Persone con diabete, medici diabetologi e atleti hanno attraversato a nuoto le acque leggendarie di Scilla e Cariddi, per dimostrare che le sfide, anche le più impegnative, si affrontano insieme. Durante la traversata realizzate le immagini di un docufilm dedicato ai tre temi dell’iniziativa: sfida, mito e stigma.
Messina, 8 settembre 2026 – Davanti, circa 3,5 chilometri di mare. Alle spalle, una diagnosi che non deve diventare un limite. In mezzo, la determinazione a superare ogni ostacolo. È questo il significato di “Oltre lo Stretto con il diabete: le sfide si affrontano insieme”, la terza traversata a nuoto dello Stretto di Messina promossa dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD), presentata oggi nel corso di una conferenza stampa presso la Fondazione Horcynus Orca di Punta Faro a Messina.
Subito dopo la conferenza, persone con diabete, medici diabetologi e “amici” della diabetologia, uniti in un’unica squadra per affrontare una delle prove sportive più affascinanti d’Italia, si sono tuffati nelle acque dello Stretto, soglia leggendaria tra due mondi custodita dal mito di Scilla e Cariddi. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio di Città di Messina, Università degli Studi di Messina, AOU Gaetano Martino, Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI), Diabete Italia, AIAS sezione di Messina e della Regione Europea della Federazione Internazionale del Diabete (IDF Europa).
Novità di quest’anno è la produzione di un docufilm: durante la traversata, infatti, sono state girate immagini e raccolte testimonianze dei partecipanti, approfondendo tre parole chiave attorno alle quali ruota tutto il progetto: sfida, mito e stigma, ovvero il significato più profondo che l’attraversamento dello Stretto assume per chi convive ogni giorno con il diabete.
“Lo Stretto rappresenta una sfida”, spiega Giuseppina Russo, Presidente eletto AMD, Professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Messina e Direttore UOS Diabetologia AOU Policlinico Universitario G. Martino. “E non parlo soltanto di una sfida agonistica: ma di quella al diabete, alle difficoltà della vita quotidiana di chi convive con questa condizione. È una sfida impegnativa, ma che si può affrontare. C’è poi un aspetto che mi sta molto a cuore, quello mitologico: queste acque, cariche dei miti di Scilla, Cariddi e Colapesce, non fanno da cornice a una semplice manifestazione sportiva, ma a qualcosa di più profondo, che richiama la forza di chi si mette alla prova di fronte all’ignoto. Infine, c’è il tema dello stigma: avere il diabete non significa essere esclusi da nulla. Dobbiamo combattere lo stigma personale, quello che ciascuno di noi rischia di imporsi per paura della malattia, e lo stigma sociale, legato all’idea sbagliata che avere il diabete equivalga a essere deboli”.
La traversata vuole così rendere concreto un principio fondamentale: il diabete entra nella vita di una persona, ma non deve definirne i confini. A rendere possibile affrontare anche attività sportive impegnative contribuiscono oggi una migliore conoscenza della malattia, la preparazione individuale e il supporto dei team diabetologici, insieme ai progressi delle terapie e delle tecnologie.
“AMD crede fortemente nel valore dello sport come parte di una vita piena e attiva per le persone con diabete”, sottolinea Salvatore De Cosmo, Presidente AMD e FeSDI. “Negli ultimi anni l’innovazione farmacologica e quella tecnologica hanno notevolmente semplificato la quotidianità di chi convive con il diabete. Abbiamo terapie sempre più efficaci e sistemi tecnologici sempre più avanzati e personalizzabili per il monitoraggio della glicemia e la gestione della terapia insulinica. Questo ha ampliato concretamente la possibilità di praticare sport anche ad alto livello. Ma nessuna innovazione può sostituire la persona e la sua motivazione: per questo iniziative come la traversata dello Stretto sono importanti, perché mostrano che il diabete può essere gestito e affrontato senza rinunciare alle proprie passioni e ai propri obiettivi”.
A sottolineare la dimensione internazionale della lotta allo stigma, l’intervento in conferenza stampa e la partecipazione in acqua di Stella De Sabata, Special Advisor presso IDF Europa: “Lo stigma può essere una barriera invisibile ma reale, perché può condizionare le scelte e le opportunità delle persone con diabete. Per questo è importante creare occasioni capaci di mostrare, attraverso esempi concreti, che una diagnosi non deve tradursi in esclusione o rinuncia. Lo sport ha una potente forza simbolica: rende visibile ciò che una persona con diabete può e vuole fare e aiuta a cambiare lo sguardo sia degli altri che quello che ciascuno ha verso sé stesso. Iniziative come questa hanno un valore che va oltre i confini nazionali. Mostrano al mondo intero che le persone con diabete possono affrontare qualsiasi sfida, sportiva e non solo, e contribuiscono a diffondere un messaggio di inclusione e consapevolezza di cui l’Europa e la comunità internazionale hanno ancora bisogno”.
Tra i protagonisti della traversata anche Federico Rizzardi, nuotatore e Atleta Ambassador FeSDI: “Il nuoto mi ha insegnato che anche le distanze più lunghe si affrontano una bracciata alla volta. Con il diabete questo principio vale ancora di più: bisogna conoscersi, prepararsi, ascoltare il proprio corpo e avere accanto le persone giuste. Affrontare lo Stretto insieme ad altre persone con diabete significa dimostrare che non siamo definiti dalla nostra diagnosi. Siamo persone che possono avere passioni, obiettivi e sogni e che possono decidere di mettersi alla prova. La traversata è una sfida sportiva, ma soprattutto è un messaggio: non dobbiamo avere paura di ciò che possiamo fare con il diabete”.
I partecipanti si sono tuffati nelle acque dello Stretto verso le 11.45, da Capo Peloro. A garantire la sicurezza della traversata, una flotta di imbarcazioni di supporto, con personale esperto delle particolari correnti dello Stretto, oltre a personale medico e addetti al salvataggio.