mercoledì, 26 Agosto 2026

Porto Torres: screening a campione nel Porto contro la Peste suina africana

Sequestrata una coscia di cinghiale proveniente dal Piemonte

Sassari, 26 agosto 2026 – Con la stagione estiva la Asl di Sassari ha potenziato le attività di controllo nei porti del Nord dell’Isola per mitigare il rischio di introduzione in Sardegna del virus della Peste suina africana.

Questa mattina controlli a campione nel porto di Porto Torres che ha visto impegnato il personale dei servizi Veterinari della Asl di Sassari e i cani molecolari dell’associazione Progetto Serena Onlus nella ricerca del virus della Peste suina africana (Psa) allo sbarco dei mezzi dalle navi.

Nella mattinata odierna, durante i controlli, è stata sequestrata una coscia di cinghiale cacciato in Piemonte, conservato all’interno di una borsa frigo: si tratta di un prodotto a forte rischio contaminazione, pertanto è stato sequestrato e inviato all’Istituto Zooprofilattico della Sardegna per le analisi di laboratorio. “Questo sequestro dimostra quanto sia importante effettuare i controlli, ricordiamo infatti che la carne di cinghiale è quella a maggior rischio, soprattutto se proveniente da Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, territorio dove si registrano attualmente focolai di peste suina africana nei cinghiali. Non possiamo abbassare la guardia”, spiega Francesco Sgarangella, Direttore del Dipartimento di Prevenzione veterinaria del Nord Sardegna.

Il Progetto, finanziato dalla Regione Sardegna e dall’Unità di Progetto per l’eradicazione del virus della PSA alla Asl di Sassari, vede il coinvolgimento del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria del Nord Sardegna, in una attività di screening sulle merci in arrivo nell’Isola alla ricerca di carni suine o prodotti potenzialmente contaminati dal virus della Psa, per la salvaguardia dei risultati sin qui raggiunti dalla regione Sardegna che hanno portato l’Isola ad essere dichiarata dalla Commissione Europea indenne dalla Peste Suina Africana.

“Il rischio di introduzione del genotipo 2 nell’Isola non è trascurabile – spiega Francesco Sgarangella – e pertanto bisogna mettere in campo tutte quelle azioni di prevenzione necessarie per ridurlo al minimo. Il progetto denominato ‘AsfDog’, prevede controlli a campione sui passeggeri in arrivo nei principali porti dell’Isola attraverso l’ausilio di un team uomo-cane, appositamente addestrato, per l’individuazione di prodotti a base di carne suina o di cinghiale”.

“Il progetto – spiega la responsabile scientifica del progetto per la Asl di Sassari, Bastianina Mossa – nasce da esperienze di altri paesi, come il Giappone. Sfruttando le caratteristiche anatomiche e fisiologiche dei cani, quali il potente fiuto, si riescono ad intercettare sostanze volatili ed emanate dai prodotti, anche trasformati, a base di carne di maiale o di cinghiale”.

Nei porti sono impegnati, oltre al personale dei Servizi Veterinari della Asl Sassari e ai “team uomo-cane” dell’associazione Progetto Serena Onlus, anche il personale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, la Guardia Costiera, la Polizia di Frontiera, la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane, il corpo Forestale e di vigilanza ambientale, la Polizia Locale di Porto Torres.

“Si tratta di un’azione di deterrenza e di cessione volontaria da parte dei passeggeri nelle more di provvedimenti ordinativi più rigorosi da parte delle autorità ministeriali e regionali”, prosegue Francesco Sgarangella, “volta a difendere la nostra Isola dalla possibile incursione di un virus che sta circolando in modo importante nel centro nord Italia e nel centro Europa, compresa la Spagna. Purtroppo si tratta di una patologia difficile da contrastare per la quale non esistono vaccini e che determina gravi ripercussioni economiche. Il comparto ha produzioni di grande qualità: noi ci impegniamo a preservarlo, i nostri allevatori e i trasformatori sapranno sicuramente valorizzarlo”.

“Questo progetto sottolinea l’importanza della prevenzione primaria in particolare nella lotta alle malattie infettive trasmissibili agli animali”, spiega il direttore generale della Asl di Sassari, Antonio Lorenzo Spano, “con un approccio multidisciplinare verso le malattie infettive su Uomo-Ambiente-Animali secondo il principio One Health (Unica Salute) per garantire un efficace sistema di sorveglianza, a garanzia del Food safety e del Food Security per i nostri cittadini”.

Alcuni numeri
Nel quadrimestre aprile – luglio 2026 sono stati effettuati:

  • 443 controlli nel porto di Porto Torres; i cani molecolari hanno segnalato 135 prodotti di origine suina, in 10 casi i viaggiatori hanno consegnato spontaneamente prodotti non certificati successivamente trasferiti ai laboratori per le analisi. Le segnalazioni non hanno comportato sanzioni o sequestri: l’attività è, infatti, improntata all’educazione sanitaria e alla sensibilizzazione delle persone sul tema della peste suina;
  • 260 controlli nel porto di Olbia: i cani molecolari hanno segnalato 97 prodotti di origine suina, in 9 casi i viaggiatori hanno consegnato spontaneamente prodotti non certificati successivamente trasferiti ai laboratori per le analisi;
  • 126 controlli nel porto di Golfo Aranci: i cani molecolari hanno segnalato 81 prodotti di origine suina.

Nel quinquennio 2015-2020 in Sardegna le intense attività gestite dall’Unità di Progetto hanno prodotto l’eradicazione del virus dopo ben quarant’anni. Un impegno costante che due anni fa ha portato la Commissione Europea a dichiarare l’Isola indenne dalla Peste suina Africana.

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