che sembra innocuo, è responsabile di molti traumi cranici e facciali, soprattutto nei bambini sulle piste improvvisate: casco anche per loro, e mai in piste da sci o su strade.
Freddo, altitudine e salute
A quota elevata l’aria è più rarefatta e più secca: nei primi giorni sopra i 2.000-2.500 metri possono comparire mal di testa, nausea, insonnia e affanno, il mal di montagna, che si previene salendo gradualmente, bevendo molto e rinviando gli sforzi del primo giorno; se i sintomi peggiorano, l’unica cura è scendere. Chi ha malattie del cuore o dei polmoni, chi è in gravidanza e chi ha avuto problemi in quota in passato dovrebbe chiedere al medico prima di soggiornare sopra i 2.500 metri. Il freddo con il vento provoca i congelamenti di dita, naso e orecchie, che si prevengono con guanti e copricollo e si trattano scaldando lentamente, senza strofinare. I bambini sotto i due anni non dovrebbero essere portati in quota sopra i 2.000 metri, e sugli impianti aperti vanno protetti dal vento. Dopo una giornata sulla neve, l’alcol nel rifugio aumenta la perdita di calore e gli incidenti sulla discesa del ritorno.
In caso di incidente
- Mettere al sicuro la persona e segnalare il punto con gli sci incrociati a monte; non spostare chi lamenta dolore alla schiena o al collo, non togliere il casco.
- Chiamare il 112, o il numero del soccorso piste indicato sullo skipass e ai cancelli, dicendo il nome della pista e il numero del palo più vicino.
- Coprire la persona con una giacca in attesa dei soccorsi; se sanguina, comprimere con un panno pulito.
- Per un trauma alla testa con perdita di coscienza, vomito o confusione, il pronto soccorso è obbligato, anche se la persona dice di stare bene.
- Il soccorso sulle piste è a pagamento e varia da poche decine di euro a diverse centinaia con l’elicottero: la polizza con lo skipass copre in genere anche questo, e conviene verificarlo al momento dell’acquisto.
- Per i viaggi in Svizzera e in altri Paesi fuori dall’Unione europea, serve un’assicurazione sanitaria, perché la tessera sanitaria europea non copre tutto.
Fonti
- Decreto legislativo 28 febbraio 2021 n. 40, norme di sicurezza per le discipline sportive invernali; decreto interministeriale 96/2025 sull’obbligo del casco per tutti
- Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (SIMEU) e Soccorso alpino, dati sugli infortuni sulla neve
- Società italiana di ortopedia e traumatologia (SIOT), prevenzione degli infortuni nello sci; Società italiana di medicina di montagna, indicazioni sul mal di montagna
- Federazione italiana sport invernali, regole di condotta dello sciatore
- Istituto superiore di sanità, raccomandazioni sulla protezione dal freddo e dai raggi UV in montagna
- Osservatorio Confturismo-Confcommercio, vacanze sulla neve 2026
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