lunedì, 24 Agosto 2026

Sardegna approva nuovo percorso regionale di cura per i tumori all’ipofisi: l’ARNAS G. Brotzu unico centro chirurgico di riferimento

Cagliari, 24 agosto 2026 – È stato approvato dalla Giunta regionale il PDTA “Pituitary Unit”. La Neurochirurgia dell’ARNAS G. Brotzu, diretta dal dott. Carlo Conti, è il centro chirurgico regionale di riferimento. Il dott. Nicola Desogus, responsabile della SS Chirurgia endoscopica dell’Ipofisi e del Basicranio, tra i professionisti promotori del percorso.

Un percorso regionale unico e condiviso per accompagnare i pazienti con adenoma ipofisario e altre lesioni della regione sellare e parasellare, dalla diagnosi al trattamento fino ai controlli nel tempo: è il nuovo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) “Pituitary Unit” della Regione Sardegna, approvato dalla Giunta regionale al termine di un lungo e articolato lavoro.

Per l’ARNAS G. Brotzu si tratta di un importante riconoscimento: all’interno del nuovo percorso, la Struttura Complessa di Neurochirurgia, diretta dal dott. Carlo Conti, è individuata come unico centro chirurgico di riferimento regionale per il trattamento chirurgico di queste patologie. Il dott. Nicola Desogus, responsabile della SS Chirurgia endoscopica dell’Ipofisi del Basicranio della Neurochirurgia dell’ARNAS, è stato fra i principali promotori ed estensori del percorso, che costituisce il secondo esempio in Italia dopo la regione Emilia Romagna.

Gli adenomi ipofisari sono tumori generalmente benigni che interessano l’ipofisi, una piccola ghiandola situata alla base del cervello ma fondamentale per il controllo di numerose funzioni dell’organismo attraverso la produzione di alcuni ormoni. Rappresentano circa il 10-15% dei tumori intracranici. In Sardegna si stimano ogni anno circa 30-45 nuovi casi che possono richiedere un trattamento chirurgico.

Il nuovo PDTA nasce con l’obiettivo di garantire ai pazienti sardi un percorso organizzato, multidisciplinare e omogeneo, evitando frammentazioni nell’assistenza e favorendo la presa in carico da parte di centri con competenze specifiche. Il modello prevede una stretta collaborazione tra Neurochirurgia ed Endocrinologia, insieme alle altre specialità coinvolte nella diagnosi e nella cura, come Oculistica, Neuroradiologia e Anestesia. All’interno della rete regionale sono stati individuati tre centri endocrinologici: AOU di Cagliari, diretto dal prof. Francesco Boi (referente la dott.ssa Francesca Pigliaru), AOU di Sassari diretto dal prof. Francesco Tolu (referente la dott.ssa Francesca Badessi) e ASL di Cagliari diretto dal dott. Guidi Almerighi (referente dott. Paolo Epminonda), mentre l’ARNAS G. Brotzu rappresenta l’unico centro chirurgico regionale di riferimento.

“L’approvazione del PDTA rappresenta un risultato importante per la sanità sarda e per la nostra Azienda”, commenta il dott. Carlo Conti, direttore della Struttura di Neurochirurgia dell’ARNAS G. Brotzu. “La centralizzazione della chirurgia in un unico centro regionale consente di concentrare competenze ed esperienza migliorando la qualità chirurgica offerta ai pazienti in un percorso condiviso e altamente specializzato”.

Il percorso può iniziare attraverso il Pronto Soccorso, un reparto ospedaliero o un accesso ambulatoriale. Una volta identificata la patologia, il paziente viene sottoposto agli accertamenti necessari per definire il tipo di lesione e stabilire il trattamento più appropriato. Prima dell’intervento vengono effettuate le valutazioni endocrinologica, oculistica e anestesiologica e vengono programmati gli esami radiologici necessari. Nei casi in cui è indicato l’intervento chirurgico, la tecnica di riferimento è la chirurgia endoscopica transfenoidale, che consente di raggiungere l’ipofisi attraverso le cavità nasali, evitando l’apertura del cranio. L’obiettivo è rimuovere la lesione, quando possibile, e soprattutto decomprimere le strutture nervose eventualmente coinvolte, in particolare il chiasma ottico. L’evoluzione delle tecnologie utilizzate in sala operatoria, comprese le più moderne apparecchiature endoscopiche ad alta definizione, ha ulteriormente migliorato la precisione e la sicurezza della procedura. Dopo l’intervento il paziente viene seguito attraverso un monitoraggio clinico, radiologico ed endocrinologico, con controlli programmati già nelle fasi successive alla dimissione.

La cura degli adenomi ipofisari non si conclude con la chirurgia: alcuni tumori possono produrre ormoni in eccesso, mentre in altri casi l’intervento può rendere necessaria una terapia ormonale sostitutiva. Per questo il nuovo PDTA prevede un follow-up condiviso tra Neurochirurgia ed Endocrinologia, con visite, esami del sangue, risonanze magnetiche e ulteriori accertamenti programmati sulla base delle caratteristiche della malattia e dell’andamento clinico. Anche in presenza di un residuo tumorale o di una recidiva, il caso viene valutato collegialmente dagli specialisti per individuare la strategia più appropriata, che può comprendere un nuovo intervento, una terapia medica o, quando indicato, un trattamento radiochirurgico. Il PDTA prevede anche specifici indicatori di qualità, utili a monitorare l’efficienza del percorso e la tempestività dell’assistenza. Tra gli obiettivi rientra, ad esempio, il raggiungimento di una percentuale del 90% di visite di controllo entro 30 giorni.

“È un risultato di cui siamo particolarmente orgogliosi”, commenta il dott. Nicola Desogus della Neurochirurgia dell’ARNAS G. Brotzu. “Arriva al termine di un percorso complesso e rappresenta anche un riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni, con oltre 243 procedure chirurgiche eseguite. L’obiettivo non è soltanto curare il tumore, ma costruire attorno al paziente un percorso nel quale ogni fase, dalla diagnosi al follow-up, sia coordinata e condivisa. Avere in Sardegna un riferimento chirurgico regionale significa offrire ai pazienti la possibilità di essere trattati vicino a casa, con un modello organizzativo fondato sulla specializzazione e sulla collaborazione tra professionisti. L’acquisizione di queste competenze chirurgiche e la concentrazione dei pazienti in un unico centro ci ha permesso inoltre di estendere l’applicazione della tecnica endoscopica anche al trattamento di altri tumori più complessi della stessa regione, in stretta collaborazione con la S.C. ORL del SS Trinità di Cagliari, diretta dal dr. Carlo Loris Pelagatti (referente dr. Sergio Pirri) e la consulenza dell’IRCCS Bellaria di Bologna, centro leader su scala internazionale”.

“Il valore di questo risultato si misura nella consapevolezza che i sardi possano ricevere in Sardegna cure altamente specialistiche, senza dover lasciare la propria terra e i propri affetti, rendendo più umano anche un momento difficile della vita. Come ARNAS G. Brotzu mettiamo le competenze, la tecnologia e l’organizzazione al servizio delle persone, costruendo percorsi di cura che siano non solo qualificati, ma anche vicini, accessibili e capaci di accompagnare il paziente in ogni fase della malattia. Questo PDTA va esattamente in questa direzione: fare rete, valorizzare le nostre professionalità e garantire ai cittadini sardi la possibilità di trovare nella propria Regione un punto di riferimento di alta specializzazione, con la sicurezza di essere presi in carico e assistiti”, commenta il Direttore Generale dell’Azienda, Maurizio Marcias.

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