Milano, 8 settembre 2026 – Il sondaggio di Corposostenibile sui propri 17mila utenti fotografa i bisogni del rientro: il 72% riconosce l’influenza delle emozioni sul modo di mangiare, il 61% fatica a trovare tempo e continuità per l’attività fisica e il 64% prova almeno qualche senso di colpa dopo gli eccessi. Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina: «Il vero obiettivo non è recuperare gli eccessi dell’estate, ma costruire abitudini che possano durare nel tempo»
Settembre è il mese dei nuovi inizi: dopo le vacanze aumenta il desiderio di rimettersi in forma, riprendere l’attività fisica e riorganizzare l’alimentazione. Rispetto alla tradizionale logica del “reset” post-estate, emerge però una domanda più ampia di benessere, nella quale energia, alimentazione, movimento e gestione dello stress entrano nella stessa equazione.
Questo è quanto emerge dal sondaggio realizzato da Corposostenibile sugli oltre 17mila utenti della propria community (donne e uomini dai 25 ai 70 anni), con l’obiettivo di comprendere esigenze e aspettative in vista dell’autunno. Il desiderio di tornare in forma rimane forte, ma perdere peso non rappresenta più l’unico obiettivo: il 26% indica come priorità sentirsi meglio fisicamente, il 22% avere più energia e il 18% il miglioramento della propria alimentazione, mentre il 15% indica la perdita di peso come principale obiettivo per l’autunno.
«Il rientro dalle vacanze viene spesso vissuto come il momento in cui bisogna recuperare immediatamente eventuali eccessi e ripartire con regole più rigide», commenta Matteo Sciaudone, founder di Corposostenibile. «Dai nostri utenti è emersa però un’esigenza diversa: stare meglio nel complesso e riuscire a mantenere nel tempo le nuove abitudini, non solo cambiare il proprio corpo».
Alimentazione compatibile con la vita reale
Uno dei dati più significativi riguarda il rapporto con la dieta: il 68% degli utenti di Corposostenibile dichiara di preferire un approccio alimentare flessibile, compatibile con la propria vita e con le proprie abitudini, mentre solo il 9% sceglierebbe una dieta precisa e caratterizzata da regole rigide. Il 18%, infine, preferisce un piano strutturato ma comunque sostenibile.
Questo dato suggerisce un cambiamento nella domanda di benessere: l’obiettivo è trovare un modo di mangiare sano che possa convivere con lavoro, vita sociale, imprevisti e piacere del cibo, non più seguire semplicemente un piano alimentare.
«Una delle difficoltà più frequenti è pensare all’alimentazione come a qualcosa che debba essere perfetto per funzionare», spiega Angelina Galiulina, nutrizionista e fondatrice di Corposostenibile insieme a Sciaudone. «In realtà, un percorso efficace è quello che riesce ad adattarsi alla persona e alla sua quotidianità: mangiare bene non significa eliminare tutto ciò che ci piace, ma imparare a costruire un equilibrio che sia possibile mantenere anche quando ci troviamo davanti a settimane ricche di impegni e possibili cambi di programma».
Il benessere nella quotidianità
La ricerca di un benessere più sostenibile emerge anche quando si parla di attività fisica. Il 61% degli utenti indica la mancanza di tempo o la difficoltà a essere costante come principale ostacolo alla ripresa dell’attività motoria dopo le vacanze: entrando nel dettaglio, il 34% indica nella mancanza di tempo il principale problema, mentre per il 27% la difficoltà maggiore è riuscire a mantenere la costanza.
Questi numeri indicano come la vera sfida dell’autunno non sia necessariamente conoscere quali comportamenti adottare, ma riuscire a inserirli nella propria vita quotidiana.
«Quando si ricomincia dopo una pausa, il rischio è voler recuperare tutto subito: più allenamenti, più restrizioni, obiettivi più ambiziosi», sottolinea Matteo Sciaudone. «Se il ritmo scelto non è compatibile con la propria vita, però, la probabilità di abbandonare il percorso in tempi brevi aumenta. È meglio dunque partire da abitudini semplici, sostenibili e ripetibili: la costanza nel tempo vale più dell’intensità di poche settimane».
Emozioni e alimentazione
Tra i risultati del sondaggio emerge anche il peso della dimensione emotiva nel rapporto con il cibo. Il 72% degli utenti ha affermato che il proprio stato emotivo influenza almeno in parte il modo di mangiare: per il 28% l’influenza è “molta”, mentre per il 44% è “abbastanza”.
Lo stress e la pressione della quotidianità possono tradursi in un maggiore desiderio di cibi gratificanti, in un’alimentazione più disordinata o, al contrario, nel saltare alcuni pasti. Un elemento che conferma come nutrizione e benessere psicologico non possano essere considerati ambiti separati.
«Il modo in cui mangiamo non dipende soltanto dalla fame o dalla conoscenza delle regole nutrizionali», aggiunge Galiulina. «Emozioni, stress, stanchezza e abitudini quotidiane possono influenzare concretamente le nostre scelte. Lavorare sul rapporto con il cibo significa dunque anche comprendere cosa accade fuori dal piatto».
Uscire dalla logica della compensazione
Il rapporto con gli eccessi alimentari resta caratterizzato, per una parte significativa degli utenti, dal senso di colpa. Il 64% dichiara di provarne almeno qualche volta dopo aver mangiato o bevuto più del solito: il 21% lo sperimenta spesso, il 19% abbastanza spesso e il 24% qualche volta.
Il modo di reagire a queste situazioni mostra però anche una possibile evoluzione. Il 35% dichiara di cercare semplicemente di tornare alla propria alimentazione abituale, mentre il 25% tende a mangiare meno il giorno successivo e il 15% cerca di compensare attraverso una maggiore attività fisica. La contrapposizione tra “compensazione” e “ritorno alla normalità” diventa così uno degli elementi centrali del rapporto con il benessere dopo le vacanze: da una parte la necessità di “rimediare” a ciò che si è mangiato, dall’altra la capacità di considerare l’episodio all’interno di un equilibrio complessivo.
«Un pasto più abbondante o qualche giorno diverso dalla propria routine non cancella il percorso fatto», conclude Galiulina. «Il rischio è entrare in un meccanismo fatto di eccesso, senso di colpa e compensazione, che rende ancora più difficile costruire un rapporto sereno con il cibo. La risposta più sostenibile è spesso molto più semplice: tornare alla propria normalità, senza punizioni e senza la necessità di ricominciare da zero».
I risultati del sondaggio fotografano quindi un cambiamento nell’idea stessa di “rimettersi in forma”, dove il punto centrale è trovare un equilibrio tra alimentazione, movimento, dimensione psicologica e vita quotidiana. Una prospettiva, questa, che supera la logica del perdere peso o del recuperare rapidamente gli eccessi dell’estate, per concentrarsi sulla costruzione di abitudini realmente sostenibili nel tempo.
Fondata da Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina, Corposostenibile promuove un approccio integrato al benessere basato su nutrizione, movimento, salute mentale e stile di vita. Il progetto coinvolge oggi oltre 260 professionisti tra nutrizionisti, psicologi e coach e conta un totale di oltre 17mila clienti seguiti, supportandone quotidianamente 7.500.